Decreto Milleproroghe 2015: testo della legge su sfratti e pensioni

Il decreto Milleproroghe 2015, il testo e la legge sul blocco degli sfratti, pensioni, nuova rateizzazione bis di Equitalia, regimi minimi e contributi Iva

Commenti 0Stampa

Il decreto Milleproroghe 2015 è stato approvato dalla Camera dei Deputati con 354 voti favorevoli, 167 contrari e un'astensione. Si attende ora il passaggio al Senato della Repubblica su questo nuovo decreto che introdurrà moltissime novità all'interno dell'ordinamento giuridico italiano: blocco degli sfratti per 4 mesi, variazione dell'aliquota contributiva sulle pensioni, nuova rateizzazione per le cartelle esattoriali di Equitalia, nuova regolamentazione per i regimi minimi Iva, piano per il rientro dei cervelli in fuga, sgravi fiscali per le aziende che assumono gli italiani emigrati all'estero, collaborazione Stato-Comune nella lotta all'evasione, accise non dovute per chi subisce furti, regolamentazione per i titolari di farmacie e molte altre fattispecie che possono cambiare la situazione lavorativa, economica e fiscale di molti contribuenti. Di seguito le novità e i punti più importanti del decreto Milleproroghe 2015 attuato dal Governo di Matteo Renzi.

 

Il Decreto Milleproroghe 2015: la legge e il testo

Decreto Milleproroghe 2015: la legge ed il nuovo testo sono stati approvati dalla Camera dei Deputati con 354 voti favorevoli, 167 voti contrari e 1 astenuto nella giornata del 19 febbraio dove le commissioni di Bilancio e di Affari costituzionali si sono confrontate. Ora si stanno discutendo tutti gli emendamenti come previsto dalla procedura ai quali il Governo di Matteo Renzi porrà entro breve la fiducia per ridurre i tempi di attuazione. Molte novità entreranno in vigore con questa nuova manovra, dal fisco (con i regimi minimi Iva, il blocco dei contributi previdenziali per gli autonomi, anticipo del 20% sugli appalti per far fonte alla split payment), al lavoro (nuovi contratti per i ricercatori, sgravi fiscali per le aziende che assumono i lavoratori italiani emigrati, regolamentazione della titolarità delle farmacie), alla lotta all'evasione (nuova coesione contro gli evasori tra Stato e Comuni), alle agevolazioni per i contribuenti (nuova rateizzazione per gli insolventi di Equitalia) fino all'assistenza nelle zone territoriali a rischio come l'Aquila e l'Emilia (ma anche il “salva Palermo e il “salva Venezia” fino alla Regione Lazio).

Il decreto Milleproroghe 2015, con scadenza alla sua attuazione per il 3 marzo, è da tempo in discussione e oggetto di confronti (e anche scontri) politici. Il Governo continua a cercare il dialogo approvando nel decreto Milleproroghe un provvedimento dell'opposizione per rilanciare un segnale di coesione politica nelle riforme. Tuttavia le correnti opposte all'esecutivo, Forza Italia, Sel e Movimento 5 Stelle, hanno deciso di esprimere il loro dissenso all'attuale Presidente della Repubblica Sergio Mattarella sulle riforme istituzionali del Governo Renzi, con un colloquio al Quirinale.

Il leader leghista Matteo Salvini, invece, evita l'incontro con il Capo dello Stato sulle riforme costituzionali e contesta il decreto Milleproroghe soprattutto nei punti che vedono gli aiuti alla Regione Lazio.

 

Cos'è e cosa prevede il decreto Milleproroghe?

Che cos'è e cosa prevede il decreto Milleproroghe 2015? Per capire bene la nuova manovra del Governo bisogna specificare che il decreto Milleproroghe è un atto normativo avente forza di legge e di carattere provvisorio (ovvero un decreto legge) che viene attuato dal Governo in carica per i casi urgenti e straordinari come dettato dalla Costituzione italiana nell'articolo 77.

La peculiarità del decreto legge è che entra in vigore subito dopo la sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale delle Repubblica ma, tuttavia, il Parlamento lo deve trasformare in legge entro 60 giorni dalla sua pubblicazione altrimenti è da ritenere nullo perdendo tutta la sua efficacia.

Il primo decreto Milleproroghe è stato attuato nel 2005 e successivamente è stato utilizzato fino ad oggi ad accezione del 2012.

