Depenalizzazione dei reati: cos'è, significato e cosa prevede?

Depenalizzazione reati penali, che cos'è, qual è il significato, cosa prevede l'illecito amministrativo di stalking, furto, falso in bilancio e ingiuria

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La depenalizzazione che cos'è? Qual è il suo significato? Cosa prevede la legge del 28 aprile 2014 numero 67 che la regola? Un approfondimento sulla depenalizzazione che ha trasformato diversi reati penali in reati amministrativi come lo stalking, l'ingiuria, il furto, e la questione collegata ai reati fiscali di falso in bilancio e mancato versamento dell'Iva.

L'elenco dei 112 reati che sono stati depenalizzati dal Governo di Matteo Renzi e la spiegazione della legge che li regola per capire quali sono i casi che possono essere depenalizzati in tribunale e quelli che invece resteranno soggetti alla persecuzione penale.

 

Depenalizzazione che cos'è e qual è il suo significato?

Depenalizzazione che cos'è e qual è il suo significato? La depenalizzazione è una legge che permette la trasformazione di reati penali in reati amministrativi; solitamente questa procedura viene attuata verso quelli che sono illeciti penali lievi per i quali si decide di attuare delle sanzioni pecuniarie ovvero amministrative.

Ma qual è il suo significato? Perché viene attuata? La depenalizzazione viene applicata del legislatore per trasformare dei reati penali in reati amministrativi; spesso viene confusa come una riduzione di pena o come un fattore che rende la giustizia meno severa ma non è così: la depenalizzazione viene applicata nei confronti di quelli che sono fatti di lieve entità, casi non gravi e particolari per i quali si decide di applicare delle sanzioni non più penali (come la reclusione) ma amministrative, dietro le quali ci sarà la condanna al pagamento di una multa. La depenalizzazione oltre ad essere applicata ai reati di lieve entità solitamente si attua a tutte quelle casistiche che non rientrano nella recidività; con questo sistema i reati penali vengono resi minimi.

 

Depenalizzazione: ingiuria, stalking e furto

La nuova legge sulla depenalizzazione cambierà le sorti dell'ingiuria, dello stalking, del furto. Bisogna solo capire come questi reati verranno investiti dalla depenalizzazione.

Ingiuria: come stabilito dall'articolo 594 del Codice Penale, è l'offesa all'onore e al decoro di una persona presente. Con la depenalizzazione, sempre sulla base dei principi dettati dalla legge 67/2014, questo reato sarà di stampo amministrativo e non più penale.

Stalking: verranno depenalizzati gli atti persecutori come lo stalking che è regolato dall'articolo 612 bis del codice penale il quale, però, rientrerà sempre nei reati penali se non applicabile nelle casistiche di lieve entità e se commesso da soggetti che hanno precedenti penali.

Furto: anche questo reato verrà investito dalla depenalizzazione ma bisogna fare molta attenzione dato che si tratterà solo di furti semplici. Quindi il furto aggravato continuerà a rientrare nei reati penalmente perseguibili. Con la depenalizzazione il Governo non vuole certamente sminuire i reati di nessuna natura ma semplicemente far rientrare in reati amministrativi quei reati di lieve entità che vengono commessi una sola volta per motivi particolari. Si pensi, ad esempio, ad un padre di famiglia che non arrivando a fine mese viene sorpreso a rubare dentro un supermercato. In quel caso la depenalizzazione permetterebbe al soggetto di essere si punto a livello amministrativo ma di avere una seconda opportunità senza essere condannato penalmente.

 

Cosa prevede la legge 67/2014 sulla depenalizzazione?

Capendo cosa prevede la legge 67/2014 sulla depenalizzazione si comprende come il Governo ha agito sul merito e cosa ha voluto fare l'organo legislativo con questa norma:

con la legge del 28 aprile 2014 numero 67 il Parlamento ha delegato il Governo incaricandolo di revisionare reati previsti dal codice penale e dal codice civile. Data quest'ultima decisione l'organo esecutivo ha cominciato ad attuare una serie di depenalizzazioni sui reati penali trasformandoli in semplici reati amministrativi. Quindi tutti i soggetti che si ritroveranno a trasgredire determinate leggi penali che sono state depenalizzate, non saranno più soggetti a condanne penali, come la reclusione, ma a condanne di natura amministrativa come il pagamento di una multa per il risarcimento del danno causato.

