Immigrati in Italia 2015 cosa vuol fare Renzi per l'emergenza sbarchi?

Emergenza sbarchi cosa vuole fare il Governo e l'Europa? Quanto ci costano gli immigrati clandestini? Cos'è lo status rifugiato politico? Diritti migranti

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L'immigrazione in Italia nel 2015 è sempre in aumento e si dichiara lo stato d'emergenza per gli ultimi sbarchi e per i profughi annegati nel tentativo di passare il canale di Sicilia.

Cosa vuole fare il Governo di Matteo Renzi e l'Europa in merito?

Perché questo forte afflusso d'immigrati? E soprattutto quanto costano alle casse dello Stato?

Un articolo a 360 gradi sul fenomeno dell'immigrazione clandestina e regolare per capire cosa sta succedendo e qual è l'impatto sociale ed economico nel nostro paese.

Approfondimento sulle reazioni politiche e del mondo d'innanzi ad un tema delicato più quello che c'è da sapere sui rifugiati politici

 

Emergenza immigrati: cosa vuole fare il Governo Renzi?

Emergenza sbarchi di immigrati in Italia in un 2015 che mette l'Esecutivo di Matteo Renzi e l'Europa d'innanzi ad una crisi umanitaria vera e propria con cui la zona euro deve fare i conti quanto prima.

Dopo le ultime forti ondate il Presidente del Consiglio cerca una soluzione appoggiandosi all'Europa che non sembra vivere in egemonia la questione. Arrivati nel territorio nazionale, una buona parte di migranti cerca di lasciare i confini per dirigersi verso il Nord Europa, ma la Francia, l'Austria e la Svizzera li respingono creando dei blocchi ai confini.

Infatti alla frontiera francese di Ventimiglia vengono ripristinati i controlli della Gendarmeria che non permette il passaggio degli irregolari, restando un problema degli italiani secondo il Ministro francese Bernard Cazeneuve, che invita le istituzioni del bel paese a creare centri di prima accoglienza in grado di distinguere tra irregolari e rifugiati politici.

E mentre l'atteggiamento inaspettato dei confinanti francesi indigna, da un parte c'è chi vorrebbe emularlo come il numero uno della Lega Nord Matteo Salvini che evidenzia come la Francia non facciano altro che difendere i propri cittadini e che il Capo dell'Esecutivo italiano dovrebbe prenderne esempio.

Di tutt'altra opinione, invece, il leader del Pd Matteo Renzi che cerca l'appoggio dell'Unione Europea sull'emergenza immigrati, condannando l'atteggiamento dei francesi e spiegando che è il momento di agire come una vera comunità e che il comportamento dei ministri europei che verte in direzione opposta, scaricando cioè tutto il peso sull'Italia, è frutto di egoismo.

Qual è il piano B di Matteo Renzi: in vista del vertice del 25 e del 26 giugno tra i Capi di Stato dell'Europa, se non si arriva ad un'intesa sull'emergenza immigrati il Presidente del Consiglio ha annunciato che l'Italia è pronta ad assumersi la piena responsabilità attenuando e risolvendo il problema. Il piano B di Matteo Renzi consiste nel fornire a tutti coloro che avanzano la richiesta di asilo politico dei permessi temporanei che permetterebbero ai soggetti di rimanere nel territorio nazionale ed eventualmente di varcarlo.

 

Quanto ci costano i clandestini e quanto prendono?

I costi che lo Stato italiano sostiene per l'emergenza immigrati sono in gran parte legati al territorio della penisola che privilegia geograficamente lo sbarco di profughi provenienti dall'Africa e non solo. Si stima che durante l'anno corrente l'Italia abbia speso più di 1 miliardo di euro per far fronte agli sbarchi degli irregolari che entrano nel territorio italiano.

Quanto prendono? Su questa domanda si è creata molta confusione. Gli immigrati clandestini non vengono in alcun modo remunerati dallo Stato italiano e questi non devono essere confusi con i rifugiati politici e di guerra ai quali è fornito un primo sostentamento.

I presunti 30 o 40 euro al giorno per singolo immigrato non esistono e sono calcolati su false informazioni che dividono la spesa complessiva per gli immigrati (tra servizi sanitari, di assistenza ecc) annua per ogni singolo giorno dell'anno.

