25 aprile morto: Beppe Grillo contro le istituzioni ma viene frainteso

Il 25 aprile è morto dice Grillo dal suo blog, riferendosi alla difficile situazione dei cittadini. I vertici delle istituzioni fraintendono e reagiscono

Commenti 0Stampa

Nel clima di ricordo e festa della giornata della liberazione, arriva l’ennesima provocazione di Beppe Grillo. Come al solito non usa mezzi termini il fondatore del Movimento 5 Stelle, per definire l’attuale crisi politico-istituzionale che avrebbe fatto morire il “25 aprile”. Ed è proprio questo il post che lo stesso Beppe Grillo pubblica sul suo tanto seguito blog, un post dal titolo Il 25 aprile è morto.

 

Il contenuto del post il 25 aprile è morto

Un post, quello di Grillo, che tende ad attaccare e a creare una nuova provocazione, una manifestazione diversa da quelle che si vedono in piazza e che rispecchia, in qualche modo, la linea dei fischi ricevuti da Pietro Grasso a Marzabotto.

Un post che denuncia temi molto forti di questo difficile periodo politico istituzionale, nel modo in cui solo Grillo sa fare, provocando:

dai disoccupati alle fabbriche che chiudono:

"nei disoccupati, nelle fabbriche che chiudono, nei tagli alla scuola e alla sanità, il 25 aprile è morto".

Ma Beppe Grillo attacca anche il Presidente della Repubblica per la vicenda poco chiara dei nastri che intercettavano Giorgio Napolitano con Mancino:

"nella distruzione dei nastri della conversazioni tra Mancino e Napolitano il 25 aprile è morto";

attacca i partiti:

"nella dittatura dei partiti il 25 aprile è morto";

attacca l’informazione:

"nell’informazione corrotta il 25 aprile è morto);attacca l’accordo Pd-Pdl (nell’inciucio tra il Pdl e il pdmenoelle il 25 aprile è morto";

la mancata elezione di Rodotà:

"nella mancata elezione di Rodotà il 25 aprile è morto";

attacca la vicenda del Monte dei Paschi di Siena:

"nel grande saccheggio impunito del Monte dei Paschi di Siena il 25 aprile è morto";

attacca il forte debito pubblico e gli sprechi politici, di quei politici che non hanno rinunciato ad alcun privilegio:

"al debito pubblico colossale dovuto agli sprechi e ai privilegi dei politici il 25 aprile è morto";

sottolineando la perdita della sovranità:

"nella perdita della nostra sovranità monetaria, politica, territoriale il 25 aprile è morto";

attacca i processi di Berlusconi:

"nei processi mai celebrati allo “statista” Berlusconi il 25 aprile è morto";

alla falsità dei politici nel commemorare il giorno della liberazione:

"nei riti ruffiani e falsi che oggi si celebrano in suo nome il 25 aprile è morto".

Il tanto discusso post "Il 25 aprile è morto" termina con parole di rispetto e commemorazione verso i partigiani, quei partigiani, che secondo Grillo, oggi non sarebbero contenti di questa Italia:

"Se i partigiani tornassero tra noi si metterebbero a piangere".

 

Le reazioni al post di Beppe Grillo

Laura Boldrini, presidente del Senato, durante il suo discorso attacca Beppe Grillo e il suo post Il 25 aprile è morto:

“Oggi si festeggia la libertà. Oggi qui siano tantissimi eppure c’è chi parla del 25 aprile come di una ricorrenza vecchia. Anche questa mattina c’è chi ha detto che è una festa morta. Vengano qui gli scettici a Milano, a vedere gli italiani liberi”. Dure e in qualche modo indirette, dato che non nomina Grillo, le parole che la Boldrini usa sul palco di Milano a Piazza Duomo.

Parole, quelle della Boldrini, che oltre ad attaccare Beppe Grillo, sembrano rivolgersi a Roberta Lombardi, capogruppo dei 5 Stelle alla Camera, che in una recente intervista aveva dichiarato le seguenti parole in merito al fascismo: “Da quello che conosco di CasaPound, del fascismo hanno conservato solo la parte folcloristica, razzista e sprangaiola. Che non comprende l’ideologia del fascismo, che prima che degenerasse aveva una dimensione nazionale di comunità attinta a piene mani del socialismo, un altissimo senso dello Stato e della famiglia”. Da queste parole si ricollega la parte del discorso della presidente Lombardi: “No, bisogna dire con forza che non è mai, mai esistito il fascismo buono perché il fascismo è stato un regime illegittimo basato sull’assassinio politico e sulla persecuzione degli oppositori”.

La stessa Lombardi, in una intervista rilasciata oggi, ha attaccato la classe politica attuale in memoria delle vittime della liberazione: “Quanti morti per questo paese e quanta indegna classe politica che sta facendo finta adesso di ricordare quei morti. È una cosa che fa male. No ragazzi? Per me la via della liberazione sarebbe la liberazione dagli inciuci, dalla vecchia politica, la liberazione dai partiti, di nuovo la sovranità ai cittadini. Questa sarebbe la liberazione. No ragazzi?”. 

COPYRIGHT POLITICANTI.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA
Ti è piaciuto questo articolo?


Articoli Simili

Lascia un commento
Contatti