Giuseppe Civati biografia 2018: il curriculum politico e la moglie

Giuseppe Civati biografia 2018: l'altezza, il curriculum politico di Pippo, la moglie, il Partito Democratico e il nuovo partito di sinistra Possibile

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Giuseppe Civati biografia 2018 del politico italiano classe 1975.

Nato con il centrosinistra e grande oppositore del rottamatore.

Consigliere della Lombardia per otto anni.

Ex membro della direzione nazionale del PD.

Oggi fondatore del partito Possibile.

Alle ultime elezioni le cose non gli sono andati troppo bene.

Questo è il prezzo che Giuseppe Civati ha dovuto pagare per inseguire i suoi ideali si sinistra.

Si può discutere sul suo modo di fare politica ma non gli si può sindacalizzare nulla per i suoi ideali.

Giuseppe Civati ha avuto il coraggio di inseguirli.

Scopriamo la sua storia.

 

Giuseppe Civati bigrafia 2018

Giuseppe Civati biografia 2018 di questo uomo di sinistra conosciuto anche come Pippo Civati, uomo del Partito Democratico per lungo tempo, di quella corrente che crede ancora nella sinistra italiana, una linea di pensiero che ha portato Civati ad essere spesso in contrasto con Matteo Renzi, fino alla rottura con il Pd e alla fondazione di Possibile, che alle elezioni politiche 2018 si presenterà con un proprio programma politico dove 

Giuseppe Civati nasce il 4 agosto del 1975 a Monza.

Da sempre interessato alla filosofia, dopo essersi diplomato presso il Liceo classico di Zucchi della sua stessa città natale, si laurea, nel 1998, in filosofia e consegue un dottorato presso l’Università Statale di Milano, sempre in filosofia. Prima del dottorato a Milano, aveva acquisito un diploma in Civiltà dell’Umanesimo e del Rinascimento (2002) nella città di Firenze presso l’Istituto di Studi sul Rinascimento.

Appassionato e molto competente negli studi filosofici, in particolare sulla parte legata al rinascimento, si è ritrovato a collaborare con la Cattedra di Storia della Filosofia dell’Università di Milano, con l’Università di Barcellona e con l’Istituto di Studi sul Rinascimento dove si è occupato in particolar modo sulla parte del rinascimento, sulla filosofia della comprensione dell’identità occidentale e della filosofia della globalizzazione.

Giuseppe Civati biografia 2018: la vera storia politica di questo politico italiano comincia con il suo primo e reale incontro con la politica italiana.

Pippo Civati comincia la sua carriera politica con i Giovani progressisti.

Nel 1995 partecipa ai comitati per Romano Prodi.

Nel 1997 viene eletto come consigliere comunale nel Comune di Monza ed entra a far parte dei Democratici di Sinistra (DS).

Nel 2002 diventa membro della segreteria generale dei Democratici di Sinistra della città di Milano e ricoprirà tale ruolo fino al 2004. Nello stesso anno ha promosso il Festival delle Città Possibili, una manifestazione con il fine di promuovere le buone pratiche amministrative.

Sempre nel 2004, attratto dalla rete che lo stesso Civati trova un potente mezzo di comunicazione, avvia un blog personale che ha il fine di parlare di tematiche politiche.

La sua carriera politica continua all’interno dei DS, infatti nel 2005 diventa membro della segreteria regionale della Lombardia del partito, e vi rimane fino al 2006.

Nel 2005 ottiene 19.347 preferenze nella circoscrizione di Monza, diventando così consigliere regionale in Lombardia nella lista Uniti per l’Ulivo.

 

Il curriculum politico: il Pd e la corrente Andiamo oltre

Il curriculum politico di Giuseppe Civati evidenza sempre i suoi ideali si sinistra.

Entra a far parte del Partito Democratico dalla sua stessa fondazione, nel 2007. La sua carriera a Monza, in Lombardia, nei DS e nella lista Uniti per l’Ulivo, ne fa un volto noto nel centrosinistra. Così, il 17 febbraio del 2009, quando l’allora segretario generale Walter Veltroni si dimise dalla segreteria generale del partito, un sondaggio online avviato dall’Espresso lo diede come il secondo più votato alla guida del Pd.

Dal 2009 è presidente del Forum per i nuovi linguaggi e le nuove culture del Pd e, considerato un uomo di punta all’interno del Partito Democratico, entra a dar parte delle stesse direzione generale. Nello stesso anno coordina la campagna elettorale del Sindaco della Capitale Ignazio Marino per le primarie del partito.

