Fiducia Governo Letta Senato: scontro sull’Imu ma la fiducia arriva

La Fiducia al Governo Letta in Senato: scontro sull’Imu tra Pd e Pdl ma alla fine il governo delle larghe intese ottiene la fiducia anche Palazzo Madama

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Dopo la fiducia alla Camera dei Deputati, il Governo Letta ottiene il via libera anche dal Senato della Repubblica, con 233 si, 59 no e 18 astenuti. Il Pd ha votato compatto la fiducia al suo uomo, Enrico Letta, che sembra aver chiare le mosse su cui si deve basare il Governo. Solo la senatrice Lucrezia Ricchiuti del Partito Democratico ha deciso di non partecipare alle votazioni. Ma non è sembrata l’unica senatrice del Pd infelice di questo governo. Corrado Mineo appoggia la fiducia, ma critica l’alleanza con il Pdl.

 

Governo Letta e la fiducia al Senato

233 i voti di fiducia espressi al Governo Letta dentro il Senato. Sono i “si” di Pd, Pdl, Scelta Civica, Grandi Autonomie e Libertà, Svp.

59 invece i no, che arrivano senza sorprendere nessuno, dal Movimento 5 Stelle e da Sel.

18 astenuti riconducibili alla Lega Nord, che già al voto di fiducia alla Camera dei Deputati si era espressa nella stessa posizione.

Il Governo Letta, quindi, ottiene la fiducia da parte dell’intero Parlamento. Ma, mentre la giornata di giuramento alla Camera dei Deputati si era svolta in un clima di coesione tra le diverse forze politiche, nel giuramento al Senato della Repubblica si sono creati i primi contrasti tra Pdl e Pd. L’argomento che ha fatto scontrare le due correnti è stato quello inerte all’Imu.

 

Scontro sull’Imu del Pd e del Pdl

La situazione di contrasto tra Partito Democratico e Popolo delle Libertà è nato in seguito alle parole del Ministro per i Rapporti con il Parlamento, Dario Franceschini, che ha esordito con le seguenti parole: “L’Imu non verrà tolta, ci sarà una proroga per la rata di giugno”. Le parole usate da Fraceschini, oltre a discordarsi dal discorso fatto da Enrico Letta alla Camera dei Deputati, non piacciono al Pdl. “O l’Imu verrà abolita o non sosterremo il governo” commenta Silvio Berlusconi. Lo stesso senatore Altero Matteoli chiede spiegazioni prima di procedere ad un eventuale voto di fiducia.

Ma gli animi vengono placati da Enrico Letta: “Vale il discorso fatto alla Camera” dice il Presidente del Consiglio, cercando di allentare la tensione tra i due partiti punta delle larghe intese. Certo, resta la differenza di posizione tra le due correnti: Pd parla di “sospensione della rata” di giugno per poi rivedere la rata che sicuramente verrà ridotta per le famiglie meno abbienti; per il Pdl il concetto da applicare all’Imu è “abolizione” e non “sospensione”.

Renato Brunetta interviene sulla questione Imu facendo capire che quella del Pdl è una vera e propria presa di posizione, un argomento, quello dell’Imu, su cui il Pdl è stato chiaro fin dal primo giorno: “Si mettano l’anima in pace i vari Franceschini, i vari Delrio e chi altri vorrà dire la sua sull’Imu. Se sentono il bisogno di esternare, facendo marcia indietro, cerchino altri spunti. Sull’Imu non si tratta. Per noi valgono soltanto le parole del presidente Letta, pronunciate ieri alla Camera e ribadite oggi al Senato”.

Dario Franceschini cerca in qualche modo di riprendere la situazione tornando sull’argomento Imu: “Valgono le parole del premier Letta su cui oggi si vota la fiducia. Siccome la rata dell’Imu scade a giugno, per poterla bloccare va fatto un provvedimento entro pochi giorni altrimenti i comuni vanno avanti. Poi affronteremo il nodo dell’Imu secondo quanto ha detto Letta perché ci vuole un provvedimento strutturale che non può essere fatto in due/tre giorni”.