Ecco in sintesi cosa prevede il decreto Milleproroghe 2015:

  • blocco di 4 mesi per gli sfratti;

  • vecchio regime dei minimi Iva con tassazione pari al 5% per tutto l'anno con il nuovo regime al 15%;

  • stop all'aumento dei contributi per gli autonomi iscritti all'Inps nella gestione separata;

  • rateizzazione bis per le cartelle di Equitalia sulla base di specifici criteri;

  • assegni per i ricercatori da 4 a 6 anni per il rientro dei cervelli in fuga;

  • sgravi fiscale fino al 31 dicembre 2017 per tutte le imprese che assumono italiani che si sono trasferiti all'estero;

  • nei comuni dove c'è stata la richiesta di chiusura degli uffici dei giudici di pace a seguito del riordino, vi sarà la possibilità, da parte dei sindaci e delle unioni dei comuni, di richiedere il mantenimento del servizio entro il 30 luglio dell'anno corrente;

  • anticipo del 20% per gli appalti delle imprese per tutto il 2015 per la compensazione dello split payment e reverse charge dell'Iva che, a seguito della Legge di Stabilità 2015, prevede il pagamento dell'Iva da parte delle PA direttamente allo Stato e non più alle ditte appaltatrici. Si passerà, quindi, dal 10% al 20%, fino al 31 dicembre 2015, dell'anticipo a favore della ditta appaltatrice di quella che è la somma prevista dal contratto per creare liquidità;

  • fermato l'ampliamento per tutto l'anno al Fondo di garanzia delle piccola e media impresa fino a 499 addetti;

  • riforma dell'abilitazione alla professione degli avvocati slittata al 2017 per l'iscrizione Ordine nazionale degli avvocati;

  • la titolarità delle farmacie verrà ottenuta con l'iscrizione all'albo per i prossimi due anni ad eccezione di quelle che sono le nuove 2600 sedi che saranno soggette al concorso straordinario. Con il Milleproroghe ci sarà la sospensione fino al 31 dicembre 2016 delle norme che regolano il trasferimento della titolarità delle farmacie per le quali verrà richiesto solo l'iscrizione all'albo. Tuttavia, sono escluse tutte le sedi legate al concorso straordinario;

  • sanatoria per la deliberazione in ritardo della Tari;

  • slittamento all'anno prossimo per l'Imu secondaria;

  • accise non dovute sugli alcolici a tutti coloro che subiscono un furto fino al 31 dicembre 2017: in questo caso il pagamento dell'imposta sulla fabbricazione e la vendita dei beni di consumo sarà reperibile presso il responsabile del reato;

  • lotta all'evasione fiscale rafforzata dalla strategia Stato-Comuni con l'attuazione, fino a tutto il 2017, della somma piena che i sindaci riusciranno a riscuotere sulle somme evase al fisco.

Queste sono le principali novità che si troveranno sul decreto Milleproroghe 2015 che verrà attuato anche per far fronte a determinate zone territoriali che si sono ritrovate ad affrontare difficoltà straordinarie; a partire dall'Aquila ci sarà un blocco di quelle che sono le sanzioni per tutto il 2015 a seguito dello sforamento del Patto di Stabilità, così come per la Regione Emilia Romagna dove le imprese colpite dal sisma del 2012 che avevano preso dei mutui per il pagamento di tasse e contributi presso la Cassa deposito e prestiti vedranno lo slittamento del termine di inizio restituzione dal 30 giugno 2015 al 30 giugno 2016. Agevolazioni, anche se differenti, per le città di Venezia, Palermo e per la Regione Lazio.

 

Milleproroghe pensioni e contributi previdenziali INPS

Il decreto Milleproroghe sulle pensioni e i contributi previdenziali attuerà dei cambiamenti che riguardano l'aliquota contributiva che sarà bloccata per tutto il 2015 alla soglia del 27,72% per tutti i lavoratori autonomi con PI iscritti alla gestione separata dell'Inps; i soggetti interessati, tuttavia, non dovranno essere iscritti ad altre gestioni di previdenza obbligatorie.

Il decreto Milleproroghe attuerà un graduale aumento dell'aliquota nel giro di tre anni:

  • 2015 aliquota contributiva al 27,72%;

  • 2016 aliquota contributiva al 28%

  • 2017 aliquota contributiva al 29%.

Questa sezione del decreto Milleproroghe sulle pensioni e sui contributi previdenziali era stata chiesta fortemente dalle associazioni di categoria le quali sono state ascoltate e accontentate, a quanto pare, da uno stop dell'aliquota che costerà allo Stato italiano 120 milioni di euro per ogni anno (2015, 2016 e 2017). Il Governo di Matteo Renzi ha evidenziato che i fondi verranno recuperati con altre manovre di politica monetarie messe in atto come la riduzione del Fondo investimenti strutturali di politica economica e come il Fondo speciale di parte corrente.

