Brexit Theresa May: cosa farà il primo ministro inglese e conseguenze

Referendum sulla Brexit cosa significa, quali sono le conseguenze politiche ed economiche, cosa ha deciso il nuovo primo ministro inglese Theresa May

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Brexit cos'è significato e conseguenze: cos'è la Brexit, cosa significa il referendum che 23 giugno del 2016 ha interessato cittadini inglesi, gli esiti della votazione, le conseguenze politiche economiche e sui mercati della Brexit e cosa farà il nuovo primo ministro Theresa May e cosa significa hard Brexit?

 

Referendum Brexit 23 giugno 2016:

Il 23 giugno del 2016 si è svolto in Inghilterra il referendum sulla Brexit, un referendum consultivo e non vincolante che aveva come scopo quello di valutare il sostegno da parte dei cittadini inglesi in merito alla possibile continuazione della permanenza del Regno unito all'interno dell'Unione europea.

La campagna referendaria ha visto schierarsi due diverse fazioni: da una parte il Leave e dall'altra il Remain, ossia da una parte lasciare l'Unione europea e dall'altra  rimanere.

Sostenitore del Leave era l'allora primo ministro inglese David Cameron e dall'altra parte il leader dell'Ukip Niegel Farage, insieme all'ex sindaco di Londra Boris Jhonson. Il testo del quesito referendario chiedeva agli inglesi se il regno unito dovesse rimanere o meno membro dell'unione europea. La votazione avvenne presso 41 mila seggi elettorali, divisi fra 382 arie di conteggio dei voti, a loro volta distinte in 12 distretti regionali. È il 24 giugno 2016, il giorno dopo il referendum, che il presidente della commissione elettorale centrale di manchester, Jenny Watson annuncia risultati del referendum.

A vincere con il 51,9% dei consensi il Leave contro il 48,1% del Remain. Il Regno unito ha votato così l'uscita dall'unione europea.

Per maggiori dettagli referendum brexit.

 

Brexit cos'è? Significato:

Cosa significa Brexit? Che cos'è? Il termine Brexit indica l'uscita del Regno unito dall'Unione europea, per decisione del popolo con il referendum tenutosi a giugno 2016.

Letteralmente il termine Brexit deriva dalla fusione di due parole di origine anglosassone: britain che significa Regno unito ed exit che significa uscita.

A coniare il termine brexit sono stati gli stessi media che hanno coniato Grexit per indicare la possibile uscita della Grecia dall'Unione europea, tartassata dal pesante debito del governo ellenico.

L'uscita del Regno unito dall'Unione europea avrà conseguenze non solo sugli inglesi ma su tutta l'economia mondiale, senza dubbio un chiaro segno di come il progetto Europa e contemporaneamente il processo di integrazione europea viene oggi messo in discussione da una delle più grandi potenze economiche a livello europeo sì, ma soprattutto mondiale.

Da qui la domanda: possono altri paesi seguire l'esempio degli inglesi? Non addentrandoci in questa sede sui significati politici di questa domanda vediamo più da vicino che cos'è stato il referendum sulla brexit, le conseguenze delle decisioni degli inglesi e cosa ha oggi deciso l'attuale primo ministro Theresa May che ha sostituito il dimissionario David Cameron, forte sostenitore del Remain ossia la scelta di rimanere nell'Unione europea.

 

Brexit conseguenze politiche economiche

A seguito del risultato del referendum sulla Brexit le conseguenze si sono subito fatto sentire. L'allora primo ministro inglese David Cameron, grande sostenitore del remain quindi far sì che il Regno unito rimanga all'interno dell'Unione europea del mercato unico, annunciò immediatamente dopo l'esito del referendum le sue dimissioni da Primo Ministro nonché da leader del partito conservatore.

A sostituirlo arriverà Theresa May che promise in conferenza stampa di traghettare il Regno unito fuori dall'Unione europea.

Subito dopo l'annuncio della Brexit anche i mercati economici reagirono a questo annuncio: in due ore il cambio della sterlina in inglese calò del 10% rispetto al dollaro americano, segnando il livello più basso dal 1985, e del 7% in meno contro la moneta unica, l'euro.

A livello internazionale sono tante le reazioni del mondo intero al risultato sorprendente della Brexit. L'allora primo ministro italiano Matteo Renzi reagì manifestando comunque il proprio ottimismo e la propria positività nei riguardi dell'Europa.

A brindare insieme agli inglesi gli euroscettici Matteo Salvini della lega nord e la francese Marine Le Pen. All'epoca candidato repubblicano alla presidenza della Casa Bianca Donald Trump si disse soddisfatto del risultato visto che in tal modo gli inglesi si sono ripresi il proprio paese. Sorpresa e incredulità da parte di altri leader politici europei tra cui Francois Hollande e Angela Merkel che subito dopo l'annuncio dell'esito delle votazioni chiese rapidità al Regno unito nell'uscire dall'Unione Europea.

 

Brexit: cosa farà il Primo ministro inglese Theresa May?

Oggi a traghettare il Regno unito fuori dall'Unione europea è il nuovo primo ministro Theresa May che nei giorni scorsi ha pronunciato a Londra un discorso molto atteso in cui avrebbe dovuto illustrare il progetto del governo per la Brexit. Il piano di primo ministro inglese è stato definito dalla stampa "hard Brexit".

Ma cosa significa? In sostanza che in piano per l'uscita del Regno unito dall'Ue sarà abbastanza forte in cui i punti salienti espressi dalla primo ministro Theresa May riguardano in primo luogo l'immigrazione e la sovranità assoluta che dovrebbe riavere uscendo dall'Ue la Gran Bretagna. Inoltre terminerà in Gran Bretagna la giurisdizione della corte europea di giustizia.

Il primo ministro inglese non usa mezzi termini e afferma che la Gran Bretagna rinuncerà totalmente a far parte del mercato unico europeo, negoziando al tempo stesso un accordo doganale con i paesi europei.

Tra gli altri punti dell'hard brexit proposti dal primo ministro inglese troviamo un accordo di transizione, la volontà da parte del Regno unito di continuare con l'Unione europea a cooperare su questioni comuni primo fra tutti la sicurezza e quindi la lotta al terrorismo, fino alla stipula dell'accordo commerciale con la stessa uUnione, in modo tale che il Regno unito rimanga essere un buon amico e alleato dell'Ue.

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