Ma oltre i cittadini italiani, il Pd del “sospendere” e il Pdl “dell’abolizione”, anche UE è interessata al destino dell’imposta sulla prima casa, certamente per motivi puramente finanziari e non politici. Infatti, il portavoce del commissario Olli Rehn, ha invitato il Governo Letta a rispettare gli accordi con Bruxelles e tutti gli obiettivi sul debito pubblico italiano. Secondo il portavoce del commissario Olli Rehn l’Italia deve diminuire sensibilmente il suo debito. Queste parole fanno capire che oltre le dichiarazioni di Enrico Letta sui tagli del gettito fiscale, c’è bisogno anche di manovre che non aumentino il già elevato debito pubblico italiano.

Sull’argomento Imu arriva anche l’opinione della Camusso, il segretario della Cgil, contrario all’abolizione dell’imposta che toglierebbe risorse che attualmente sarebbero indispensabili per altri settori.

 

Fiducia al Senato: Enrico Letta

Come già aveva fatto durante il giuramento alla Camera dei Deputati, il Presidente del Consiglio ci tiene a dare importanza al suo governo, un governo che, secondo Letta, è l’unico possibile. “Non ci sono alternative a quello che stiamo facendo. Io avrei voluto un diverso esito elettorale, avrei voluto essere non qui ma magari seduto un po’ più di lato in un governo politico diverso da questo, ma la realtà è quella che abbiamo di fronte”. Dichiara Enrico Letta che aggiunge la necessità di una Convenzione che intervenga per le riforme e che l’emergenza del paese non sparirà con il voto di fiducia, ma con l’intervento del governo.

 

Fiducia al Senato: Stefano Fassina

L’esponente del Pd Stefano Fassina precisa che il comportamento del Pd e del Pdl si deve attenere nell’ambito delle larghe intese. Seondo Fassina non deve prevalere l’idea del Pd o l’idea del Pdl, ma si deve arrivare ad un compromesso sull’attuazione delle proposte del governo. Nel suo discorso si rivolge in particolar modo a Silvio Berlusconi: “Il governo Letta non è il governo del PdL. Il senatore Berlusconi eviti di creare subito problemi. Sull’Imu, come su ogni altro punto programmatico, non può passare la proposta del Pdl, come non può passare la proposta del Pd. È necessario un compromesso per andare avanti. L’eliminazione dell’Imu sulla prima casa vale circa 4 miliardi di euro all’anno. Quanto l’aumento di un punto percentuale di Iva. Gli effetti distributivi delle due misure sono però molto diversi”.

 

Fiducia al Senato: Matteoli e Gasbarri

Il senatore Altero Matteoli fa sapere di aver votato la fiducia al Goveno Letta perché gli è stato garantito che l’Imu non si pagherà più. Anche il vicepresidente del Senato, Maurizio Gasbarri, sottolinea l’importanza per il Pdl sull’argomento Imu: “Sull’Imu prima casa non si scherza. O si leva l’Imu o si leva Letta”.

Altero Matteoli ha aggiunto: “Franceschini mi ha detto che l’Imu sulla prima casa non si paga più. Altrimenti non avrei votato la fiducia. Non si può dire alla Camera una cosa e poi avere un ministro che ne dice un’altra. L’Imu non si paga più: ci vuole un provvedimento per cancellarla e quindi per ora si sospende il pagamento di giugno e poi si farà del tutto”.

 

Fiducia al Senato: Cgil Cisl e Uil

“Non va bene l’abolizione tout court dell’Imu sulla prima casa perché significherebbe sottrarre risorse necessarie a coprire altre voci. Allora bisogna scegliere e difendere chi ha una sola casa a basso valore e non chi ha 20 ville e 37 appartamenti”. Queste le parole di Susanna Camusso, leader della Cgil ma che porta il messaggio di Cgil, Cisl e Uil unite.

