Governo Letta riforme economiche: Imu e Cassa integrazione in deroga

Governo Letta: l’Imu slitta a settembre e verrà stanziato 1 miliardo per la Cassa integrazione in deroga. Alfano soddisfatto, Letta con i piedi per terra

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Dopo le innumerevoli polemiche e gli scontri all’interno del governo delle larghe intese, il Consiglio dei ministri ha presentato i suoi primi interventi per la ripresa dell’economia. Come prima cosa il governo attua misure sulla rata dell’Imu, argomento che aveva fatto scontrare Pd e Pdl fin dall’origine del Governo Letta.

La rata per il momento è sospesa ed il Governo avrà tempo fino al 31 agosto per apportare una vera e propria riforma. Inoltre il governo delle larghe intese ha attuato lo stanziamento per un miliardo di euro sulla cassa integrazione in deroga. Interventi anche sui tanto attesi tagli alla politica: i parlamentari non potranno più usufruire dei doppi stipendi che fino ad oggi venivano erogati a coloro che svolgevano una doppia carica.

Interventi anche di solidarietà per le imprese e sulla scadenza dei precari della Pubblica amministrazione, spostata al 31 dicembre.

 

La cassa integrazione in deroga

Per la cassa integrazione in deroga, il governo ha deciso di stanziare un miliardo. Diverse voci, prima della riunione, parlavano di meno di 500 milioni e poi, il ministro per gli Affari regionali e della autonomie, Graziano Delrio, aveva annunciato uno stanziamento sui 700/800 milioni di euro. Enrico Letta, in conferenza stampa, definisce il finanziamento all’ammortizzatore sociale una cifra tonda, un miliardo di euro.

Il ministro dell’economia, Fabrizio Saccomanni, fa sapere che parte dei soldi verranno presi dei fondi per la produttività, fondi presenti in bilancio per l’ammontare di 500 milioni, ma che attualmente non vengono utilizzati. Quindi, il Governo Letta utilizzerà 250 milioni dei fondi di produttività con la promessa di reintegrare tale somma in un secondo momento.

 

Il Consiglio dei ministri sull’Imu

Per quanto riguarda l’imposta sulla prima casa, il Consiglio dei ministri ha, per il momento, sospeso la rata di giugno. Quindi, per il mese di giugno, l’Imu non verrà applicata sulla prima casa, sulle case popolari, sui terreni agricoli e sui fabbricati rurali. La rata è rimandata al 16 settembre, ma Enrico Letta fa sapere che il governo delle larghe intese ha tempo fino al 31 agosto per portare a termine la riforma sull’Imu.

 

Imprese e la Pubblica amministrazione

Il Consiglio dei ministri non poteva non intervenire sull’industria italiana. Date le difficoltà economiche, le industri potranno godere del contratto di solidarietà e di una riduzione fiscale.

Per quanto riguarda la Pubblica amministrazione, il governo delle larghe intese, ha spostato la scadenza dei contratti dei precari dal 13 luglio al 31 dicembre, permettendo alla PA di poter respirare.

 

Il Consiglio dei ministri e le nuove cariche

Il Consiglio dei ministri ha anche nominato Marco Minnitia nuovo sottosegretario di Stato con tanto di delega ai servizi segreti e scelto come ragioniere di Stato Daniele Franco.

 

I tagli della casta

Per i tagli alle spese, il Consiglio dei ministri ha deciso di agire anche all’interno del parlamento. Difatti, il Governo Letta ha varato un decreto legge che abolirà il doppio stipendio per quei parlamentari che svolgono una doppia carica. Un messaggio forte sottolinea Letta, dopo le polemiche sulla casta, il Consiglio dei ministri ha deciso di cominciare con i tagli dei politici.

 

Le reazioni politiche

Il Presidente del Consiglio dei Ministri, Enrico Letta, si è ritenuto soddisfatto dell’operato del Consiglio dei Ministri, ma ci tiene a far restare tutti con i piedi per terra, dicendo che i decreti di legge varati non sono i decreti dei miracoli, ma servono a far prendere tempo al governo sulla difficile situazione del paese.

Molto più che soddisfatto, invece, è il vicepresidente Angelino Alfano, che definisce l’operato del Consiglio dei ministri la “prima palla in goal del governo”. Alfano si ritiene entusiasta per aver dato modo alle famiglie e alle imprese di avere degli appigli economiche data la manovra e per aver tagliato diverse imposte senza averne aggiunte delle altre. Per Alfano il governo delle larghe intese ha preso la giusta strada.

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