Beppe Grillo a Roma dopo le quirinarie per una lunga intervista

Beppe Grillo arriva a Roma dove concede alla stampa una lunga intervista dopo l’elezione del Capo dello Stato Giorgio Napolitano ma diserta la piazza

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Dopo che la piazza di Roma lo aveva aspettato, il fondatore del Movimento 5 Stelle, non essendo intervenuto nella serata dell’elezione del Presidente della Repubblica, si concede con grande stupore ai giornalisti con i suoi militanti

 

L’arrivo a Roma di Beppe Grillo

In tanti lo avevano aspettato sotto Montecitorio e a Piazza Colonna dopo l’elezione del Presidente della Repubblica. Ma Beppe Grillo non arriva e tramite la rete comunica che arriverà nella notte. Ma il giorno dopo si fa trovare pronto il leader del Movimento 5 Stelle e questa volta non si concede nel solito modo, in piazza in mezzo alla folla, ma lo fa davanti ai giornalisti e ai suoi militanti. Grillo comincia il suo intervento post Napolitano prendendo in giro i giornalisti, o meglio quella parte dei giornalisti di partito, quella che, secondo Beppe Grillo, non si è mai riuscita ad affiancare all’ideologia del Movimento: “Quelli che ci hanno mandato al 54° posto nella classifica per la libertà di stampa” scherza il fondatore dei 5 Stelle.

 

Le domande sulla politica

Increduli di poter parlare con Beppe Grillo, comodi e seduti (e non rincorrendolo nelle affollate piazze per ottenere sempre qualche mezza frase) i giornalisti sfruttano la situazione. Tra le molteplici domande c’è quella sull’esecutivo Pd/Movimento. “Perché non avete fatto subito un esecutivo con Bersani?” chiedono i giornalisti. Beppe Grillo, tra serietà ed ironia risponde: “Non c’è stato uno scambio, Bersani è venuto da noi per fare scouting, a comprare voti. E allora noi continuiamo per la nostra strada. Se Bersani ci avesse chiesto di fare un governo assieme, noi ci avremmo pensato. A me di Bersani dispiace, non gioisco del fatto che il Pd si sia spaccato. Bersani deve fare scouting su se stesso, deve dirsi sono parte di questo sfacelo. Il suo streaming era un giochetto. Lo sapeva già, ma non ha perso tempo perché voleva farci apparire come quelli del no”.

Alla domanda sul perché il Movimento 5 Stelle non abbia votato Prodi, Grillo risponde sul fatto che Romano Prodi era già stato sperimentato in Italia.

 

L’intervista a Beppe Grillo

“Ieri sera abbiamo assistito a qualcosa di inconsueto. Si sono riuniti i leader dei partiti e hanno deciso di rieleggere Napolitano. Mai nessuno, però, è stato in carica 14 anni, nemmeno Chavez. Napolitano era molto stanco e convinto di mollare. È avvenuto uno scambio, quello di salvare il culo a Berlusconi e Mps. Stanno rubando un anno di tempo al paese ma il paese non ci arriva all’anno prossimo”. Parole dure quelle di Beppe Grillo, ma anche parole che forse ci si aspettava data la presa di posizione dell’intero Movimento 5 Stelle sull’elezione di Giorgio Napolitano.

 

Le domande sulle larghe intese e sulle alleanze dei 5 Stelle

“Se ci metteranno in un angolo, resteremo in un angolo. Ci metteremo all’opposizione e voteremo le cose giuste se non nel nostro programma” commenta Grillo alle domande dei cronisti, ma in materia di larghe intese e possibili alleanze è Roberta Lombardi, capogruppo alla Camera, ad essere molto esaustiva: “Nessuna collaborazione con Letta e Amato, se i nomi sono quelli non c’è spazio per nessun nome del Movimento 5 Stelle”. Presente anche Vito Crimi alla lunga intervista, insieme agli altri parlamentari 5 Stelle.

 

Le domande sul programma

Sul programma e l’intenzioni del “suo” Movimento 5 Stelle, Grillo non aspetta nemmeno che i giornalisti si sbilancino in qualche formula dettagliata, e comincia: “La forma partiti è finita. Negli altri paesi ci sono partiti nazisti, qui ci sono i grillini con due balle così. La televisione è quello che vedi non quello che dici. E il talk show ti annulla, per questo non vado in tv”. E dalla nota posizione sui partiti e la tv Grillo passa ad elencare le prossime mosse che sono quella di aprire una una commissione in parlamento dato che a suo avviso il paese non arriverà al prossimo anno; riforma elettorale; reddito minimo; taglio dei costi. E poi finisce per parlare dei delusi dall’accordo Pd-Pdl: “Io andrò a parlare con loro. Non voglio convincerli ad entrare nel Movimento, voglio mettere insieme delle idee, che vengano da destra o da sinistra, se sono buone idee vanno bene”.

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