Lo Sprar (Sistema per Richiedenti di Asilo e Rifugiati) è la rete dei centri che si occupano delle richieste di asilo politico e dell'accoglienza degli stessi rifugiati e in un'intervista al Magazine Internazionale Daniela Di Capua, la Direttrice del Servizio Centrale, dichiara i costi spesi per ogni rifugiato in Italia: in media 2/2,5 euro al giorno.

Ma l'immigrazione non è solo clandestina e le statistiche che emergono dall'afflusso di stranieri regolari nel paese riportano valori positivi per il Pil riuscendo a smentire le molte, o forse troppe, voci qualunquiste sul fenomeno.

L'Istituto di Ricerca Leone Moressa ha portato a termine una ricerca che mette in risalto quanto ha speso e ricavato dagli immigrati lo Stato italiano nel 2012. L'Economia dell'Immigrazione: costi e benefici, è il titolo dell'indagine che illustra i seguenti risultati:

  • lo Stato italiano ha speso nel 2012 la cifra di 12,6 miliardi di euro per le nuove famiglie emigrate dal loro paese all'Italia (spese legate ai servizi come la sanità, l'istruzione, la giustizia, pratiche burocratiche ecc).

  • Lo Stato italiano ha ottenuto nel 2012 introiti pari a 16,5 miliardi di euro dagli immigrati (8,9 miliardi di contributi previdenziali, Irpef 4,9 miliardi, Iva 1,4 miliardi, carburante e oli minerali 0,84 miliardi, tasse sui permessi 0,25 miliardi, lotto 0,21 miliardi).

In pratica, secondo i dati dell'Istituto di Ricerca Leone Moressa, l'Italia ogni anno guadagna 3,9 miliardi di euro dal lavoro degli immigrati, ma non è tutto. Sempre la stessa ricerca evidenzia che le aziende degli immigrati sono l'8,2% del totale sul territorio nazionale e che queste contribuiscono a creare posti di lavoro nella penisola.

Un ultimo fattore interessante da prendere in considerazione dallo studio dell'Istituto Leone Moressa è quello legato alle uscite monetarie dello Stato:

nel 2012 la spesa pubblica complessiva italiana è stata di 800 miliardi di euro; da questa cifra sono stati spesi 12,6 miliardi per gli immigrati che equivale all'1,57% del totale.

Calcolatrice alla mano, l'immigrazione rende all'Italia e dovrebbe non essere confusa con il lavoro nero, lo sfruttamento, l'evasione e il crimine organizzato che sono fenomeni legati ad uno scarso controllo e che coinvolge criminali di ogni nazionalità, sesso ed età.

E se la frattura costi e ricavi derivanti dagli immigrati divide la politica europea e quella italiana, un'altra cifra lascia tutti in silenzio:

1.800 persone sono annegate tra gennaio e aprile nel Canale di Sicilia per cercare di arrivare in Italia.

 

Significato e differenza tra migranti, immigrati clandestini, regolari ed emigrati

Per evitare confusioni sui migranti è bene cercare una definizione di immigrati clandestini, immigrati regolai ed emigrati.

Per immigrati clandestini s'intende un gruppo di persone che dalla loro terra d'origine si sposta in un'altra nazione illegalmente, ovvero che non ha i requisiti per entrare e rimanere nel territorio del paese in cui arriva.

Gli immigrati regolari, invece, sono coloro che lasciano la terra d'origine per stabilizzarsi in un altro paese in modo regolare (ovvero sono accettati dal paese ospitante).

Gli emigrati sono coloro che lasciano il proprio paese d'origine per trasferirsi in un'altra nazione.

La permanenza può essere temporaneo o definitiva e le principali cause che danno luogo all'emigrazione sono:

  • economiche e lavorative (soprattutto negli ultimi anni l'immigrazione è stata fortemente accentuata per la povertà di alcuni paesi rispetto ad altri, fattore strettamente connesso alla mancanza di lavoro);

  • guerra e persecuzioni politiche (paesi coinvolti in conflitti vedono una forte emigrazione della popolazione, così come quelle nazioni che danno vita alle persecuzioni politiche);

  • disastri ambientali (sono eventi che contribuiscono all'emigrazione dal paese che ne è colpito. In questo caso il fenomeno varia in base all'entità dei danni che si sviluppano e a come il paese colpito reagisce);

  • persecuzioni religiose (hanno vincolato l'emigrazione nel corso della storia, basta pensare ai cattolici e ai protestanti. Tutt'oggi si verificano in determinati paesi dove alcuni culti non sono ammessi contribuendo al fenomeno emigrazione).