Quindi la legge del 28 aprile 2014 numero 67 ha permesso al Governo di mettere in atto questa non punibilità dei reati penali, trasformandoli in reati amministrativi, ma si deve trattare di fattispecie molto particolari e di lieve entità che, stando alla citata legge 67/2014, devono rientrare in:

  • reati che non prevedano una pena superiore ai 5 anni di reclusione;

  • reati che prevedano una pena pecuniarie;

  • reati di lieve entità (ovvero che il danno provocato sia particolarmente tenue);

  • reati non abitudinari (quindi si escludono i soggetti recidivi).

Chiarendo questi 4 punti sulla depenalizzazione si capisce meglio come questa viene applicata nella giustizia di tutti i giorni evitando, così, di incappare in quella forte generalità che spesso si crea in merito all'argomento.

 

Depenalizzazione 112 reati penali: quali sono per la legge 67/2014?

La depenalizzazione dei 112 reati penali, quali sono per la legge 67/2014: con quest'ultima legge il Governo di Matteo Renzi ha voluto ridurre al minimo i reati penali rispettando comunque i criteri di lieve entità e non recidività.

Con la legge del 28 aprile 2014 numero 67 vengono depenalizzati 112 reati che possono essere approfonditi nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica. Alcuni di questi reati hanno creato tensione tra opposizione e Governo nonché perplessità nell'opinione pubblica, come ad esempio per i reati di:

  • Abbandono di persone minori o incapaci, articolo 591 codice penale comma 1;

  • Appropriazione indebita, articolo 646 codice penale;

  • Atti persecutori – stalking – articolo 612 bis comma 1 codice penale;

  • Danneggiamento, articolo 635 codice penale;

  • Diffamazione, articolo 595 codice penale;

  • Fabbricazione o detenzione di materie esplodenti, articolo 435 codice penale;

  • Gioco d’azzardo, articolo 718/719 codice penale;

  • Lesione personale, articolo 582 codice penale;

  • Minaccia, articolo 612 codice penale;

  • Resistenza a Pubblico Ufficiale, articolo 337 codice penale;

  • Rissa, articolo 588 codice penale;

  • Uccisione di animali, articolo 544 bis codice penale;

  • Violazione di domicilio, articolo 614 codice penale;

  • Violenza privata, articolo 610 codice penale.

 

La depenalizzazione di falso in bilancio

La depenalizzazione di falso in bilancio non ci sarà così come previsto dalla riforma Anticorruzione 2015. Infatti se in un primo momento il Governo di Matteo Renzi aveva pensato ad inserire le soglie di non punibilità, anche se in modo contenuto, con l'approvazione della nuova riforma le soglie spariranno e i reati legati al falso in bilancio saranno perseguiti tutti penalmente sulla base dei seguenti criteri:

  • piccole aziende con ricavi lordi anni di 600 mila euro pena da 1 a 3 anni di reclusione (previsto il patteggiamento e soluzioni alternative a chi compie il reato per la prima volta anche sulla base dell'entità dell'infrazione commessa);

  • grandi aziende con ricavi sopra i 600 mila euro lordi annui è prevista la reclusione da 2 a 6 anni;

  • aziende quotate in borsa pene da 2 agli 8 anni di reclusione;

Per avere notizie effettive sul merito bisogna attendere l'approvazione definitiva della riforma Anticorruzione che comunque verrà applicata a tutti i nuovi reati commessi; quindi tutti coloro che hanno trasgredito la legge prima dell'entra in vigore della prossima riforma sul fisco, saranno perseguiti come previsto dalla normativa vigente in quel determinato momento.

 

Il decreto sulla depenalizzazione: mancato versamento Iva

Il decreto sulla depenalizzazione per il mancato versamento Iva non agirà su questo reato che attualmente è perseguito a livello amministrativo come dettato dall'articolo 13 del Dlgs 471/1997 che prevede una sanzione amministrativa a tutti i contribuenti che non versano in tutto o in parte quanto dovuto entro la scadenza.

La crisi economica ha fortemente ampliato questo reato che spesso non viene commesso dalle aziende con malizia ma per mancata liquidità nel pagamento. Tuttavia i Governo di Matteo Renzi sta cercando di interagire con il medesimo problema attuando diverse strategie, come quella legata al Decreto Milleproroghe sui regimi minimi Iva.

Quindi nonostante la depenalizzazione il reato di omissione dell'Iva rimane di natura amministrativa ma superata una certa soglia il reato rientrerebbe tra quelli penalmente perseguibili. Tuttavia per avere notizie certe sul merito bisogna attendere che la riforma fiscale sia portata a termine, quindi per il momento è possibile usare solamente il condizionale sul reato di mancato versamento dell'Iva.

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