 

Fiducia al Senato: Renato Schifani

Renato Schifani interviene sul merito con le seguenti parole: “Siamo stretti attorno al nostro presidente Berlusconi al quale abbiamo assicurato e sempre assicureremo il nostro più convinto sostegno. Così come saremo leali e sosterremo il governo Letta fino a quando manterrà la linea tracciata nel discorso tenuto dal suo premier davanti al Parlamento. Condivido con lei l’urgenza dell’intervento finalmente risolutivo per riportare entro i confini della civiltà e del diritto la condizione delle nostre carceri. La condizione dei carcerati rispecchia le storture e la fragilità del nostro sistema giudiziario dove c’è uno squilibrio tra accusa e difesa, aperto ad ogni intrusione di chi non esita a trasformare un’indagine in una gogna con la violazione della privacy non è questa la civiltà giuridica che i costituenti hanno riservato a noi”.

 

Fiducia al Senato: Movimento 5 Stelle

Il capogruppo al Senato del Movimento 5 Stelle, Vito Crimi, esprime il no alla fiducia al Governo Letta. Crimi parla di come non sia accettabile di poter pensare di affidare la presidenza della Convenzione per le riforme a Silvio Berlusconi. Afferma, come già avvenuto dalla sua collega Roberta Lombardi alla Camera, che il Movimento 5 Stelle valuterà ogni singola proposta del Governo Letta e successivamente deciderà se appoggiarla o meno.

L’intervento di Vito Crimi è stato preceduto da quello del senatore 5 Stelle Carlo Martelli, contrario alla fiducia di un Governo che, secondo Martelli, premia i partiti squalificati alle elezioni politiche. Inoltre Martelli ci tiene a precisare che il Movimento 5 Stelle intende battersi per la questione referendum, cercando di abbattere il quorum. “A ogni uscita si sente dire che abbiamo la Costituzione più bella del mondo e vogliamo cambiarla” ha concluso Carlo Martelli.

 

Fiducia al Senato: Lega Nord

Massimo Bitonci, capogruppo al Senato della Legga Nord, esprime l’astensione della fiducia da parte del suo partito. La Lega Nord condivide alcuni punti del Governo Letta ma avrebbe preferito maggiori iniziative per il nord Italia ed è convinta che le proposte di Enrico Letta non siano attuabili, quantomeno tutte. Massimo Bitonci ha dichiarato: “Pochi punti concreti e una maggiore attenzione al nord. Pochi punti ma con adeguata copertura economica perché non ci ha detto dove troverà le risorse, da dove verranno le entrare o i tagli che dovranno coprire coperta troppo corta che non vorremmo venissero trovati proprio dal nord”.

 

Fiducia al Senato: Scelta Civica

“Il gruppo di Scelta Civica con grande convinzione esprime piena fiducia a questo esecutivo e lo fa con la convinzione di chi ritiene che questo governo possa rappresentare l’avvio di una fase nuova e di pacificazione nazionale cui il Presidente Napolitano ci richiama da molto tempo”. Sono le parole di Andrea Olivero in Senato. Scelta Civica sembra non aver avuto alcun problema nel voto di fiducia alla Camera e al Senato.

 

Fiducia al Senato: Sel

Loredana De Pretis, capogruppo al Senato di Sinistra Ecologia e Libertà, fa sapere che, come alla Camera dei Deputati, anche al Senato della Repubblica, non voteranno la fiducia. Nelle sue parole precisa che non intende tradire gli elettori di Sel, che non potrebbe unirsi a coloro che hanno tradito il Pd nelle votazioni di Prodi. “Sel non voterà la fiducia al governo Letta, che è il figlio diretto dell’imboscata vergognosa a Prodi da parte di coloro che volevano questo esito: il governissimo e le larghe intese”.

 

Fiducia al Senato: Svp

Karl Zeller di Svp al Senato annuncia che voteranno, così come già fatto alla Camera, la fiducia al Governo Lettta. “Una fiducia convinta” sottolinea Karl Zeller.

 

Fiducia al Senato: Gruppo Autonomie

Mario Ferrara, presidente di Gruppo Autonomie e Libertà, appoggia il Governo Letta e dichiara: “Ci sembra proprio un buon governo e lo voteremo, forse non è il miglior governo che uno vorrebbe seguendo la propria identità e non è neanche l’unico governo possibile, ma è un buon governo, perché prosegue il processo di pacificazione che per primi abbiamo invocato”.

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