Il 25 aprile è morto? Per Beppe Grillo sì, ecco il perché del suo post

Il 25 aprile è morto dice Grillo dal suo blog, riferendosi alla difficile situazione dei cittadini. I vertici delle istituzioni fraintendono e reagiscono

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Nel clima di ricordo e festa della giornata della liberazione, arrivò l’ennesima provocazione di Beppe Grillo.

Come al solito non usò mezzi termini il fondatore del Movimento 5 Stelle.

Così definì la festa della liberazione morta.

Il 25 aprile, una festa sacra per l'Italia da sempre.

Ma come mai di questa reazione?

Andando a vedere i fatti, Beppe Grillo provocò la classe dirigente dicendo che chi ci aveva liberto dal fascismo non si aspettava questo.

Ecco come andarono le cose quel giorno.

 

Il contenuto del post il 25 aprile è morto

Un post, quello di Grillo, che tende ad attaccare e a creare una nuova provocazione, una manifestazione diversa da quelle che si vedono in piazza e che rispecchia, in qualche modo, la linea dei fischi ricevuti da Pietro Grasso a Marzabotto.

Un post che denuncia temi molto forti di questo difficile periodo politico istituzionale, nel modo in cui solo Grillo sa fare, provocando.

Dai disoccupati alle fabbriche che chiudono, nessuno avrebbe mai voluto in 25 aprile come questo.

Questo quindi il reale intento del comico genovese.

Una provocazione.

Nulla contro la festa delle liberazione.

Le reazioni politiche furono immediate.

Quello era un periodo particolare.

Il Movimento 5 Stelle entrava nela vita politica alzando la voce.

I partiti politici facevano la stessa cosa a loro volta.

Ecco quali furono le principali reazioni verso Beppe Grillo

 

Le reazioni al post di Beppe Grillo

Laura Boldrini, presidente del Senato, durante il suo discorso attacca Beppe Grillo e il suo post Il 25 aprile è morto:

“Oggi si festeggia la libertà. Oggi qui siano tantissimi eppure c’è chi parla del 25 aprile come di una ricorrenza vecchia. Anche questa mattina c’è chi ha detto che è una festa morta. Vengano qui gli scettici a Milano, a vedere gli italiani liberi”. Dure e in qualche modo indirette, dato che non nomina Grillo, le parole che la Boldrini usa sul palco di Milano a Piazza Duomo.

Parole, quelle della Boldrini, che oltre ad attaccare Beppe Grillo, sembrano rivolgersi a Roberta Lombardi, capogruppo dei 5 Stelle alla Camera, che in una recente intervista aveva dichiarato le seguenti parole in merito al fascismo: “Da quello che conosco di CasaPound, del fascismo hanno conservato solo la parte folcloristica, razzista e sprangaiola. Che non comprende l’ideologia del fascismo, che prima che degenerasse aveva una dimensione nazionale di comunità attinta a piene mani del socialismo, un altissimo senso dello Stato e della famiglia”. Da queste parole si ricollega la parte del discorso della presidente Lombardi: “No, bisogna dire con forza che non è mai, mai esistito il fascismo buono perché il fascismo è stato un regime illegittimo basato sull’assassinio politico e sulla persecuzione degli oppositori”.

La stessa Lombardi, in una intervista rilasciata oggi, ha attaccato la classe politica attuale in memoria delle vittime della liberazione: “Quanti morti per questo paese e quanta indegna classe politica che sta facendo finta adesso di ricordare quei morti. È una cosa che fa male. No ragazzi? Per me la via della liberazione sarebbe la liberazione dagli inciuci, dalla vecchia politica, la liberazione dai partiti, di nuovo la sovranità ai cittadini. Questa sarebbe la liberazione. No ragazzi?”. 

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