Berlusconi Governo Letta: le linee guida sulle larghe intese

Berlusconi Governo Letta: il Cavaliere detta le linee guida per il governo delle larghe intese, Brunetta ministro dell’economia e i ruoli dei suoi

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Nella giornata di riflessione che Enrico Letta si è preso per portare avanti i lavori per l’esecutivo delle larghe intese, spuntano i primi nomi che quasi sicuramente verranno confermati: D’Alema, Alfano, Franceschini, Schifani, Fassina, Quagliariello. Tutti nomi di appartenenza ai ruoli principali dei partiti politici che parteciperanno alle larghe intese. Spunta anche il nome di Michele Vietti, vicepresidente del Csm, per il quale si opta per la figura del Ministero della giustizia.

Ma resta il braccio di ferro tra Pdl-Pd, Letta-Berlusconi. Il Cavaliere, rientrato dagli USA, detta chiare condizioni sull’ipotesi di mettere al Ministero dell’economia Saccomanni: “Abbiamo già dato con i tecnici, veniamo da un governo che ha fatto disastri col suo eccesso di rigore” ha detto il Cavaliere, secondo cui “serve un governo politico che sappia rilanciare l’economia”.

 

Le regole e i ministri di Silvio Berlusconi

In una intervista al Corriere della Sera, Silvio Berlusconi fa capire quali sono le sue regole nel governo delle larghe intese: “Se volessero fare le cose per bene chiamerebbero me che in campagna elettorale ho sempre detto che mi proponevo come ministro del Tesoro, non come premier. Ma non lo faranno mai. E allora c’è Brunetta: sarà incazzoso, litigioso, ma è uno molto intelligente”..Tuttavia, nonostante il peso che Silvio Berlusconi ha sul governo Letta, il nome di Brunetta non sembra essere tra i preferiti. Ma i suoi uomini occuperanno diverse cariche. Angelino Alfano quasi sicuramente sarà vice premier. Sembrerebbe che al Ministero dell’economia ci sia una buona possibilità, invece, che venga messo nelle mani di Giuliano Amato. Ma non è l’unico nome che sembra già essere vicino ad una posizione rilevante nel governissimo:

 

Nomi Ministri Governo Letta:

Massimo D’Alema al Ministro degli esteri al posto di Giampiero Massolo;

Maurizio Lupi al Ministero della sanità;

Enzo Moavero Milanesi al Ministero delle Politiche Europee;

Mario Mauro al Ministero dell’Istruzione;

Stefano Fassina al Ministero del lavoro;

Renato Schifani al Ministero della difesa;

la Cancellieri nuovamente confermata al Ministero degli interni;

Mara Carfagna al Ministero delle pari opportunità;

Gaetano Quagliariello al Ministero delle Riforme;

Dario Franceschini al Ministero dello Sviluppo economico al posto di Sergio Chiamparino o al posto di Francesco Boccia.

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