Ineleggibilità Berlusconi: divisioni politiche all’interno del governo

Ineleggibilità Berlusconi: legge 1957 da Guglielmo Epifani a Nitto Palma, dal Pd e Pdl del Governo Letta, a Scelta Civica fino ai 5 Stelle, Sel e Idv

Commenti 0Stampa

L’ineleggibilità di Silvio Berlusconi sta dividendo le diverse correnti politiche all’interno del paese. Dopo la sentenza in secondo grado della Corte d’Appello di Milano e dopo le proposte di attuare la legge sul conflitto d’interessi, si torna a riscaldare il clima politico sull’esclusione dalla vita politica o meno di Silvio Berlusconi.

La questione sull’ineleggibilità di Silvio Berlusconi, non è mai stata sottoposta alle Camere dal 1994, data in cui il Cavaliere “scese in campo”, fino ad oggi.

 

Ineleggibilità Berlusconi: Pd

All’interno del Pd ci sono diverse opinioni sull’ineleggibilità di Silvio Berlusconi. Molti elettori del Partito Democratico vorrebbero che il Pd optasse per l’esclusione dalla vita politica del Cavaliere, ma non tutti sono d’accordo. Lo stesso segretario generale del Partito Democratico, Guglielmo Epifani, d’innanzi a diversi interventi pubblici, ha dichiarato che non sarebbe una buona mossa votare per l’ineleggibilità di Silvio Berlusconi. Non sarebbe consigliato, secondo Epifani, perché gli avversari politici vanno sconfitti politicamente. Inoltre Guglielmo Epifani sostiene che una esclusione dalla vita politica di Silvio Berlusconi, farebbe del Cavaliere un nuovo Beppe Grillo.

Il segretario generale del Pd entra anche nel merito della questione citando la legge del 1957, una legge vecchia che riguarda le società pubbliche e non quelle di Silvio Berlusconi. Epifani sostiene che il Governo Letta ora si deve concentrare su una legge sul conflitto d’interesse che vada bene da qui ai prossimo trent’anni, e non escludere il Cavaliere dalla vita politica per una legge del 1957.

Nel Pd anche Luciano Violante è dello stesso parere di Epifani, non bisogna optare per l’ineleggibilità di Silvio Berlusconi. Violante sostiene che nelle precedenti legislature il centrosinistra ha sempre votato contro l’ineleggibilità di Silvio Berlusconi e proprio per questo motivo, non essendoci fatti nuovi per Violante, non ci si deve aspettare che ora il Partito Democratico cambi direzione.

Il presidente dei senatori del Pd, Nicola Zanda, differisce dal pensiero del segretario generale del Partito Democratico e da quello del suo collega Luciano Violante. Zanda sostiene che Silvio Berlusconi non è eleggibile secondo una legge italiana e che quindi bisogna renderlo tale. Nicola Zanda affronta anche la questione dell’eventuale nomina di senatore a vita di Silvio Berlusconi, una nomina inaccettabile dato lo stile di vita condotto dal Cavaliere. Contrario alle parole di Zanda, il senatore del Partito Democratico Nicola Latorre, che, durante un’intervista alla trasmissione Un giorno da pecora, ha dichiarato che non spetta ne a lui e ne a Nicola Zanda decidere se Silvio Berlusconi deve o meno diventare senatore a vita.

 

Ineleggibilità Berlusconi: Pdl

Nitto Palma, Presidente della Commissione permanente di Giustizia al Senato, ha espresso il suo parere contrario all’ineleggibilità di Silvio Berlusconi e alla proposta presentata dal Movimento 5 Stelle. Nitto Palma sostiene che nel 1994, poi nel 1996, ed infine nel 2001, fu trattato lo stesso identico argomento dalle Camere, che, con maggioranze diverse per ogni anno, si sono espresse sull’eleggibilità di Silvio Berlusconi. Si trova d’accordo con Violante il Presidente della Commissione Giustizia in Senato, che afferma che tale proposta, quella dell’ineleggibilità di Silvio Berlusconi, è solo di natura propagandistica.

Renato Schifani, capogruppo dei senatori del Pdl, afferma che la questione dell’ineleggibilità di Silvio Berlusconi, non facilita la convivenza del Pdl e del Pd all’interno del Governo Letta.

Fabrizio Cicchitto sulla questione parla di un’inutile provocazione. Secondo Cicchitto solo in Italia si può pensare di rendere ineleggibile una figura politica che dal 1994 ad oggi prende i voti di milioni di persone.

Per Maurizio Gasparri si tratta di un insulto, e ricorda che ci si trova a collaborare all’interno del Governo Letta per risolvere i problemi degli italiani.