Questi sono gli aspetti più importanti dell'emigrazione nel mondo che, tuttavia, può essere alimentata anche da altri fattori; infatti se si fa riferimento all'Unione Europea si può notare come l'emigrazione si lega alle diversità di ogni singolo paese comunitario:

  • studio (persone che decidono di emigrare per la propria istruzione perché ritengono la formazione scolastica di alcuni paesi migliore rispetto a quello di appartenenza);

  • riconoscimento dei diritti (in assenza della regolamentazione sulle Unioni Civili in Italia molte coppie gay si recano in paesi come la Gran Bretagna o il Belgio per sposarsi e/o fare richiesta di adozione).

 

Immigrati in Italia 2015 quanti sono e perché arrivano?

Il numero degli stranieri in Italia è di 5,5 milioni tra regolari e non. Lo dichiara un recente rapporto della Fondazione ISMU.

La metà degli stranieri in Italia è legata ai paesi dell'Unione Europea e le principali tre nazionalità più presenti nella penisola sono: romena (che detiene il primato), albanese e marocchina.

Il perché degli sbarchi in Italia e dell'arrivo di un gran numero di immigrati non è legato alle condizioni economiche e lavorative del paese ma alla sua posizione geografica. Lo stesso studio della Fondazione ISMU stima che tra gennaio e ottobre del 2014 sono 150 mila i migranti non autorizzati che sono arrivati via mare in Italia. Un numero che è salito nel 2015. Molti di questi, però, non restano sul territorio nazionale dato che chiedono asilo alla Germania, alla Francia e alla Svezia.

In Italia, come nel resto d'Europa, gli immigrati riescono ad ottenere il permesso di soggiorno (e in alcuni casi la cittadinanza anche se il processo è più complesso) se hanno un lavoro o se sono legate a persone che appartengono al paese in cui emigrano (il matrimonio ne è un classico esempio).

Le condizioni cambiano se si è d'innanzi a persone che sono state perseguitate nel paese d'appartena. Infatti il diritto internazionale impone ai paesi il riconoscimento dell'asilo politico.

 

Status rifugiato politico cos'è? Quali diritti ha e quanti sono in Italia a richiederlo?

Le richieste di asilo per i rifugiati politici e di guerra in Italia sono molte facendo così registrare lo stivale come il terzo paese in Europa a cui vengono avanzate le medesime istanze secondo i dati dell'Eurostat legati al primo trimestre del 2015.

L'Eurostat pubblica che tra gennaio e marzo sono arrivate 185 mila richieste di asilo politico ai paesi membri di cui 15.200 solo all'Italia che è al terzo posto (seconda la Germania con 73.100 seguita dall'Ungheria che ne conta 22.830).

L'Ansa ha pubblicato i dati relativi alle richieste di asilo nel 2013 dove la situazione era diversa con il primo posto della Germania con 109.600 domande, il secondo della Francia con 60.100 istanze seguita dalle 54.300 della Svezia.

I richiedenti di asilo in Italia nel 2013 sono stati 28.700. Tuttavia nel corso del 2014 le richieste sono notevolmente aumentate arrivando a ben 60.000 nel territorio nazionale.

Il Regolamento di Dublino prevede che l'immigrato debba avanzare la richiesta di asilo nel primo paese in cui sbarca e questo può essere un fattore decisivo per l'incremento delle richieste in Italia, geograficamente una meta potenziale e facile da raggiungere assieme alla Spagna e alla Grecia.

Lo status di rifugiato politico è regolato dalla Convenzione di Ginevra del 1951 in base alla quale chiunque sia perseguitato per la razza, la sua cittadinanza, la politica, l'adesione ad un gruppo sociale e la sua religione nel paese di appartenenza può avanzare richiesta di rifugio presso un altro Stato.

In Italia quanto recitato dalla Convenzione di Ginevra viene rafforzato dall'articolo 10 comma 3 della Costituzione che sancisce il diritto di asilo politico per gli stranieri.

Il soggetto in questione può fare richiesta di asilo che viene valutata dalla Commissione Asilo che decide o meno se concedere questo particolare status.

I diritti e i doveri di un rifugiato politico sono uguali a quelli dei cittadini italiani ad eccezione di quelli legati alla cittadinanza (come il diritto di voto o il dovere della leva obbligatoria prima della sua abolizione).

Quindi il rifugiato politico sarà soggetto a tutte le norme penali, civili ed amministrative vigenti nel territorio.

