Consultazioni Presidente della Repubblica: Letta e Renzi i favoriti

Consultazioni Presidente della Repubblica sul governo delle larghe intese, decisione rimandata. Renzi e Letta i favoriti ma non si esclude Giuliano Amato

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Giornata decisiva quella di oggi per l’Italia. Dopo le consultazioni che si sono tenute presso il Quirinale, Napolitano passa ai fatti e restringe il tempo per il tanto discusso esecutivo delle larghe intese. Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, deciso e al limite dei suoi poteri di garanzia costituzionale, sembra non voler perdere tempo e nella giornata di oggi si esprimerà sul nuovo governo.

 

Le consultazioni

Dopo il discorso rimprovero nella giornata del giuramento, il Capo dello Stato, passa dalle parole ai fatti. Comincia le consultazioni per il nuovo esecutivo, che questa volta non devono dimostrarsi un nulla di fatto come l’incarico dato precedentemente a Pier Luigi Bersani. Ma questo messaggio sembra essere chiaro a tutti i parlamentari che due giorni fa, riuniti in seduta comune, hanno assistito al giuramento e alle condizioni di Napolitano. E forse è stato anche sottolineato dalla conclusione anticipata delle stesse consultazioni, che sarebbero dovute terminare nella giornata di oggi anziché nel tardo pomeriggio di ieri.

 

I tre nomi: Amato, Renzi e Letta

Nonostante la diversità politica dei partecipanti al Quirinale, sono due i nomi che sembrano mettere d’accordo la guida del futuro esecutivo: Giuliano Amato e Matteo Renzi.

La figura di Giuliano amato fa pensare a una persona di alto livello, persona con alle spalle una lunga carriera politica, capace, quindi, di guidare le larghe intese volute da Napolitano.

Ma dalle interviste che vengono rilasciate dai diversi esponenti politici, la figura di Matteo Renzi sembra quella che mette tutti d’accordo. Chiaramente una figura più politica rispetto a quella di Amato, ma pur sempre condivisa, anche dalle correnti opposte come Lega e Pdl.

Ma alla fine delle consultazioni il nome di Enrico Letta sembra risultare possibile per quasi tutti i partiti presenti (ad esclusione di chi si metterà all’opposizione delle larghe intese).

 

Le condizioni di Matteo Renzi

Il Sindaco di Firenze non sembra rifiutare una possibile investitura di Presidente del Consiglio dei Ministri. Ma ci tiene a mettere in chiaro due punti. Il primo che accetterebbe solo se fosse il suo stesso partito ad appoggiarlo. E la seconda condizione, condivisa anche dal partito di destra Fratelli d’Italia, è lo svecchiamento dei componenti al governo, formato da ministri quarantenni, difficile anche da trovare nella stessa dirigenza del Pd.

Ma Matteo Renzi ha anche dei dubbi in merito. Da una parte sa benissimo quella che in tal caso sarebbe la sua responsabilità, guidare un esecutivo composto da esponenti politici molto diversi tra loro. Sicuramente il rimprovero di Napolitano ha messo tutte le forze politiche sull’attenti, ma lo stesso Sindaco di Firenze sembra temere le diverse ideologie che saranno presenti in un governo di una gettata simile. Quest’ultimo dubbio viene in qualche modo compensato dall’opportunità che si prospetta davanti al giovane Matteo Renzi. Un possibile governo Amato potrebbe durare all’ungo, lasciando l’attuale Sindaco di Firenze lontano da tale carica.

 

Le consultazioni: Berlusconi

Al temine dell’incontro al Quirinale del Pdl di Silvio Berlusconi, lo stesso Cavaliere dichiara quanto aveva già sostenuto nei giorni passati: “Abbiamo confermato la nostra posizione, la necessità che ha il Paese, data la crisi in cui si trova, di un governo forte, che possa prendere provvedimenti importanti e che non sia un governo di passaggio, ma che possa essere un governo duraturo, fondato su un accordo tra le forze politiche democratiche che sono in campo. Aspettiamo che il presidente decida a chi affidare l’incarico poi, a quel punto, cercheremo di dare il maggior sostegno possibile a chi sarà incaricato”.

I presenti alle consultazioni sono stati i volti più noti del partito, Berlusconi, Alfano, Brunetta e Schifani.

