Brexit conseguenze economiche per l’Italia e italiani cosa succede?

Brexit conseguenze economiche per l’Italia e per gli italiani, cosa succede ora che la Gran Bretagna ha detto no all'Unione Europea, quali scenari e impatto

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Brexit conseguenze economiche per l’Italia? Ieri il popolo della Gran Bretagna ha votato per l’addio all’Unione Europea. Hanno vinto i “leave” e la GB si dichiara fuori dal vecchio continente.

Ma quali saranno le conseguenze del Brexit sugli italiani? Cosa succede ora?

Vediamo insieme l’impatto Brexit sul lavoro, sulla finanza e sugli affari, il commercio e per gli italiani che vivono in Inghilterra, a Londra e in Gran Bretagna.

Quali effetti avrà sul turismo, sull’assistenza sanitaria le pensioni e sui britannici?

 

Brexit conseguenze per gli italiani che vivono in GB:

Le conseguenze economiche della Brexit per gli italiani che vivono a Londra e in generale in Gran Bretagna, potrebbero essere varie e diverse, infatti, la residenza e la cittadinanza GB scatta dopo 5 anni di permanenza e lavoro nel paese, ma cosa succederà a coloro che non l’hanno ancora ottenuta? Si dovranno scontrare con una nuova burocrazie e politica di permessi lavoro da rinnovare ogni 2 o 3 anni o magari anche 5? 

E chi intende trasferirsi oggi, invece, avrà bisogno molto probabilmente di aver già trovato un’occupazione prima di partire.

Cosa cambierà per il turismo Italia-GB? Pressoché nulla, non occorrerà il visto. E per studiare? bè si questo aspetto cambierà notevolmente, se fino a ieri per pagare la rata annuale in un’università britannica, occorrevano circa 12 mila euro l’anno, da oggi ce ne vorranno fino a 22 mila euro.

 

Brexit conseguenze per l'Italia:

Inevitabili le conseguenze Brexit per l'Italia, ma in che misura rischia il nostro Paese?

Quali saranno le ripercussioni della Brexit sull’Italia? Secondo i primi scenari ipotizzati, tra cui uno stusio condotto dall'agenzia di rating Standard & Poor’s, l'Italia è uno dei paesi che rischia meno dall'uscita della gran Bretagna dall'Unione Europea

Nell’indice di vulnerabilità alla Brexit (Bsi), elaborato da S&P, l’Italia infatti risulta diciannovesima su 20 Paesi, per cui il nostro paese non dovrebbe rischiare nulla, almeno molto meno rispetto a Germania, Francia, Spagna ecc.

Nello studio, sono stati eleborati 4 fattori determinati per Brexit: l’export verso la Gran Bretagna, gli investimenti diretti, la migrazione e la finanza. Da ciò è risultato che in cima alla classifica dei paesi più a rischio ci sarebbe l'Irlanda, seconda Malta che è uno dei paesi del Commonwealth storicamente legato alla Gran Bretagna, poi il Lussemburgo.

 

Brexit conseguenze economiche:

E’ ufficiale, la Gran Bretagna con il 51,9% dei voti, è fuori dell’Unione Europea, Cameron si è dimesso e le borse sono nel panico più totale, per non parlare della sterlina.

Le conseguenze economiche della Brexit, si stanno già pesantemente sentire in tutto il mondo, la borsa è crollata ed è aumento esponenzialmente lo spread, crollati anche i mercati dell’Asia ed è sprofondata la sterlina, arriva a toccare il suo minimo storico dal 1985 sul dollaro.

Mentre i sostenitori Brexit esultano e applaudono alla Gran Bretagna indipendente, ovunque c’è preoccupazione e allarmismo, perché l’uscita dalla Gran Bretagna dall’UE ha e avrà ripercussioni in tutto il mondo ma anche interne sia per gli italiani che vivono e lavorano là sia per chi vive in Italia.

Si dice già che, la caduta della sterlina nei confronti dell’euro, inevitabilmente farà perdere il potere d’acquisto della moneta, senza parlare degli accordi comunitari che fino adesso hanno permesso alla GB di usufruire di vantaggi considerevoli, basti pensare alla possibilità per le compagnie aeree di poter operare senza limiti di frequenza, prezzo o numero di posti nello spazio aereo europeo.

L’impatto Brexit avrà conseguenze anche sulle piccole cose come ad esempio le tariffe dei telefoni cellulari, fino a ieri limitate dalla Comunità Europea.

E’ molto probabile quindi, che almeno nell’immediato futuro, la Brexit determinerà una perdita massiccia di posti di lavoro con conseguente delocalizzazione, basta citare il caso della banca JPMorgan, che impiega più di 16.000 persone in GB, che ancora prima di sapere il risultato del voto, aveva avvertito che con la Brexit, tra ke 1000 e 4000 persone, avrebbero potuto perdere il posto di lavoro. Analoga situazione per la Goldman Sachs, con il trasferimento di almeno 1600 persone. 

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