Giuramento di Giorgio Napolitano bis: la prima volta nella storia

Giuramento di Giorgio Napolitano tra applausi e contestazioni, il nuovo mandato si prospetta molto difficile per via della forte instabilità politica

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Il giuramento del Presidente Giorgio Napolitano era già stato trasmesso nelle case degli italiani nel 2006, quando vestì i panni dell’undicesimo Presidente della Repubblica italiana. Oggi, alle ore 17, è previsto il suo secondo giuramento e poi il discorso alla nazione, una nazione divisa politicamente e che sembra aver seguito con forte interesse le sei votazioni che hanno visto emergere nuovamente il volto di Giorgio Napolitano

 

Oggi il giuramento

Previsto per le 17 di oggi il giuramento del Presidente della Repubblica, che per la prima volta nella storia della Repubblica, procede con il secondo mandato. Dopo il giuramento, il Capo dello Stato procederà con un discorso alla nazione, discorso che in molti aspettano con ansia e dal quale dipenderanno le sorti della vita politica del paese.

 

Il secondo mandato

La procedura del giuramento del Capo dello Stato e ben nota nel nostro paese, ma questa volta viene vista con un pizzico di curiosità in più rispetto alle altre, questo per via del secondo mandato. Ci si chiede quanto il Capo dello Stato rientrerà nel pieno dei suoi poteri (ovvero anche il potere di sciogliere le Camere), se il 15 maggio, giorno in cui finisce effettivamente il suo primo mandato, oppure oggi, dopo il giuramento.

 

La procedura

Giorgio Napolitano dovrà presentare le sue dimissioni al segretario generale, Donato Marra, dimissioni che successivamente verranno pubblicate nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica. Poi il giuramento dello stesso Presidente uscente.

 

Giorgio Napolitano per la seconda volta eletto Capo dello Stato:

Oltre ad essere la prima volta che un Capo dello Stato si appresta ad un secondo settennato, risulta particolare la modalità in cui Giorgio Napolitano è diventato nuovamente Presidente della Repubblica.

Da un parte le sue dichiarazioni a non voler continuare, a “volersi godere la vecchiaia”, aggiungendo “a 87 anni non ci sono straordinari”.

Pressato dalle forze politiche che sembrano non trovare un accordo su Marini, Rodotà, Prodi e sui possibili altri nomi. Supplicato dal Pd di Bersani vicino alla rottura più totale, appoggiato dal Pdl, Lega e Scelta Civica, Giorgio Napolitano rinuncia al suo ritiro e torna per senso del dovere.

Ma mentre Bersani si commuove davanti alla sesta votazione, che lo vede raggiungere il quorum necessario per la sua rielezione, con affianco un Berlusconi che batte le mani e a un Monti fiero del voto espresso, non tutti sembrano gioire. La folla si riversa nelle strade della capitale al grido di Rodotà. E con quest’ultima anche il Movimento 5 Stelle, che insieme a Sel rappresentano 1/3 circa del Parlamento italiano.

 

La responsabilità di Giorgio Napolitano

Il particolare modo con cui è stato eletto, mette il nuovo Capo dello Stato in una condizione difficile già dai primi giorni del suo secondo mandato. Sarà, infatti, lo stesso Giorgio Napolitano che dovrà fare in modo che il Governo delle larghe intese parti, un esecutivo che dovrà essere appoggiato da forze politiche che sono sempre state lontane, in particolare Pd e Pdl.

 

Le condizioni di Giorgio Napolitano

Dopo il giuramento, il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nel discorso alla nazione, detterà quelle che sono le sue condizioni per questo secondo mandato, un mandato che lo stesso Napolitano inizialmente non voleva e che, sicuramente, ha accettato in cambio di alcune condizioni che saranno dettate da lui stesso alle principali forze politiche.

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