Ingroia Rivoluzione Civile diventa Azione Civile, un nuovo movimento

Ingroia Rivoluzione Civile diventa Azione Civile, un nuovo movimento analogo a quello di Beppe Grillo ma meno personalizzato secondo lo stesso fondatore

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Dopo l’esperienza di Rivoluzione Civile, Antonio Ingroia torna sulla scena politica con Azione Civile. Questo il nuovo nome del suo partito che presenta delle novità rispetto a Rivoluzione Civile. La prima esperienza politica di Antonio Ingroia, non si era conclusa per il meglio. Infatti Rivoluzione Civile non era nemmeno riuscita a superare la soglia dello sbarramento durante le elezioni politiche, raggiungendo il 2,2% dei voti.

 

Azione Civile di Antonio Ingroia

Il nome del nuovo partito è Azione Civile. La sua sede principale, sita a via del Corso a Roma, è già operativo. Le motivazioni di Azione Civile sono diverse, tra le quali il litigio tra De Magistris, Ingroia e Di Pietro dopo il fallimento delle elezioni politiche (De Magistris accusava Ingoria del fallimento elettorale abbandonando Rivoluzione Civile).

In merito al nuovo partito, Antonio Ingroia ha dichiarato: “Nei giorni scorsi ci siamo riuniti con i soci fondatori di Rivoluzione Civile. Abbiamo detto che quell’esperienza è finita. Il progetto politico, però, continua. Stiamo rilanciando un movimento civico puro, che non crei quella parvenza da cartello elettorale. Questo movimento non è personalistico, va oltre me, cammina con le sue gambe ed è stato fortemente voluto dagli 800 mila cittadini che ci hanno votato”.

Sembrerebbe che Azione Civile voglia essere un nuovo movimento, simile allo stesso Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo dato che non prevede segretario e tessera di partito, e che vivrà a spese proprie. Lo stesso Ingroia ha precisato che ogni campagna che Azione Civile vorrà affrontare verrà finanziata volta per volta. È già online il sito dove i simpatizzanti ed i futuri elettori possono sostenere il nuovo movimento.

Nell’intervista che ha luogo nella sede di via del Corso di Azione Civile, Antonio Ingroia parla anche della necessità di intervenire in politica, per via del mancato accordo di Movimento 5 Stelle e Pd: “Sia Prodi che Rodotà avrebbero dato forti segnali di cambiamento, ognuno a modo suo, ma né il Pd e né il Movimento 5 Stelle sono riusciti a dialogare. Molti dei loro elettori sono venuti da me dicendosi pentiti. Ed anche il Governo Letta, riedizione del Governo Monti, non dà certo un segnale nuovo”.

 

Antonio Ingroia e il Csm

Per il momento resta aperta la questione con il Csm. Antonio Ingroia non sembra disposto ad andare ad Aosta. Intende continuare la sua professione da magistrato solo se la sua posizione sarà sempre legata alla lotta alla mafia, altrimenti preferisce rimanere in politica: “Se il Csm insiste a mandarmi ad Aosta, dove non c’è una direzione distrettuale antimafia, preferisco rimanere in politica. Restare in magistratura per me ha senso solo se posso continuare il cammino di questi anni, continuando a combattere la mafia”.

La Csm si esprimerà tra due settimane sulla questione Ingroia.

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