Governo Letta Berlusconi è scontro sulla Commissione per le riforme

Governo Letta Berlusconi: scontro tra il Pd e il Pdl sulla Commissione per le riforme parlamentari. Renzi e Fassina contro il Cavaliere che vuole la guida

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Dopo lo scontro sull’Imu, il Governo delle larghe intese si trovò nuovamente in disaccordo su un tema molto importante, quello della guida della Convenzione sulle riforme.

È da prima della nascita dello stesso Governo Letta che il Pdl (oggi Forza Italia) puntava a mettere alla guida di tale organismo il fondatore del Popolo delle Libertà, Silvio Berlusconi.

Ma i membri del Pd non furono affatto disposti ad appoggiare tale candidatura.

Questo è quello che si crea quando due forze politiche troppo diverse tra loro entrano in contrasto.

Non furono, infatti, pochi gli scontri dentro questo Governo.

Lo stesso Esecutivo non ha affatto giovato ai partiti principali.

Infatti alle successive elezioni politiche, sia il Partito Democratico che Forza Italia sono state penalizzate.

Tutt'altra storia per il Movimento 5 Stelle e Lega Nord.

Ecco come andarono le cose in quell'occasione.

 

Fabrizio Cicchitto

Per Cicchitto del Pdl, la Commissione deve essere guidata da esponenti politici, altrimenti rischia di essere troppo tecnica. Poi sottolinea che dovrebbe essere nelle mani di un esponente di centrodestra: “Per essere politicamente incisiva e significativa deve essere composta in larga parte da parlamentari, altrimenti rischia di risolversi in un esercizio accademico. La presidenza della Convenzione deve essere attribuita a un’autorevole personalità del centrodestra anche perché tutte le cariche di rilievo politico istituzionale sono state ricoperte da esponenti della sinistra e addirittura, per quello che riguarda la presidenza della Camera, da un esponente della formazione di sinistra”.

 

Barbara Saltamartini

La Saltamartini del Pdl concorda con i suoi colleghi di centrodestra e sottolinea al Pd che alle elezioni politiche hanno prevalso di pochi voti, posizione che non gli permette di escludere a priori la candidatura di Silvio Berlusconi: “Il Pd e tutti i suoi esponenti non dimentichino mai che hanno vinto le elezioni politiche con un vantaggio di poche migliaia di voti sul Pdl, che non gli consente di guidare il Paese da soli. Continuare ogni giorno a porre veti su qualsiasi questione non contribuisce al clima di dialogo che quantomeno dovrebbe esserci a poche ore dalla costituzione di un governo di larghe intese che si appresta ad avviare un percorso difficilissimo”.

 

Matteo Renzi

È sullo stesso piano di Stefano Fassina il Sindaco di Firenze Matteo Renzi, che ci tiene a precisare la differenza di un governo Pd-Pdl e la guida della Commissione sulle riforme da parte dell’uomo chiave del Pdl: “Ora non esageriamo, un conto è fare un governo con il Pdl perché non ci sono alternative, altro è dare la Convenzione a Berlusconi. Se serve lo dirò: non è che possiamo arrivare a trasformarlo in un padre costituente”.

Secondo il vicepresidente del Senato Maurizio Gasbarri, il Partito Democratico sbaglierebbe ad avere dei pregiudizi nei confronti del Cavaliere, persona che rappresenta milioni di italiani:“A Silvio Berlusconi va riconosciuto il merito politico di saper rappresentare milioni di italiani. L’esperienza alla guida della Nazione e nel consenso internazionale sono garanzia per poterlo indicare alla presidenza della Convenzione per le riforme. Il Pd sbaglia a porre pregiudiziali. Proseguiamo piuttosto con spirito collaborativo e andiamo al merito delle questioni”.

 

Sandro Bondi

Sandro Bondi, coordinatore del Pdl, ritiene che nel governo delle larghe intese bisogna discutere e prendere in considerazioni gli argomenti proposti, senza bocciarli a priori: “Riguardo alla commissione per le riforme tutto si può discutere, ma nessuno ha il diritto di porre veti o pregiudiziali sulle persone, tanto meno su chi ha reso possibile la nascita di questo governo come del resto di quello precedente”

 

Stefano Fassina

Il viceministro dell’economia, Stefano Fassina, non approva affatto la possibile candidatura di Silvio Berlusconi alla Commissione sulle riforme. Secondo Fassina, il Cavaliere non sarebbe una persona che rappresenterebbe tutte le forze politiche del Governo Letta: “Dobbiamo trovare una figura in grado di dare garanzie a tutte le forze politiche rappresentate in Parlamento. Temo che il senatore Berlusconi non sia tra queste”.

La senatrice del Popolo delle Libertà Elisabetta Alberti Casellati, ritiene che un no a priori potrebbe smontare l’intero lavoro che Pd e Pdl hanno fatto fino adesso nel Governo Letta.

Secondo Luciano Violante del Partito Democratico, la Commissione per la riforma non dovrebbe essere guidata da parlamentari dato che quest’ultimi potrebbero influire politicamente sul lavoro della stessa Commissione.

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