Decreto Poletti e Jobs act: testo, apprendistato e somministrazione

Il decreto Poletti e il Jobs act: il testo e tutto quello che c'è da sapere sul contratto di apprendistato, somministrazione, termine e determinato

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Il decreto Poletti è stato alla base della nuova riforma del lavoro. Un decreto importante, nato dalla collaborazione di Matteo Renzi con il Ministro del lavoro Giuliano Poletti, nel marzo del 2014. Ecco la storia, il testo e quando dettato da questo decreto sui contratti di lavoro a tempo determinato e di apprendistato.


Il decreto Poletti

Il decreto Poletti è un atto normativo nato per il rilancio dell'occupazione e per la semplificazione dei vari adempimenti delle aziende. La sua denominazione deriva dal Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali del Governo di Matteo Renzi, il ministro Giuliano Poletti che dietro il decreto legge del 20 marzo 2014, legge numero 34, ha dato vita ad una nuova disposizione in materia.

Nato in una situazione d'emergenza per l'occupazione italiana e per la difficoltà delle aziende nel territorio, il decreto Poletti è stato successivamente trasformato in legge il 16 maggio del 2014 con la legge numero 78. Quest'ultimo atto avente forza di legge ha portato diverse modifiche al decreto iniziale.

Le origini del Jobs act e dello stesso decreto Poletti si possono ritrovare dietro la campagna elettorale di Matteo Renzi. Fu proprio quest'ultimo a parlare di un programma elettorale che permettesse di semplificare la procedura di assunzione alle aziende e che diminuisse la disoccupazione nel territorio nazionale. Una questione importante quella del lavoro in Italia, tuttavia, risalendo alle primarie del Partito Democratico del 2013, i sostenitori del Pd scelsero Bersani al Rottamatore. Dopo diversi mesi, e dopo che l'ex segretario del Pd non riuscì a dar vita ad un Governo nel febbraio del 2013, nonché dopo il Governo delle larghe intese di Enrico Letta, è arrivata la volta di Matteo Renzi e del suo esecutivo, che ha cominciato a mettere in pratica quanto dichiarato nella sua campagna elettorale con la nuova riforma del lavoro.


Jobs act e il decreto Poletti

Il Jobs act e il decreto Poletti sono nati quasi contemporaneamente. Il decreto del Ministro del Lavoro dell'esecutivo Renzi, infatti, è una prima bozza del Jobs act, la nuova legge del mercato del lavoro italiana. Dopo diverse discussioni, e a distanza di quasi 9 mesi di tempo se si pensa al primo decreto legge del 20 marzo 2014, il Senato della Repubblica ha approvato la riforma del lavoro il 4 dicembre del 2014 con i seguenti risultati:

166 favorevoli;

122 contrari;

1 astenuto.

Un risultato che ha gratificato Matteo Renzi ed il suo esecutivo dato che da mesi si battevano per questa riforma del lavoro che deve rimediare alla difficile situazione dell'occupazione italiana nonché al rilancio dell'economia stessa.


Il testo del decreto Poletti

Il testo del decreto Poletti è reperibile presso la Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana. La struttura del decreto, nonché il suo intervento, riguarda:

  • il contratto di lavoro a tempo determinato;

  • il contratto di apprendistato.

Con il decreto del Ministro del lavoro Giuliano Poletti si è volturo, in pratica, modificare una buona parte della riforma del Governo Tecnico di Mario Monti, la tanto discussa Riforma Fornero.

Decreto Poletti testo Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana


Contratto di apprendistato:

Per il contratto di apprendistato il decreto Poletti cerca di attuare il corretto utilizzo dello stesso. Infatti il contratto di apprendistato è stato molte volte utilizzato come scusa per tenere una risorsa un periodo di tempo limitato (lasso di tempo in cui le aziende avevano bisogno del lavoratore) permettendo di godere degli sgravi fiscali previsto dallo stesso. Matteo Renzi e Giuliano Poletti hanno cercato di evitare questo cattivo utilizzo creando una nuova tipologia di apprendistato che prevede una formazione obbligatoria e una retribuzione come pattuito e stabilito dal Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro (CCNL).


Contratto di somministrazione e a termine riforma lavoro:

Il Decreto Poletti sul contratto di somministrazione e a termine (quindi tempo determinato) porta delle innovazioni che riguardano sia le aziende che i lavoratori stessi. Difatti con la legge del 78/2014 le aziende non dovranno spiegare più la motivazione per cui una risorsa viene concettualizzata per un periodo di tempo determinato. Si parla della cosiddetta “acausalità”

Con il decreto Poletti è stata anche variato il numero di rinnovi che l'azienda può fare al lavoratore e la durata stessa del contratto a tempo determinato:

il contratto non può durare più di 36 mesi e non ci possono essere più di 5 rinnovi (proroghe che comunque devono riguardare la stessa mansione per poter essere sommate l'una sull'altra).

Superato il lasso di tempo dei 36 mesi il lavoratore deve essere assunto a tempo indeterminato.

Ma non è tutto: tutte le aziende possono usufruire di un massimo del 20% di risorse a tempo determinato, le altre devono essere assunte a tempo indeterminato.

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