Bettino Craxi biografia: morte, figli, origini, e la tomba ad hammamet

Bettino Craxi biografia: la morte, la tomba al cimitero cattolico di Hammamet, i figli e Vittorio Craxi, le origini, la laurea e la storia del politico DC

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Bettino Craxi biografia: chi è? La biografia di Bettino Craxi, il politico italiano più discusso della DC.

Bettino Craxi è stato uno dei politici di rilievo della storia della Repubblica Italiana.

Dove e quando è nato?

L’ascesa in politica com'è avvenuta?

Come sono cominciate le vicende giudiziarie?

L’esilio ad Hammamet com'è avvenuto?

Ecco la storia, dalle origini alla sua morte per arresto cardiaco nel 1993.

 

Bettino Craxi biografia: chi è?

Chi è Bettino Craxi? Detto Bettino, si tratta di un nome davvero noto nella politica italiana per via delle sue scelte e per gli scandali giudiziari.

Nasce a Milano il 24 febbraio 1934, primo figlio dell’avvocato Vittorio Craxi, antifascista e perseguitato, originario della provincia di Messina e da Maria Ferrari di Lodi.

Craxi nasce nel pieno della seconda guerra mondiale, motivo per cui i genitori decidono di affidarlo a un collegio di suore, per proteggerlo dai pericoli che corre la sua famiglia a causa della attività politica del padre.

Dopo l’otto settembre 1943 la famiglia Craxi si riunisce aiutando anche molti ebrei e militari che volevano fuggire in Svizzera, offrendo un punto di riferimento importante.

Dopo la liberazione, il padre di Craxi fu nominato viceprefetto a Milano e poi prefetto a Como.

Bettino si laurea in giurisprudenza e poi in scienze politiche, a Urbino fonda il “Nucleo Universitario Socialista”, tenendo i primi discorsi pubblici, organizzando dibattiti.

Bettino Craxi biografia 2018: sebbene siano passati tanti anni dalla sua morte, Bettino Craxi continua ad essere un nome che non si cancella nella storia della Repubblica Italiana.

 

Bettino Craxi biografia carriera politica

La carriera politica di Bettino Craxi è stata davvero Lunga.

A seguito dell’invasione sovietica dell’Ungheria Bettino Craxi s’impegna per l’uscita del PSI dalla politica filocomunista ma la sua idea venne respinta.

Nel 1956 è eletto consigliere comunale del PSI a Sant’Angelo Lodigiano e nel febbraio del 1957 entra a far parte del comitato centrale rappresentante della corrente autonomista di Pietro Nenni. 

Nel 1966 è eletto consigliere comunale a Milano diventando poi assessore all’economato nella giunta di Centro -Sinistra guida da Gino Cassinis. Nel 1968 viene eletto deputato al parlamento  e diventò anche vice presidente nazionale del PSI su proposta di Giacomo Mancini.

Nel 1972 riceve l’incarico di curare i rapporti internazionali del partito. Al convegno dell’internazionale  socialista, stringe legami con i rappresentanti della politica estera del tempo, Felipe Gonzales, Mitterand  ,Andreas Papandreou.

E’ con quella carica del PSI per gli esteri che appoggiò anche finanziariamente alcuni partiti socialisti perseguitati dalle dittature del loro paese, tra cui il partito Socialista Operaio Spagnolo, il Partito Socialista Greco , il Partito socialista Gileno di Salvador Allende di cui Craxi era amico personale e nel 2009 a Trieste ricevette il Premio Allende ,in omaggio al sostegno dato ai socialisti cileni.

 

Bettino Craxi segretario nazionale PSI

Il 16 luglio 1976 il Comitato Centrale del PSI elegge Bettino Craxi nuovo segretario nazionale. Craxi dimostrò da subito le sue doti politiche,  puntò al rilancio del partito perché ritrovasse l’orgoglio e  il coraggio di intraprendere un “Nuovo Corso”.

Già dai primi mesi iniziò con la revisione ideologica del partito, rivalutando il “Pensiero Socialista Libertario ”rispetto al “Marxismo” ,ciò rese più evidenti i  contrasti con il PCI, contrasti che si manifestarono aspramente durante il “ Sequestro Moro”, Craxi fu uno dei pochi politici insieme ad Amintore Fanfani e Marco Pannella a dichiararsi disponibile a una “Soluzione Umanitaria” per consentire la liberazione dello statista democristiano opponendosi al cosiddetto “Partito della Fermezza” voluto dai comunisti.

