Imu giugno 2013: la rata slitta per la prima casa e per le attività

Imu giugno 2013: il Governo Letta fa slittare la rata di giugno sulla prima casa e per le attività. Enrico Letta e Angelino Alfano molto soddisfatti

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Dopo essersi riunito, il Consiglio dei ministri ha deliberato sul futuro dell’Imu. L’imposta sulla prima casa, che aveva inizialmente incendiato la campagna elettorale e successivamente creato grandi tensioni all’interno del Governo Letta, è stata per il momento sospesa dal Consiglio dei ministri. Quindi la rata del mese di giugno non dovrà essere pagata, ma il tutto rischia di slittare la mese di settembre.

 

La decisione del Consiglio sull’Imu

È il Presidente del Consiglio Enrico Letta a prendere parola davanti alla stampa per illustrare il lavoro svolto dal Consiglio dei ministri. L’Imu è stata sospesa sulla prima casa e sulle abitazioni popolari, fino al 16 settembre. La rata di giugno è slittata per le prime abitazioni e sugli immobili popolari, poi si vedrà. Certo, se il Governo Letta non interverrà in materia, nel mese di settembre tutte le famiglie si potrebbero ritrovare a pagare la rata di giugno. Ma Enrico Letta cerca di tranquillizzare gli italiani facendo presente che il Governo ha tempo fino al 31 agosto per attuare la riforma dell’imposta sulla prima casa.

 

Chi non pagherà l’Imu

Il decreto legge sull’Imu, che Letta promette di trasformare in legge nel giro di poco tempo, non investirà solamente le prime abitazioni e le case popolari. La rata di giugno slitta anche per cooperative edilizie, gli alloggi assegnati dalla Iacp (Istituto autonomo case popolari), terreni agricoli, fabbricati rurali. Con questa manovre ci saranno introiti ridotti del 50% sull’Imu, introiti che lo stato coprirà nei confronti dei comuni, che potranno accrescere le anticipazioni di tesoreria.

Non saranno, quindi, soggetti al pagamento dell’Imu:

proprietari della prima abitazione;

immobili delle cooperative edilizie destinati ad abitazioni principali;

abitazioni assegnate dall’Istituto autonomo case popolari (Iacp);

possessori di terreni agricoli;

possessori di fabbricati rurali.

 

Le reazioni politiche

Il vicepresidente del Consiglio, nonché ministro dell’Interno, Angelino Alfano, si ritiene estremamente soddisfatto dell’operato del Consiglio dei ministri. Parla ai giornalisti con molta lucidità e fierezza per quanto è stato fatto. Manovre, sottolinea Alfano, che daranno dei chiari segnali all’economia del paese e che fanno capire che il governo delle larghe intese ha preso la strada giusta.

Il Presidente del Consiglio di Ministri, Enrico Letta, si ritiene soddisfatto ma ci tiene a rimanere (e a far rimanere) con i piedi per terra. Non sarà il decreto dei miracoli, sostiene Letta, ma un decreto che da tempo al governo di agire su temi importanti come l’Imu.

 

I temi del Consiglio dei ministri

Il Consiglio dei ministri, oltre ad aver deliberato sull’Imu, ha anche toccato altri temi urgenti come quello della cassa integrazione in deroga. Con decreto legge, sull’ammortizzatore sociale sono stati finanziati fondi per l’ammontare di un miliardo di euro. Inoltre non verranno più pagati con doppio stipendio le doppie cariche parlamentari. Infine, il governo delle larghe intese ha preso anche decisioni sulle imprese, per le quali sarà possibile riaprire il contratto di solidarietà che dovrebbe permettere a molte attività di far fronte alla crisi. Il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, intende intervenire anche sul peso fiscale che le aziende attualmente sostengono.

Per i precari della Pubblica amministrazione, la scadenza dei contratti è stata spostata dal 31 luglio al 31 dicembre.

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