Antonio Di Pietro biografia 2017: laurea carriera magistrato politica

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Antonio di Pietro biografia 2017: ecco la biografia di Antonio Di Pietro, dove e quando è nato, gli studi fatti, la carriera da magistrato prima e da politico poi, quando fonda il suo partito l’Italia dei Valori e quando lo scioglie, il matrominio con Susanna Mazzoleni, i suoi 3 figli e i nipoti.

 

Antonio Di Pietro biografia 2017 nascita studi moglie:

Antonio Di Pietro biografia 2017 del politico italiano avvocato ed ex magistrato, nato a Montenero di Bisaccia il 2 ottobre 1950.

Antonio Di Pietro che attualmente ha 66 anni di età, è di orientamento cattolico e politicamente non si schiera né a destra né a sinistra, è un uomo di centro.

A 21 anni, emigra in Germania, trova lavoro in una fabbrica metalmeccanica e contemporaneamente in una segheria.

Tornato in Italia, si iscrive all’Università di Milano e si laurea in Giurisprudenza mentre lavora come impiegato civile nell ’Aeronautica Militare.

A seguito di un concorso diventa segretario comunale a Comasco.

Negli anni ‘80 frequenta la scuola Superiore di Polizia e in seguito diventa responsabile della Polizia Giudiziaria al IV distretto.

Antonio Di Pietro moglie: Di Pietro si è sposato nel 1994 con la Sig.ra Susanna Mazzoleni.

Antonio DI Pietro figli e nipoti: ha 3 figli ed è nonno.

Per maggiori dettagli Antonio Di Pietro biografia 2017.

 

Biografia di Antonio di Pietro: la carriera da magistrato

La biografia di Antonio Di Pietro prosegue con il concorso da lui vinto come Uditore giudiziario a seguito del quale assume l’incarico di Sostituto Procuratore alla Procura di Bergamo.

Nel 1985 viene trasferito poi alla Procura della Repubblica di Milano dove si occupa di reati contro la pubblica amministrazione.

Nel 1989, il Ministero di Grazia e Giustizia lo nomina consulente per l’informazione.

Attivo nell’inchiesta di Tangentopoli spiccherà per una larga abilità nell’utilizzo degli strumenti informatici.

 

Antonio Di Pietro e la carriera politica:

A seguito delle elezioni del marzo 1994, Silvio Berluconi chiede ad Antonio Di Pietro di accettare l’incarico di Ministro dell’Interno, abbandonando la magistratura.

Di Pietro rifiuta qualsiasi offerta da parte di Berlusconi, e sebbene lusingato da tanta attenzione, preferisce continuare a svolgere l’attività di magistrato.

Antonio di Pietro, nel 1996, accetta l’incarico ministeriale che Romano Prodi gli offre.

Diviene Ministro dei lavori pubblici, incarico che manterrà fino ai primi avvisi di garanzia che riceverà da Brescia per una nuova indagine nei suoi confronti.

Nonostante Prodi respinga le sue dimissioni, Di Pietro intende dimettersi da Ministro dei lavori pubblici.

 

Antonio Di Pietro Italia dei Valori:

Prodi e Dalema offrono ad Antonio di Pietro la possibilità di candidarsi per l’Ulivo all’interno del collegio senatoriale del Mugello in Toscana.

Nel novembre del 1997 vince le elezioni contro Giuliano Ferrara, diventando così senatore e lavorando fin da subito alla creazione di un proprio movimento politico.

Il 21 marzo Antonio Di Pietro fonda L’Italia dei Valori.

A seguito della caduta del governo Prodi, Antonio di Pietro decide di accorpare il giovane movimento nel partito dei Democratici.

Antonio Di Pietro, con il sostegno del partito viene eletto eurodeputato con l’incarico di Presidente di Delegazione del Parlamento europeo per occuparsi dei rapporti con il Sud America, Asia centrale ed in seguito per il Sudafrica.

Il 17 maggio del 2006 Antonio di Pietro viene nominato Ministro delle infrastrutture all’interno del secondo Governo di Romano Prodi. A seguito della nomina e dell’incarico da deputato nazionale si trova costretto a dimettersi dall’incarico di europarlamentare.

Nel corso del suo ministero sospende la procedura di fusione tra la società autostrade.

Le elezioni politiche del 2008 vedono Di Pietro entrare in alleanza con il Partito Democratico, l’ex magistrato sceglie di essere designato nel Molise, paese nel quale è nato ma anche quello in cui è stato preferito maggiormente dall’elettorato.

Antonio Di Pietro per le elezioni politiche del 2013 decide di appoggiare la lista Rivoluzione Civile, alla guida l’ex magistrato Antonio Ingroia. I risultati delle elezioni però, in questo caso, risultano molto deludenti non superando le soglie di sbarramento sia per la Camera che per il Senato.

Antonio Di Pietro si dimette dall’incarico di presidente dell’Italia dei valori e la lista Rivoluzione Civile viene sciolta all’unanimità da tutti coloro che l’avevano fondata.

 

Antonio Di Pietro inchiesta giudiziaria

Il 1995 vede aprirsi la prima indagine contro Antonio di Pietro da parte del sostituto procuratore di Brescia.

I reati ipotizzati da Fabio Salomone sono di concussione e abuso d’ufficio, archiviate dal giudice durante le indagini preliminari.

La seconda indagine contro Di Pietro viene avviata a seguito dalle dichiarazioni da parte di Carlo Taormina per presunti traffici illeciti tra Di Pietro ed una società di assicurazioni.

L’inchiesta continua ipotizzando il reato di complotto finanziario che farà dimettere Di Pietro il 6 dicembre.

L’inchiesta verrà poi archiviata il 10 dicembre, provocò vari atti d’imputazioni anche per lo stesso Silvio Berlusconi, accusato di estorsione es attentato ai diritti politici del cittadino.

Nel ’96, mentre il processo è ancora in corso, la procura di Brescia rimuove il PM Salomone dall’incarico, per una presunta grave inimicizia che egli stesso ha contro Di Pietro.

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