Nel 2010 viene premiato dai suoi elettori, infatti alle elezioni regionali del 28 e 29 marzo 2010 ottiene 10.321 preferenze confermandosi nuovamente come consigliere alla Regione Lombardia nella stessa circoscrizione di Monza.

Pippo Civati cerca sempre di rimanere vicino a quelle che sono le esigenze dei suoi elettori, infatti nel 2010, dopo le molteplici insoddisfazioni degli elettori del Partito Democratico per le elezioni regionali, fonda, assieme a Carlo Monguzzi, Andiamo Oltre, un movimento politico all’interno dello stesso Pd che ha il fine di far fronte all’insoddisfazione degli elettori del Partito Democratico e di prendere a cuore la situazione del paese. Dal 23 al 25 luglio del 2010 il gruppo Andiamo Oltre si riunisce in un campeggio ad Albinea decidendo di portare avanti il lavoro iniziato. Infatti il progetto era partito come temporaneo per la durata di tre mesi, ma poi si è prolungato.

Sempre con a cuore il Partito Democratico, Pippo Civati, promuove assieme al rottamatore Renzi l’evento Prossima fermata Italia. L’evento si è svolto a Firenze presso la Stazione Leopolda. La stampa lo definì come il raduno dei rottamatori ed effettivamente vi partecipò quella parte del partito che optava per lo svecchiamento e per l’innovazione all’interno del Partito Democratico, tra cui: Matteo Richetti e Davide Faraone. Nonostante il successo dell’evento Prossima fermata Italia, Pippo Civati si allontana da Matteo Renzi per via delle sue idee, definendole troppo esterne al partito.

Nel 2011, assieme a Debora Serracchiani, fa partire un nuovo evento a Bologna tra il 22 e il 23 ottobre, dal nome Il nostro tempo. Anche quest’ultimo evento ha avuto il fine di risolvere e di affrontare i problemi all’interno del Pd.

 

Le primarie del Pd Pippo Civati e l'uscita dal partito

Le primarie del Pd con Prossima Italia, il movimento di Pippo Civati all’interno del Pd, e la successiva uscita dal partito. Nel marzo del 2012 presenta una candidatura, seguita da una mozione, al Secondo Congresso del Partito Democratico previsto a metà del 2013.

Già nel novembre del 2012, Pippo Civati dichiara pubblicamente di volesi candidare alla segreteria generale del Pd. Il mese successivo si presenta alla scelta dei candidati delle primarie ottenendo la maggior parte dei voti tra Monza e Brianza diventando candidato alla Camera dei Deputati nella circoscrizione Lombardia I.

Alle elezioni politiche del 24 – 25 febbraio del 2013 viene eletto come deputato.

Rimanendo sempre legato alla linea di innovazione del Pd si è schierato dopo le elezioni politiche del 2013 contro le larghe intese, cercando un dialogo con il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo. Rimanendo coerente non ha partecipato al voto di fiducia all’interno del Governo Letta.

Nel mese di luglio 2013, alla Convention W la libertà ha annunciato di volersi candidare come segretario generale del Pd per le elezioni previste per il dicembre 2013.

Al primo turno, riservato ai soli iscritti, ottiene il 9,2% dei voti mentre alle votazioni aperte Pippo Civati arriva terzo classificato con un 14,2% (primo posto per Matteo Renzi seguito da Gianni Cuperlo).

La sua linea politica continua ad essere contraria a quella del nuovo Segretario Generale Matteo Renzi durante il Governo Letta e il successivo Esecutivo del Rottamatore. Questo lo dimostra la contrarietà di Pippo Civati nei confronti del documento che l'ex Sindaco di Firenze presentò il 13 febbraio 2014 contro il Governo di Enrico Letta (approvato con 136 voti a dispetto dei 16 voti contrari tutti derivanti dai civiatani).

Dopo quest'ultimo evento si pena che la corrente di Pippo Civati si distacchi quanto prima da quella di Matteo Renzi ma non è così dato che dopo la caduta dell'Esecutivo Letta Civati e i suoi fautori votano la fiducia al Governo di Matteo Renzi.

Matteo Renzi forma il nuovo Governo nel febbraio del 2014 e da quel momento comincia un lungo braccio di ferro tra il Presidente del Consiglio e Pippo Civati. Mente l'Esecutivo in carica lavora alle riforme, Pippo Civati spesso interviene per fare opposizione all'interno dello stesso Pd. Per più di un anno le due correnti nel Partito Democratico si scontrano trovando alla fine sempre un punto d'incontro. Ma con la Nuova Legge Elettorale Italicum di Renzi si arriva al punto di rottura.

