Fabrizio Barca futuro segretario generale del Pd al posto di Bersani

Fabrizio Barca è il favorito prossimo segretario generale del Pd ma molti esponenti sembrano puntare a Renzi dopo le dimissioni di Pier Luigi Bersani

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Che le due correnti, Bersani e Renzi, si distinguessero era noto a molti. Ma forse nessuno si aspettava che il partito si sarebbe diviso in questo modo davanti all’elezione del Capo dello Stato. Ed ora si pensa al futuro del Partito Democratico

 

La sfida per la successione di Bersani

Dopo la devastante avventura dell’elezione del Presidente della Repubblica, il Partito Democratico si ritrova al limite della scissione. Bersani ha già annunciato che lascerà la segreteria, lo aveva fatto ancora prima che si sapesse del nuovo settennato di Giorgio Napolitano. La sfida è aperta ed in cima alla lista dei favoriti spuntano due nomi già noti: Matteo Renzi e Fabrizio Barca. Entrambi si esprimono sulla candidatura di Stefano Rodotà e sul comportamento del Pd. “Come ha fatto il Pd a non sostenere Stefano Rodotà” dice barca. Matteo Renzi, invece, lo definisce “singolare e intempestivo”.

 

La candidatura di Stefano Rodotà

Sicuramente la frattura all’interno del Partito Democratico era già evidente, ma il nome di Stefano Rodotà a spezzato la fragile linea del partito. Molti elettori ancora si chiedono le motivazioni. Non sembrano bastare quelle che sono arrivate da Anna Finocchiaro: “Perché lo ha candidato il Movimento 5 Stelle”.

 

L’addio di Bersani

Le parole usate dal Segretario generale, Pier Luigi Bersani, al teatro romano, esprimevano tutto il malcontento che si era creato dopo il fallimento di Romano Prodi. “Uno su quattro ha tradito” ha annunciato Bersani alla platea quasi incredula del teatro. “Abbiamo prodotto una vicenda di gravità assoluta, sono saltati meccanismi di responsabilità e solidarietà. Ci sono pulsioni a distruggere il Pd” ha poi aggiunto l’uscente Segretario.

 

Il Pd al limite della scissione

Sembrerebbe che gli stessi parlamentari e gli stessi elettori del Pd non riescano a capire in che modo il partito sia ancora in piedi. Fatto sta che le quirinarie sono state superate, ma il voto al Governo delle larghe intese potrebbe distruggere definitivamente il Partito Democratico. Letta dichiara: “Dentro il Pd c’è da fare pulizia”.

 

Matteo Renzi e i suoi fedeli

“Il Pd ha l’occasione di cambiare davvero, senza paura e noi ci proveremo” dichiara il Sindaco di Firenze nonostante una buona parte del Pd guarda ai “renziani” come i possibili traditori del partito. Ma lo stesso Matteo Renzi ha più volte smentito quest’ultima voce, sottolineando che quanto non volevano votare l’hanno sempre fatto presente.

 

Le dimissioni di Rosy Bindi

“Non sono stata direttamente coinvolta nelle scelte degli ultimi mesi né consultata sulla gestione della fase post elettorale e non intendo portare perciò la responsabilità della cattiva prova offerta dal Pd in questi giorni” ha dichiarato Rosy Bindi prima di dimettersi dal suo incarico di Presidente dell’Assemblea nazionale. Dopo le sue dimissioni, la Bindi, ha rilasciato la seguente dichiarazione a SkyTg24: “Quei 101 franchi tiratori, giustamente definiti da Bersani traditori, non hanno la consapevolezza di cosa significhi fare i parlamentari. Una delle responsabilità della segreteria è stata proprio questa: rinnovare una classe dirigente significa formarla, non fare solo un’operazione d’immagine con primarie di due giorni”.

 

Dario Franceschini “Bersani ripensaci, non ti dimettere”

Lo stesso Dario Franceschini, in difesa di Bersani, sostiene che “bisognerebbe correre dietro con un bastone ai traditori del Pd”. Poi invita, assieme a Fioroni, Bersani a riflettere sulle sue dimissioni e a prendere in considerazione l’ipotesi di poter rimanere. Ipotesi che però lo stesso Pier Luigi Bersani non sembra nemmeno considerare.

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