Imu settembre 2013: lo scontro e la nuova legge con tutti i dettagli

Imu settembre 2013: la legge in vigore e la nuova bozza di legge. Scontro politico sulla prima e seconda casa, rata di giugno, terreni agricoli e aliquote

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Imu: settembre 2013 ancora nell’incertezza. All’interno del Governo Letta continuano gli scontri tra il Pd e il Pdl, tra chi vuole l’abolizione totale dell’imposta sulla prima casa e chi ne vuole una riduzione solamente per una carta fascia. Il dilemma sembra essere quello delle casse dello Stato: da una parte i soldi non ci sono e da qualche parte vano presi, mentre dell’altra le promesse in campagna elettorale erano di abolire completamente l’imposta sugli immobili. Il braccio di ferro all’interno del governo delle larghe intese lascia gli italiani perplessi a guardare quello che sarà il futuro prossimo, dato che la seconda rata si pagherà nel mese di settembre.

 

L’attuale legge che regola l’Imu

Lo scorso maggio 2013 il Consiglio dei ministri, dopo diverse riunioni, aveva deciso di far slittare l’Imu a settembre 2013. Il Governo Letta era entrato fin da subito in contrasto sull’argomento, da una parte si optava per l’abolizione totale, dall’altra solo sulla prima casa e c’era addirittura chi optava per la restituzione. A metà maggio del 2013 il Governo Letta attua un piano per rimandare l’Imu, quanto meno sulla prima casa e su determinate attività. Quindi, l’attuale regolamentazione della Imu prevede che:

  • non dev’essere pagata l’Imu sulla prima abitazione;

  • non dev’essere pagata l’Imu sugli immobili delle cooperative edilizie che hanno il fine di abitazioni principali;

  • non dev’essere pagata l’Imu sulle abitazioni popolari (su tutte quelle case assegnate dall’Iacp, l’Istituto autonomo case popolari);

  • non dev’essere pagata l’Imu da parte dei possessori di terreni agricoli e di fabbricati rurali.

Per il momento le aliquote di ogni singolo comune, che avevano influito sull’importo da erogare all’agenzia dell’entrate, restano invariate.

Anche per quest’ultima regolamentazione c’erano stati diversi scontri all’interno del Governo Letta, ma alla fine il Consiglio dei ministri era riuscito a trovare una soluzione che non sembrava dispiacere agli italiani. Ed anche le forze politiche in quell’occasione sembravano molto soddisfatte. Angelino Alfano parlava dello slittamento della rata di giugno con estremo entusiasmo, Enrico Letta, sicuramente più cauto, era molto soddisfatto e dichiarò alla stampa che il governo delle larghe intese aveva optato per tale manovra che avrebbe dato il tempo necessario all’esecutivo di trasformare la riforma in legge.

 

L’attuale scontro politico sull’Imu

Sull’Imu di settembre 2013 ci sono solo incertezze per il momento. Da una parte c’è il Pdl che continua a optare per la totale abolizione, dall’altra il Pd che vuole ridimensionare l’Imu ma non abolirla totalmente, ricordando che le casse dello stato sono all’estremo e che da qualche parte i fondi per il pareggio di bilancio devono essere presi. Nel mezzo dello scontro politico c’è il Presidente del Consiglio dei Ministri Enrico Letta che cerca in tutti i modi di tenere calme le acque e di trovare un’intesa tra le principali forze politiche per il bene dei cittadini. Enrico Letta ha chiaramente fatto sapere che il governo manterrà l’impegno preso sull’Imu e che la rata verrà modificata. Parole, quelle del Premier, che non sembrano confortare o comunque calmare gli esponenti del Popolo delle Libertà. Infatti, dalle file del Pdl, sono arrivare voci contro il ministro Fabrizio Saccomanni che è stato accusato di non essere adeguato per il ruolo che ricopre. Per gli esponenti del Pd gli attacchi al ministro dell’economia sono inaccettabili. Uno dei primi a prendere le difese del ministro dell’economia è Stefano Fassina, viceministro dell’economia, che reputa inqualificabili gli attacchi del Pdl, un partito che quanto è stato al governo, secondo lo stesso Fassina, ha impegnato l’Italia nel pareggio di bilancio nel 2013 e ad oggi parla di un piano irrealistico per mettere fine ai debiti dello Stato. Anche il ministro per i rapporti con il parlamento, nonché coordinatore delle attività di governo, Dario Franceschini, ha preso le difese Fabrizio Saccomanni. Franceschini ha definito ogni attacco al ministro dell’economia un chiaro attacco allo stesso Governo Letta. Ma lo scontro sembra tutt’altro che alle spalle del governo. Il capogruppo al Senato delle Repubblica del Pdl, Renato Schifani, ha confermato la posizione del Popolo delle Libertà in materia. Per Schifani il Pdl non si smuove e non scende a compromessi sul’Imu che dev’essere abolita e basta. Sulla stessa linea di Schifani è Maurizio Gasparri che trova inadeguata la figura dell’attuale ministro dell’economia, un ministro che non porta da nessuna parte, secondo Gasparri, che aggiunge la necessità di una politica aggressiva sui conti pubblici senza specificare di che natura. Il Popolo delle Libertà è molto compatto sull’argomento, anche Maria Stella Gelmini rilascia la seguente dichiarazione su Twitter:

“Su Imu nessun passo indietro, le coperture vanno trovate con buona pace del ministro Saccomanni e del Fondo monetario internazionale”.

Sulla difesa del ministro dell’economia arriva Scelta Civica di cui si fa portavoce sul merito Benedetto Della Vedova, che ritiene inammissibile l’attacco di Gasparri a Saccomanni che è una risorsa molto valida all’interno del Governo Letta.

Esce un po’ dai cori Francesco Boccia, presidente della Commissione di Bilancio alla Camera, del Pd che fa sapere che l’Imu non ci sarà più ma che andrà sostituita con un’altra imposta sui servizi. Anche Renato Brunetta utilizza Twitter per esprimersi:

Su Imu e Iva deciderà la maggioranza in cabina di regia”.

 

La nuova proposta di legge sull’Imu

Molteplici i disaccordi ma intanto ci sono le prime mosse del governo inerenti all’Imu di settembre 2013. Attualmente il Governo Letta sta vagliando la possibilità di aumentare le detrazioni fiscali per la tassa sulla prima casa. Tale aumento sarebbe legato alla soglia minima che si era stabilita in precedenza, euro 500,00, da aumentare ad una nuova soglia minima di euro 600,00. Praticamente tutti coloro che hanno una rata inferiore/pari ai 600,00 euro non pagheranno più l’Imu. In questo caso l’imposta graverebbe a 9 italiani su dieci. Il pagamento dell’Imu rimarrà, invece, sulle case di lusso ma non verrà applicato, come era falsamente emerso giorni fa, sui villini familiari, bifamiliari e a schiera, che non rientrano nelle case di lusso. Anche Gaetano Quagliariello e Pier Paolo Baretta hanno smentito la notizia di un’eventuale applicazione dell’Imu sulle ville. I due hanno fatto chiaramente sapere che non vanno confuse le abitazioni con le case di lusso.

Il ministro dell’economia Fabrizio Saccomanni fa sapere che il governo delle larghe intese sta prendendo in considerazione le diversi ipotesi a riguardo.

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