 

Le consultazioni: il Ministro della giustizia Paola Severino

Io prossimo ministro della Giustizia? Quando ho assunto questo incarico ho sempre detto che lo ritenevo non ripetibile. Se poi qualcuno pensa a un mio reincarico non dipende da me. La funzione di ministro della Giustizia è una delle più difficili che ci siano nel governo e va affrontata pensando che non ci possa essere un bis, altrimenti si cede all’idea che si possa o si debba compiacere una parte o l’altra: cosa che un ministro della Giustizia non deve fare mai”

Queste le parole che Paola Severino rilascia ai giornalisti dopo la giornata delle consultazioni per il nuovo governo.

 

Le consultazioni: Scelta Civica di Mario Monti

Il partito di Mario Monti sembra essere contento del risultato ottenuto nelle consultazioni con il Capo dello Stato. Per Scelta Civica le proposte fondamentali sembrano essere le riforme proposte da Napolitano.

“Siamo per un governo stabile, con elementi di novità, che sia in grado di fare quelle riforme chieste dal capo dello Stato. Da parte nostra non sono state poste condizioni in quanto abbiamo perfettamente condiviso le posizioni illustrare ieri dal presidente della Repubblica alla Camera”. Queste le parole del cordinatore nazionale di Scelta Civica, Andrea Olivero.

 

Le consultazioni: Movimento 5 Stelle

Rimangono fuori dalle larghe intese i parlamentari del Movimento 5 Stelle. Mossa prevedibile data la loro posizione nei confronti della prima proposta che gli era stata avanzata da Bersani. Dopo le consultazioni con il Capo dello Stato, Roberta Lombardi e Vito Crimi, rispondono ai giornalisti: “Siamo noi l’unica opposizione in questo paese ma non saremo contrari per principio ai provvedimenti che il governo varerà: valuteremo caso per caso”. Opposizione seria e matura, sottolinea Crimi, un’opposizione che non voterà sempre contro ma che valuterà ogni singolo caso. Insomma, per il Movimento 5 Stelle fondato da Beppe Grillo, il punto principale resta il bene dei cittadini, un bene che valuteranno volta per volta, sulla base delle scelte e le proposte del futuro governo.

 

Le consultazioni: Lega Nord

La Lega di Maroni non sembra accettare la proposta di Giorgio Napolitano, non boccia le larghe intese ma ci tiene a precisare fin da subito la sua posizione. Lo stesso Maroni, infatti, comunica in conferenza stampa:“Un governo a guida Giuliano Amato o tecnico come quello di Mario Monti avrebbe il no pregiudiziale della Lega. Siamo all’opposizione ma auspichiamo che nasca un governo a guida politica, che solo può dare risposte alle emergenze del Paese. Non siamo interessati a partecipare a questo governo”. Rimangono all’opposizione ma sperano che il Capo dello Stato riesca a formare il governo entro la settimana per far fronte ai problemi del paese.

 

Le consultazioni: Pd

Pier Luigi Bersani, preso dalle sue dimissioni e forse un po’ anche dal precedente fallimento, decide di non partecipare alla riunione del Partito Democratico dentro il Quirinale. La sua figura, infatti, viene sostituita da Luigi Zanda e Roberto Speranza.

Matteo Renzi, la persona del Pd più vicina a ricoprire la figura del Presidente delle larghe intese, al suo arrivo dichiara ai giornalisti: “E’ importante che ci sia un governo, abbiamo grande fiducia nel presidente della Repubblica”.

Da parte del Partito Democratico, diviso più che mai in quest’ultimi giorni, la via da seguire è quella di lasciare la scelta nelle mani di Napolitano, una scelta che sono pronti ad accettare.

 

Le consultazioni: Sel di Nichi Vendola

La posizione del leader di Sinistra Ecologia e Libertà era abbastanza chiara. Era immaginabile già dalla stessa posizione assunta nei confronti delle quirinarie, dove tutto il partito aveva appoggiato la candidatura di Stefano Rodotà. Dopo le consultazioni, lo stesso Nichi Vendola ha dichiarato: “Noi siamo contrari alla formula del governissimo, se sarà governissimo per Sel si apre il tempo dell’opposizione. Ma c’è la nostra disponibilità a giudicare senza pregiudizi ogni singolo provvedimento. Vogliamo essere essere parte attiva nel processo di riqualificazione degli assetti istituzionali del Paese, chiedendo l’immediata abrogazione del porcellum e la cancellazione delle norme sui rimborsi elettorali”.

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