La Buona Scuola Ministro Giannini Valeria Fedeli ricorso Consulta

Cosa prevede il decreto legge su La buona scuola adottato dall'ex ministro Stefania Giannini, la sentenza della Consulta e cosa farà Valeria Fedeli

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La Buona Scuola ministro Giannini: ecco cos’è il decreto legge sulla Buona scuola adottato dall’ex ministro della scuola Stefania Giannini.

Cosa prevede il decreto sulla riforma della Scuola, bocciato dalla Corte Costituzionale ed ora sottoposto a ricorso dinanzi alla stessa Corte, la Consulta.

Cosa succede ora, visto che le grane della riforma sono passate in mano al nuovo ministro dell’Istruzione, Università e ricerca sotto il governo di Paolo Gentiloni, Valeria Fedeli?

 

La Buona Scuola ministro Stefania Giannini:

La Buona Scuola e il ministro Stefania Giannini: Mette al centro l’autonomia scolastico il decreto legge sulla buona scuola adottato dall’ex ministro dell’Istruzione Stefania Giannini che con il nuovo governo guidato da Paolo Gentiloni ha ceduto la poltrona a Valeria Fedeli, quest’ultima travolta dalle critiche appena insediatasi al Ministero perché sembra non abbia il titolo di laurea.

Soffermiamoci in questa sede sul decreto su La Buona Scuola, fortemente voluto dall’ex premier Matteo Renzi che ha il merito di mettere al centro l’autonomia scolastica fornendo quei mezzi, sia finanziari che operativi ai dirigenti per poterla mettere in pratica.

I punti principali indicati nella buona scuola sono:

  • offerta formativa ricca e flessibile per gli studenti;
  • piano straordinario di assunzioni per 100mila docenti e oltre;
  • risorse stabili per la formazione e la valorizzazione dei docenti;
  • investimenti mirati per laboratori e digitale.

 

Decreto La Buona scuola cos’è e cosa prevede?

Che cos'è la Buona scuola e cosa prevede? Andando più nello specifico il decreto legge su La buona scuola prevede un potenziamento dell’organico degli edifici scolastici, al fine di coprire le cattedre vuote garantendo agli studenti la continuità didattica.

 docenti potranno attuare il progetto educativo attraverso i POF, i Piani dell’offerta Formativa che diventano con cadenza triennale.

Sono i Collegi dei docenti che elaborano i piani che poi dovranno essere approvati dal Consiglio di circolo o d’Istituto.

La legge sulla Buona scuola prevede anche il raddoppiamento delle risorse da attribuire al Fondo di funzionamento delle scuole che passa da 11 a 200 milioni ed oltre, per coprire le spese correnti.

La legge inoltre dà via libera al Piano straordinario di assunzioni per coprire le cattedre non ancora assegnate.

55.000 docenti in più, di cui oltre 6.400 sul sostegno impiegati a supporto degli alunni con disabilità: questi i numeri totali riguardanti i nuovi docenti di cui 100mila e oltre saranno assunti attingendo dalle Graduatorie ad esaurimento e dalle Graduatorie di merito (concorsi).

I dirigenti scolastici diventano leader educativi, promotori del Piano dell'offerta formativa.

Tra le altre misure previste dalla legge su La Buona Scuola ci sarà anche il potenziamento delle competenze linguistiche con l’Italiano per gli studenti stranieri e l’Inglese per tutti e poi Arte, Musica, Diritto, Economia, Discipline motorie.

Per maggiri informazioni: decreto legge su La buona scuola.

 

La Buona scuola bocciata dalla Corte Costituzionale e il ricorso:

La buona scuola è entrata in vigore sì ma non ha ricevuto ovazione da parte dell’opinione pubblica e dei tecnici tanto che  sono stati numerosi i ricorsi presentati dinanzi alla Corte costituzionale proprio contro la riforma.

La Consulta si è espressa proprio in merito a La Buona Scuola dichiarando illegittime due norme del decreto: una che affida le competenze statali nell’ambito dell’edilizia scolastica e degli interventi di riqualificazione architettonica, impiantistica e tecnologica senza la previsione della suddivisione delle risorse previo parere della Conferenza unificata Stato- regioni.

Andando nei dettagli, la bocciatura sonora che la Corte Costituzionale ha dato a La Buona scuola concerne essenzialmente quel punto del decreto che riguarda la cosiddetta edilizia scolastica innovativa. Come scrivono i giudici della Consulta, la riforma non prevede la ripartizione ad opera del ministero dell’istruzione delle risorse sentita prima la Conferenza unificata.

L’altra norma che boccia la Corte costituzionale su La buona scuola riguarda l’individuazione degli standard strutturali degli asili nido che secondo la Consulta devono essere ricondotte alla competenza del legislatore regionale.

La Corte non ha dichiarato fondate le altre numerose questioni sollevate su altri punti della legge come i poteri del dirigente scolastico, l’offerta formativa dei percorsi di istruzione e formazione professionale. 
A questo punto la questione riguarda se con la sentenza della Corte Costituzionale su La Buona Scuola slittano o meno i tempi delle deleghe, con scadenza fissata al 15 gennaio 2017.

 

La Buona Scuola ministro Valeria Fedeli:

Il problema delle deleghe dovrà essere affrontato dal nuovo ministro dell’istruzione, dell’università e della Ricerca, Valeria Fedeli che ha preso il posto di Stefania Giannini dopo le dimissioni dell’ex premier Matteo Renzi e la formazione del nuovo governo guidato dall’ex ministro per gli Affari esteri Paolo Gentiloni.

La riforma della scuola non verrà abrogata con il nuovo esecutivo guidato da Gentiloni e la Fedeli dovrà risolvere alcuni punti oltre a quelli sollevati dalla Consulta come la nuova figura dell’apprendista  -docente a 800 euro il mese.Tra gli altri dossier in mano al neo ministro Valeria Fedeli anche i tempi del concorso per i docenti del 2017 e 2018,  e la questione mobilità.

La Buona scuola non verrà abrogata con il nuovo esecutivo guidato da Gentiloni e la Fedeli dovrà risolvere alcuni punti oltre a quelli sollevati dalla Consulta come la nuova figura dell’apprendista -docente a 800 euro al mese e altre questioni.

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