Craxi inizia a dare una nuova impronta al partito, si presenta agli Italiani in maniera totalmente nuova, prende le distanze dal Leninismo ,è attento alle richieste della nuova società civile ,appoggia le battaglie pe i diritti civili sostenute dai radicali, assume toni sempre più decisionisti.

 

Bettino Craxi  presidente del Consiglio

Il 1978 a seguito delle dimissioni del Presidente della Repubblica Giovanni Leone riesce  a far convergere i voti a favore di Sandro Pertini che diventerà il primo presidente italiano socialista.

Nel 1979 viene eletto europarlamentare carica che manterrà fino al 1989. Alle elezioni del 1983 Craxi ottiene la presidenza del consiglio sostenuta dal Pentapartito, una  alleanza fra DC-PSI-PSDI-PRI-PLI lasciando fuori i comunisti.

La guida al suo governo fu una dei più lunghi nella storia della Repubblica.

Craxi instituisce il Consiglio di Gabinetto dove tutti i partiti della coalizione prendevano parte alle consultazioni sulle questioni più urgenti per trovare un accordo più rapido prima di essere sottoposte all’approvazione del Consiglio dei Minist

ri. Consiglio di Gabinetto che rivelò un ruolo decisivo nel prendere le decisioni più importanti essendo concordate da tutt’è cinque i partiti di Governo dando la fama di “Governo Forte” al Governo guidato da Bettino Craxi.

 

Bettino Craxi leggi

Nel 1984 firmò il nuovo Concordato con la Santa Sede detto “Accordo di Villa Madama” veniva così abolita “ Religione di Stato” rendendo facoltativo l’insegnamento della religione cattolica nelle scuole pubbliche. 

Craxi approvò il taglio di tre punti sulla scala mobile approvata da CISL e UIL ma fortemente ostacolata da CGIL e comunisti per la quale fu indetto un referendum abrogativo che si tenne nel 1985 ottenendo la vittoria sugli Abrogazionisti.

Bettino Craxi attuò una politica economica che sviluppò una crescita industriale portando l’Italia al quinto posto nei paesi più industrializzati del mondo, l’aumento dei salari e la discesa dell’inflazione e la lotta agli evasori fiscali nel commercio al minuto obbligando l’introduzione dei registratori di cassa e degli scontrini fiscali.

 

Procedimenti giudiziari, l'esilio ad Hammamet e la morte

Il 17 febbraio 1992  inizia la lenta discesa di Bettino Craxi come politico e come uomo, con l’arresto dell’ingegnere Mario Chiesa, esponente del PSI Milanese, assessore al comune di Milano, che viene arrestato mentre intasca una tangente da una ditta di pulizie.

Mario Chiesa inizia a parlare, dando l’avvio all’indagine detta “Mani Pulite” che diventerà subito un caso nazionale. Il 15 dicembre 1992 Craxi riceve il primo avviso di garanzia dalla Procura di Milano a cui ne seguiranno altri venti, esplode nel paese un sentimento anticraxiano. Il 29 aprile 1993, giorno del giuramento del Governo Ciampi, prende la parola per difendersi, ma più che altro accusando tutti i partiti politici nessuno escluso dal prendere le tangenti per autofinanziarsi  ,quindi non si reputa colpevole né più né meno degli atri.

Tocca alla Camera decidere per l’autorizzazione a procedere contro Craxi ma i voti negano l’autorizzazione a procedere nei suoi confronti. Scatta l’ira dell’ opinione pubblica incitata dal partito comunista italiano a protestare contro il voto espresso dai parlamentari a favore dell’ex presidente del consiglio.

Con l’inizio della nuova legislatura, cessa l’immunità parlamentare per Craxi e si profila l’arresto, il 12 maggio 1994 gli viene ritirato il passaporto per pericolo di fuga, ma Craxi era già in Tunisia ad Hammamet.

Bettino Craxi muore il 19 gennaio 2000 per arresto cardiaco senza aver fatto ritorno in Italia.

 

Bettino Craxi: i figli e Silvio Berlusconi

Bettino Craxi ha avuto due figli: Vittorio Craxi (detto Bobo) e Stefania Craxi.

Vittorio Michele Craxi detto Bobo è nato a Milano il 6 agosto del 1964. Nato politicamente con ideali socialisti è entrato a far parte della coalizione il Popolo delle Libertà di Silvio Berlusconi.

Stefania Gabriella Anastasia Craxi è nata a Milano il 25 ottobre 1960. Anche lei, come il fratello, ha fatto parte del Popolo delle Libertà di Silvio Berlusconi e dello stesso partito di Forza Italia.

Con la fine della Democrazia Cristiana molti esponenti di quest'ultimo partito si sono orientati verso Forza Italia.

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