Grillo Leaks nuovo attacco, pubblicate le mail private di Giulia Sarti

Grillo Leaks: gli Hacker del Pd attaccano nuovamente i 5 Stelle, dopo la pubblicazione del materiale privato della Sarti è la volta degli altri parlamentari

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Resta irrisolta la questione degli hacker del Pd. I pirati informatici continuano a colpire il Movimento 5 Stelle ed i suoi parlamentari, in una vicenda che aveva anche visto protagonista, secondo Libero e l’Unità, il vicedirettore de ilFattoQuotidiano Marco Travaglio. La prossima vittima degli hacker del Pd sarà il deputato eletto nella regione Lazio, Alessandro di Battista. I parlamentari del Movimento 5 Stelle hanno indetto una conferenza stampa alla Camera e si sono rivolti alla Procura di Roma per sapere se ci sono risultati da parte della magistratura e della polizia postale, ma per il momento non ci sono risultati. Anzi, i siti che riportano il contento delle mail dei parlamentari del Movimento 5 Stelle sono tutt’ora accessibili a tutti, e con essi anche lo stesso materiale privato dei parlamentari.

 

La conferenza stampa sugli hacker Pd

Si sentono lasciati soli, abbandonati dalle istituzioni e dalla stampa. Questi i sentimenti che emergono dalle parole di Roberta Lombardi che presiede la conferenza stampa per cercare di fare luce sulla questione hacker del Pd. Una questione che da giorni tormenta i parlamentari 5 Stelle a cui è stata violata la privacy.Durante la conferenza stampa, il capogruppo alla Camera del Movimento 5 Stelle, Roberta Lombardi, ha dichiarato: “C’è un attacco a tutto campo contro di noi. Siamo andati in procura. Dopo 8 ore però, non abbiamo notizie sull’attività della magistratura né della polizia postale. Non sappiamo nulla di cosa stanno facendo per tutelare questi trenta cittadini. Siamo un gruppo politico che evidentemente sta dando fastidio a molti. Abbiamo la sensazione di essere abbandonati in questo momento di grossa pressione psicologica nei nostri confronti. Nessuno nelle istituzioni ha tutelato queste persone, o se l’ha fatto non ce l’ha comunicato. Tre settimane fa abbiamo subito il furto di un hard disk del nostro capo dell’ufficio legislativo presso gli uffici del palazzo dei gruppi. Sono stata costretta a chiudere l’ufficio a chiave”.

Alla conferenza del Movimento 5 Stelle ha partecipato anche la prima vittima della spiacevole vicenda, Giulia Sarti: “Abbiamo riscontrato una totale indifferenza e silenzio da parte della maggioranza delle forze politiche e delle istituzioni. Devo dire grazie per le manifestazioni di sostegno ricevuta da cittadini, da giornalisti e alcuni esponenti di partito. Oltre che quelle del Capo dello Stato. Ma il clima respirato in queste settimana è stato pesante. Tutti possono chiederci su cosa stiamo lavorando, quanto prendiamo e come usiamo i soldi pubblici, la pubblica amministrazione come una casa di vetro. Tutto quello che riguarda la nostra attività politica noi lo rendiamo pubblico, perché è vostro, ma questo non deve riguardare la vita privata delle persone. Interrogateci sui contenuti, questo è il nostro lavoro e siamo felici di poterlo fare”.

 

Si sentono di aver subito una violenza

Sul merito si esprime Roberto Maroni: “Grillini doppia faccia: accusano i partiti di essere mafiosi, ma poi piagnucolano perché quegli stessi partiti non li difendono dagli hacker”. Di sicuro non era la reazione di solidarietà che si aspettavano i 5 Stelle.

Sulla questione ha preso parola anche la prossima possibile vittima degli hacker del Pd, Alessandro Di Battistia, che non sembra interessato al fatto che qualcuno stia per pubblicare in rete il contenuto della sua posta privata, ma è molto scocciato per l’attacco che il Movimento 5 Stelle da giorni subisce: “Oggi sono qui in conferenza stampa invece di lavorare e questa è una violenza gravissima. Ai sedicenti hacker dico pubblicate tutto, a me non frega niente. Oggi ho anche avuto la tentazione di rendere pubblica la password di accesso. Come dice Giulia andiamo avanti più forti di prima”.

E dopo Alessandro Di Battista, toccherà a Massimiliano Bernini, Stefano Vignaroli e Tancredi Turco, almeno che la polizia postale e la magistratura non riescano a prendere il sopravento sugli hacker del Pd.

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