È il 6 maggio del 2015 e dopo aver votato contro l'Italicum, mettendo a rischio l'Esecutivo in carica dato che Matteo Renzi propose la fiducia sulla legge elettorale, Pippo Civati abbandona il Partito Democratico annunciando pubblicamente che la sua decisione è legata ad un atto di coerenza nonché alla diversa linea di pensiero rispetto al principale partito di centrosinistra.

 

Possibile di Giuseppe Civati

In un primo momento il politico italiano rimane nel gruppo misto fino al 21 giugno del 2015 quando racchiude tutti i suoi ideali nel suo nuovo partito che prende nome di Possibile.

Il nuovo partito era già stato annunciato il 26 maggio dello stesso anno.

Con Possibile Giuseppe Civati inizia a lavorare a tutte quelle idee che lo avevano messo in contrasto con la linea del Governo Renzi:

  • avvia una raccolta firma per la legalizzazione della cannabis in Italia;
  • promuove (nella stessa raccolta firma) otto referendum abrogativi contro le riforme di Matteo Renzi (Jobs Act, Italicum, modifiche dell'articolo 18, riforma Giannini, trivellazioni in mare).

Tuttavia, il nuovo partito non riesce nella sua prima impresa e non raggiunge le 500 mila firme per attuare il referendum abrogativo.

Il 31 gennaio del 2016 Giuseppe Civati diventa Segretario Generale di Possibile.

Nel 2018 il partito si presenterà alle elezioni politiche con un proprio programma elettorale.

 

La moglie e il matrimonio di Pippo Civati

La moglie e il matrimonio di Pippo Civati, una vita privata che il giovane politico tende a tenere sempre lontano dai riflettori. Non ama, infatti, molto parlare delle questioni personali, soprattutto se si tratta della sua famiglia.

Ha una compagna che si chiama Giulia dalla quale ha avuto una figlia nel 2012, Nina Civati.

La giovane coppia vive a Verona, città che Pippo Civati adora e nella quale ama passare il tempo libero, quello che gli serve per ricaricarsi dalla vita politica; ama passeggiare per la città e frequentare le osterie, un posto che nella città di Verona, secondo Civati, permette alle diverse classi sociali di incontrarsi come una volta.

Dal suo blog emerse un articolo dal titolo Cambio di pannolino che si avvale di una metafora tra un cambio di pannolini e i cambiamenti nel Pd.

Curioso anche un intervento che fece alla trasmissione Un Giorno Da Pecora dove evidenziò il fatto che tutta la sua famiglia, dalla moglie ai genitori, lo hanno sempre spinto da uscire dal Partito Democratico. Infatti il giovane politico di centrosinistra ha raccontato che la madre, da sempre iscritta al Partito Democratico, non ha più rinnovato la sua tessera dopo che Matteo Renzi è diventato Segretario Generale.

 

Pippo Civati sui diritti per le unioni civili

Pippo Civati sui diritti per le unioni civili si è sempre battuto, sia per le coppie dello stesso sesso che non. A suo avviso ha sempre optato per la libertà dell’individuo (fino a quando questa non porti problemi agli altri secondo Civati).

Infatti è proprio Pippo Civati che fin dall'inizio della sua carriera politica, da buon uomo di sinistra, ha sempre difeso i diritti delle persone all'interno della società italiana, portando avanti il discorso dei matrimoni tra persone dello stesso sesso.

Per Pippo Civati il punto è chiaro: liberalizzazione dei matrimoni tra persone dello stesso sesso e tutela da parte della legge.

Questa sua posizione è sempre stata fonte di scontro all'interno del Partito Democratico dove l'area più a sinistra è stata contrastata sulla questione dall'area di centro. Nonostante le difficoltà, Pippo Civati ha continuato a difendere i diritti civili per le coppie dello stesso sesso ed ora che ha lasciato il Partito Democratico sicuramente continuerà ad appoggiare questa battaglia sociale con un nuovo partito forse questa volta tutto suo e di sinistra.

Nonostante la sua uscita dal Partito Democratico, sicuramente Civati darà il suo appoggio al testo redatto dalla senatrice Monica Cirinnà sulle Unioni Civili per persone dello stesso sesso.

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