 

Ineleggibilità Berlusconi: Scelta Civica

L’ex Presidente del Consiglio, Mario Monti, ritiene ridicolo votare per l’ineleggibilità di Silvio Berlusconi. Secondo Monti, l’Italia non farebbe una bella figura con una simile mossa. Non si può votare per l’ineleggibilità del Cavaliere dopo che è stato eletto otto volte e dopo esser stato tre volte Presidente del Consiglio. E sulla legge del 1957 il senatore a vita Mario Monti è dello stesso parere di Guglielmo Epifani, non si può votare su l’ineleggibilità di Silvio Berlusconi su una legge che porta la data del Trattato di Roma, appunto il 1957. Mario Monti ha aggiunto che il suo partito, Scelta Civica, farà pressione sul Governo Letta per dare al paese la tanto discussa legge sul conflitto d’interesse.

 

Ineleggibilità Berlusconi: Silvio Berlusconi

Molto adirato Silvio Berlusconi sulla questione della sua ineleggibilità. Come prima cosa ha reagito duramente contro la proposta Zanda-Finocchiato sulla base della quale il Movimento 5 Stelle dovrebbe apportare delle notevoli modifiche al suo interno per poter continuare a partecipare alla vita politica del paese. Secondo il Cavaliere si tratterebbe di un complotto escogitato dal Pd per far fuori il Popolo delle Libertà e il movimento fondato da Beppe Grillo, un modo per il Partito Democratico di poter continuare la corsa politica da solo. Berlusconi approfondisce la questione sottolineando che sarebbe richiesta la sua ineleggibilità dopo 20 anni di attività politica composta da milioni di voti di italiani. Secondo Silvio Berlusconi, gli esponenti di sinistra che portano avanti una simile richiesta, mettono anche a repentaglio la vita del Governo Letta, tendendo a riaccendere lo scontro politico tra Pd e Pdl.

 

Ineleggibilità Berlusconi: Movimento 5 Stelle

Beppe Grillo ha criticato duramente il Partito Democratico e tutte le forze politiche che non stanno appoggiando il Movimento 5 Stelle sulla proposta di ineleggibilità di Silvio Berlusconi. Sul tema il fondatore del Movimento ha espresso il suo sdegno d’inanzi alla manifestazione che Silvio Berlusconi ha fatto a Brescia, una manifestazione contro la magistratura con tanto del vicepresidente del Consiglio, Angelino Alfano, che annuiva come se nulla fosse a tutti gli attacchi e gli insulti che il Cavaliere ha rivolto ai componenti del potere giurisdizionale. Beppe Grillo sulla questione è critico anche con il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che secondo Grillo non si sta esprimendo sulla questione, mentre con Rodotà o con Prodi il Cavaliere sarebbe stato ineleggibile.

Il Movimento 5 Stelle propone l’ineleggibilità si Silvio Berlusconi sulla base della legge 361/1957 che all’articolo 10 nega l’eleggibilità a:

coloro che, in proprio o in qualità di rappresentanti legali di società o di imprese private, risultino vincolati con lo Stato per contratti di opere o di somministrazioni, oppure per concessioni o autorizzazioni amministrative di notevole entità economica.

Secondo i 5 Stelle, sulla base di quest’ultima legge, Silvio Berlusconi si troverebbe in una condizione d’ineleggibilità per via di Mediaset, gruppo a cui sono state affidate le concessioni televisive.

 

Ineleggibilità Berlusconi: Sel

Sinistra Ecologia e Libertà di Nichi Vendola si trova in sintonia con il Movimento 5 Stelle, ed è pronto a votare a favore dell’ineleggibilità di Silvio Berlusconi.

 

Ineleggibilità Berlusconi: Idv

La proposta per l’ineleggibilità di Silvio Berlusconi, sollevata dal Movimento 5 Stelle, è stata anche appoggiata da Antonio Di Pietro dell’Idv (Italia dei Valori). Per Di Pietro assistere alle manovre del Governo Letta, equivale all’assistere ad una partita di scacchi truccata. Antonio Di Pietro sostiene che il Governo Letta non si schiererà mai contro Silvio Berlusconi, perché questo vorrebbe dire la fine del governo delle larghe intese, un governo portato avanti dai ricatti del Cavaliere che così potrà continuare ad avere i propri vantaggi senza il conflitto di interesse e che potrà continuare ad avere una vita politica nonostante i conflitti che ne derivano dalle sue molteplici attività.

 

Ineleggibilità Berlusconi: Psi

Anche per i Psi (Partito Socialista Italiano) si esprime in maniera contraria all’ineleggibilità di Silvio Berlusconi. Riccardo Nencini sostiene il parere comune che gli avversari politici debbano essere sconfitti politicamente e non con delle legge di vecchia data.

COPYRIGHT POLITICANTI.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA
Ti è piaciuto questo articolo?


Lascia un commento
Contatti