 

La politica dell'Europa e dei paesi europei:

quello degli immigrati clandestini è un fenomeno molto diffuso negli ultimi anni, sono spesso persone che fuggono dai loro paesi in preda alla fame o alla guerra ed entrano in un altro Stato violando le leggi sull'immigrazione.

La politica europea sugli immigrati deve ancora prendere una direzione chiara e soprattutto di collaborazione tra i paesi membri. Attualmente l'Unione Europea prevede uno stanziamento di 60 milioni di euro per far fronte al presente e al futuro prossimo in cui si stima l'arrivo di 24 mila migranti siriani ed eritrei.

I diversi paesi dell'Unione Europea stanno agendo in modo del tutto singolare sul problema dell'immigrazione e nonostante i diversi trattati ratificati il controllo e le decisioni legate ai confini nazionali, sono tutt'oggi di competenza della sovranità di ogni Stato membro che può agire in autonomia senza entrare in contrasto con gli accordi internazionali.

Francia: per fronteggiare l'afflusso in entrata di irregolari ha ripristinato i controlli al confine di Ventimiglia dove i profughi vengono fermati e non riescono quindi a lasciare l'Italia.

Germania: sembra disposta a collaborare nel contesto Europeo all'emergenza e si ritiene favorevole alla distribuzione delle quote immigrati purché l'Italia provveda a fare una prima accoglienza nel territorio costituita da un riconoscimento.

Grecia: come l'Italia resta un paese preso di mira da parte degli immigrati e si ritrova a chiedere aiuto all'Unione Europea, anche per via della difficile situazione monetaria che sta attraversando.

Gran Bretagna: il primo ministro David Cameron ha ribadito che la sua posizione è contraria ad una eventuale quote profughi che prevede una redistribuzione in tutti i paesi d'Europa.

Ungheria: paese che è entrato a far parte dell'Unione Europa nel 2004, per far fronte all'emergenza profughi e tutelare i suoi confini dall'immigrazione proveniente dalla Serbia ha in programma di costruire una barriera alta 4 metri per ben 174 km.

Bruxelles ha ammonito le azioni dei singoli stati che stanno respingendo e adottando modi per fermare il flusso in entrata di clandestini. La Commissione Europea ha dichiarato che esiste solo un modo “comunitario” per uscire da questo problema.

EuNavFor è la prossima mossa strategica dell'UE, un programma che verrà allestito contro i trafficanti di uomini del Mar Mediterraneo mediante navi militari che con droni e satelliti cercheranno di fronteggiare i criminali del mare.

 

Le reazioni politiche e del mondo sui profughi sfollati:

Politica italiana e del mondo divisa su questo fenomeno di portata mondiale.

Matteo Salvini: attacca il Presidente del Consiglio Matteo Renzi invitandolo a rendersi conto di come l'Europa si sia sempre comportata così (riferendosi al fatto che non ci sono aiuti sull'emergenza profughi) aggiungendo che Francia, Svizzera e Austria hanno chiuso le frontiere per difendere i propri cittadini, stessa cosa che avrebbe fatto il leader del Carroccio se fosse stato al Governo.

Luigi Di Maio: ironizza sull'eventuale piano B di Matteo Renzi definendolo non all'altezza della situazione e dello scontro istituzionale tra Italia ed Europa.

Gianfranco Librandi di Sc: contesta la Francia ed invita gli italiani a boicottare i prodotti dei francesi in segno di protesta.

Matteo Renzi: cerca la collaborazione comunitaria sul problema ma dichiara che l'Italia è pronta ad occuparsene da sola se non arrivano in tempi brevi risposte certe dall'UE.

Papa Francesco: ha dichiarato che non si possono chiudere gli occhi davanti ad una simile emergenza e che chi respinge gli immigrati deve chiedere perdono.

Ad ogni modo, nonostante le diverse reazioni, l'emergenza continua a rimanere e a testimoniarlo sono le grandi città.

Roma: le due principali stazioni, Roma Termini e Roma Tiburtina, sono diventate il rifugio dei nuovi immigrati dato che al momento le istituzioni italiane non riescono a gestire l'emergenza.

Milano: la stazione principale del capoluogo lombardo ha radunato buona parte degli immigrati arrivati negli ultimi mesi diventando quasi un punto di riferimento per i clandestini. Commovente la solidarietà dei milanesi che hanno portato viveri di propria iniziativa.

Tuttavia il Sindaco Giuliano Pisapia avverte che la sua città ha già fatto molto e che non sarebbe nella condizione di gestire nuovi arrivi.

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