80 euro Renzi: in più in busta paga, a chi spetta e come funziona

80 euro Renzi in più nella busta paga, a chi e come funziona il bonus che da giugno 2014 sarà disponibile per lavoratori mentre si parla dei pensionati

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Gli 80 euro di Matteo Renzi hanno fatto discutere più che mai la politica italiana negli ultimi mesi e sono stati decisamente al centro dell'attenzione di tutta la campagna elettorale per le elezioni europee 2014, consultazioni elettorali che hanno visto trionfare il Pd sul Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo che fin da subito aveva snobbato Matteo Renzi e la sua strategia, politica ed economica, legata all'incremento delle buste paghe di tutti coloro che svolgono una regolare attività lavorativa sul territorio nazionale.

 

80 euro di Matteo Renzi

80 euro di Matteo Renzi che arrivano in questo mese di giugno 2014. Dopo tante discussioni e le immancabili polemiche nell'attuale scenario politico italiano viene portata a termine una delle tappe che il Presidente del Consiglio di Ministri ribadiva da tempo e a tutto spiano: aumentare il salario delle famiglie italiane.

Una scelta che l'ex Sindaco di Firenze ha compiuto come promesso. 80 euro in più nelle buste paghe di quei lavoratori che prendono non più di 1.500,00 euro netti al mese o hanno un reddito inferiore ai 26.000,00 lordi l'anno.

Nel mese di marzo Matteo Renzi aveva spiegato, nel comunicato ufficiale di Palazzo Chigi, la sua manovra riportandola come un vero e proprio evento storico. Un atto che effettivamente viene per la prima volta adottato nella politica italiana, un avvenimento che il Premier Renzi ha attuato per i ceti meno abbienti ma anche per quelli medi; 80,00 euro in più in busta paga che per per l'ex Sindaco di Firenze devono far ripartire l'economia italiana invogliando le famiglie al consumo e soprattutto creando una maggior situazione di equità.

La copertura, per far fronte all'incremento delle buste paga, ammonta a 10 miliardi di euro, una spesa che il Presidente del Consiglio è riuscito a coprire e che, a suo avviso, farà respirare l'affannata economia italiana. Matteo Renzi aveva optato di portare a termine la medesima manovra prima delle elezioni europee, ma poi sono mancati i tempi tecnici. Nonostante questo, l'invito del leader del Pd eri di attendere il mese di giugno, mese che è arrivato con il mantenimento della promessa del Capo del Governo.

 

80 euro in più nelle buste paga

80 euro in più nelle buste paga delle famiglia che si trovano a lavorare nel territorio. Matteo Renzi si dichiara soddisfatto della sua manovra e non vuole fermarsi. Infatti, delle ultime dichiarazioni rilasciate, il Presidente del Consiglio dei Ministri ha fatto sapere che dal prossimo anno ci saranno delle novità in materia. L'attuale formazione di governo è al lavoro sulla questione e nelle ultime giornate le notizie parlano di un allargamento dei lavoratori a cui verrà esteso il bonus firmato dall'ex Sindaco di Firenze. Infatti, grazie a delle mirate riforme fiscali che entreranno in vigore dal 2015, gli 80,00 euro saranno estesi ad una fetta molto più ampia della popolazione italiana. Sulla medesima questione si attendono ancora notizie più concrete ma, a detta del Capo del Governo, gli organi competenti sono già a lavoro.

Del resto la scelta degli 80 euro sembra essere piaciuta, nonostante le polemiche delle diverse opposizioni, fortemente marcate dal Movimento 5 Stelle, alle elezioni europee gli italiani si sono chiaramente schierati dalla parte del leader del Partito Democratico.

Intanto da questo mese sono cominciate ad arrivare le prime buste paga con il bonus promesso. Sono stati in molti a ringraziare ed altri, invece, a criticare par non aver ricevuto l'intera somma o per aver trovato la manovra di Matteo Renzi non soddisfacente alle esigenze della famiglie. Queste le affermazioni che dividono la popolazione del web.

 

A chi gli 80 euro e come funziona

A chi andranno gli 80 euro e come funziona è una domanda che in molti si sono posti. Come prima cosa ci si può concentrare sul suo funzionamento. Difatti non vi è nessuna necessità di fare domanda per avere il bonus firmato da Matteo Renzi. I lavoratori a cui spetterà l'incremento di 80 euro nella busta paga, che sono tutti i lavoratori dipendenti che hanno un reddito tra gli 8.000,00 e i 26.000,00 euro annui, riceveranno in automatico la cifra nell'accredito dello stipendio. Per tutti i dipendenti pubblici il bonus è già partito dal 23 maggio 2014, mentre per i dipendenti privati dal 27 maggio (quindi bisogna solo aspettare la rispettiva busta paga come gli accordi contrattuali singoli prevedono).

Gli 80 euro andranno a:

  • lavoratori dipendenti: si parala di 10 milioni di italiani con un reddito annuo da un minimo di 8.000,00 a un massimo di 26.000,00;

  • disoccupati: vale per tutti i lavoratori disoccupati che percepiscono un'indennità;

  • cassaintegrati;

  • lavoratori deceduti: vale per tutti qui lavoratori scomparsi nel corso dell'anno corrente. Saranno, in questo caso, gli eredi a poter richiedere la medesima somma;

  • tutti i soggetti ai quali il rapporti di lavoro è finito nell'anno corrente prima della fine di maggio (quest'ultimi possono richiedere la somma mediante la dichiarazione dei redditi);

  • sacerdoti;

  • lavoratori socialmente utili;

  • tirocinanti;

  • soggetti a cui spettano le borse di studio.

A chi non andranno gli 80 euro:

  • incapienti: tutti i lavoratori che hanno un reddito al di sotto degli 8.000,00 annui;

  • colf: con un reddito al di sotto degli 8.000,00 euro l'anno;

  • badanti: come nello stesso caso delle colf, con un reddito inferiore agli 8.000,00 annui.

 

Il bonus di 80 euro per i pensionati

Il bonus di 80 euro per i pensionati era stato richiesto da molti. Matteo Renzi aveva cominciato a parlare nel mese di marzo della somma in questione, parlando di equità e di rilanciare l'economia aiutando le famiglie e i lavoratori in crisi. Ma di pensionati non si era parlato. E sono stati proprio quest'ultimi a sollevare la polemica, dai soggetti che ricevono la pensione sociale (che in alcuni casi è inferiore ai 500,00 euro netti al mese) e tutti quelli che prendono meno di 1.000,00 euro al mese e faticano a far quadrare i conti.

Se in un primo momento l'attuale Presidente del Consiglio dei Ministri si era dimenticato (o comunque aveva escluso) la categoria dei pensionati, alle porte dell'appena trascorsa campagna elettorale la promessa è stata chiara: dal 2015 anche i pensionati riceveranno gli 80,00 euro ogni mese.

Inoltre, Matteo Renzi si è ripromesso d'inserire nel bonus degli 80,00 euro le seguenti categorie a partire nel prossimo anno:

  • incapienti: tutti i lavoratori che hanno un reddito al di sotto degli 8.000,00 euro l'anno;

  • colf: con un reddito al di sotto degli 8.000,00 euro;

  • badanti: con un reddito al di sotto degli 8.000,00 euro.

Tuttavia, nonostante i buoni propositi del Presidente del Consiglio, gli 80 euro di bonus non verranno dati anche ai pensionati. A bocciare i conti è Palazzo Chigi che in una nota evidenzia che i vincoli europei non permettono di allargare la somma a chi ha smesso di lavorare.

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