 

Milleproroghe 2015 blocco degli sfratti

Il decreto Milleproroghe sul blocco degli sfratti riporta la politica a cercare di interagire con questo problema che, con l'accentuarsi della crisi, sembra aver colpito molte famiglie italiane. Tuttavia con il decreto Milleproroghe non s'intende alimentare l'abusivismo o mettere in difficoltà i locatori d'innanzi ai locatari insolventi, ma semplicemente regolamentare al meglio le situazioni più difficili nel passaggio tra una casa e l'altra da parte dell'affittuario.

La proroga dei 4 mesi per gli sfratti sarà regolamentata dalla legge sulla base di un passaggio da un'abitazione all'altra: il giudice investito dalla questione potrà attuare una sospensione dell'esecuzione di sfratto per 4 mesi fino all'entrata in vigore della legge di conversione per permettere, così, il passaggio dalla vecchia alla nuova casa.

Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Maurizio Lupi, ha dichiarato che si tratta di una situazione che crea la possibilità di andare incontro alle famiglie più bisognose che devono trasferirsi: infatti sarà valutato caso per caso dal giudice competente che potrà attuare la sospensione dello sfratto per 120 giorni in vista di un prossimo trasferimento.

 

Rateizzazione bis Equitalia 2015:

Equitalia e la rateizzazione bis con il decreto Milleproroghe riguarderà tutti quei contribuenti che si ritrovano ad avere determinati requisiti:

tutti i soggetti che hanno già chiesto una dilazione del debito con il fisco alla società incaricata per la riscossione dei tributi (ovvero Equitalia) e che non sono riusciti ad onorarla nel 2014, possono presentare una nuova istanza entro il 31 luglio 2015 mediante un nuovo piano di dilazione. La rateizzazione bis bloccherà le azioni esecutive che non verranno, quindi, attuate a tutti i contribuenti che intendono regolarizzare la loro posizione con un nuovo piano.

Mentre buona parte dell'elettorato chiede una vera e propria revisione di Equitalia, se non la sua abolizione dati i forti interessi che sono attuati nelle cartelle esattoriali, il Governo di Matteo Renzi ha pensato di introdurre questa nuova regolamentazione per tutti i soggetti in difficoltà che ad oggi non sono riusciti a risolvere i loro problemi con il fisco in vista di una prima dilazione del debito. Con la rateizzazione bis il contribuente avrà una seconda opportunità per rientrare con il debito nei confronti dell'erario per evitare azioni esecutive sui beni di proprietà. Tuttavia non è ancora chiaro se verranno incrementati gli interessi, spesso molto alti, tra la prima e la seconda rateizzazione: sembrerebbe che spesso siano proprio gli interessi di mora sul debito ad affossare i contribuenti non permettendo il versamento completo sulla base delle proprie disponibilità monetarie derivate dal reddito.

Ed era stata proprio la questione Equitalia a creare uno scontro tra il Governo e l'opposizione del Movimento 5 Stelle che aveva richiesto, con la proposta di legge 2299 scritta dallo stesso movimento di Beppe Grillo, l'abolizione di Equitalia: la proposta fu respinta dall'esecutivo di Matteo Renzi che oggi cerca di dare delle risposte agli ormai troppi contribuenti affossati dalla società che si occupa delle riscossioni dei tributi con il decreto Milleproroghe e la rateizzazione bis.

 

Regimi minimi Iva

I regimi minimi Iva con il decreto Milleproroghe vedranno nuovamente l'applicazione del vecchio regime il quale sarà soggetto ad una proroga per tutto il 2015 e che si affiancherà comunque al nuovo regime. Con questa manovra fiscale tutti i titolari di PI che guadagnano fino 30 mila euro l'anno avranno la possibilità di scegliere tra il vecchio regime dei minimi (con aliquota al 5% per un massimo di 5 anni o fino al raggiungimento limite del trentacinquesimo anno d'età) e il nuovo regime dei minimi (con aliquota forfettaria al 15% come previsto dalla legge di stabilità).

Con il decreto Milleproroghe il contribuente potrà optare per l'opzione del 15% o del 5% dell'aliquota, vecchio e nuovo regime, scegliendo la condizione più idonea alle sue esigenze fiscali ovvero alla situazione più conveniente per la sua posizione.

I nuovi regimi minimi Iva sono stati tra le novità più richieste e attese della nuova riforma.

COPYRIGHT POLITICANTI.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA
Ti è piaciuto questo articolo?


Articoli Simili

Lascia un commento
Contatti