Intercettazioni Berlusconi: proposta di legge che divide il governo

Intercettazioni Berlusconi: nuova proposta di legge per limitare le intercettazioni e per la responsabilità dei magistrati. Scontro Pd Pdl nel governo

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Nella particolare giornata in cui la giunta per le autorizzazioni della Camera ha richiesto ha richiesto l’autorizzazione per poter ascoltare le intercettazioni telefoniche di Denis Verdini, Nicola Cosentino e Marcello Dell’Utri, il Pdl di Silvio Berlusconi torna nuovamente a proporre il ddl di Alfano sulla restrizione dell’utilizzo delle intercettazioni. Questa volta la proposta è arrivata da Enrico Costa, capogruppo in commissione di Giustizia del Pdl.

Un altro tema che fa scoppiare grandi tensioni all’interno del Governo Letta.

 

Le motivazioni del Pdl

Quello presentato da Enrico Costa è il terzo ddl in materia, il primo è stato presentato da Maurizio Bianco alla Camera e l’altro da Domenico Scilipoti al Senato.

Inizialmente la priorità per il Pdl sembrava essere l’Imu e le altre manovre finanziarie dedite a riprendere la devastata economia del paese. Ma dopo la sentenza in secondo grado della Corte d’Appello che ha condannato Berlusconi, e dopo la manifestazione a Brescia del Pdl contro la magistratura, per il centrodestra la priorità è ora la giustizia. Il deputato Enrico Costa precisa di come sia importante portare avanti il ddl presentato per la restrizione sulle intercettazioni e per la responsabilità dei magistrati. Una priorità, secondo Costa, che deriva dal fatto che il precedente Governo Berlusconi aveva già lavorato su queste leggi, che erano già state proposte in parlamento. Difatti la “legge bavaglio” era già stata proposta durante il Governo Berlusconi in parlamento, ma aveva creato forti scontri tra il Pd e il Pdl, all’ora nei ruoli di opposizione e governo.

Il deputato Enrico Costa, oltre ad essere capogruppo di commissione del Pdl è anche vice presidente della giunta per le autorizzazioni. Data la sua competenza ha espresso anche la sua perplessità in merito alla richiesta fatta dalla giunta per le autorizzazioni della Camera per l’ascolto delle intercettazioni di Denis Verdini, Nicola Cosentino e Marcello Dell’Utri. Una perplessità che deriva dal fatto che la questione, secondo Costa, ora potrebbe essere di competenza del Senato dato che Verdini ora è senatore e che Dell’Utri è sempre stato senatore.

Francesco Nitto Palma, presidente della commissione Giustizia al Senato, ritiene che quanto un capogruppo gli chiede di mettere a calendario un provvedimento lui lo mette all’ordine del giorno. Nitto Palama aggiunge anche che sul merito delle intercettazioni si era anche espresso Giorgio Napolitano quanto nominò i saggi.

Anche la figlia di Silvio Berlusconi, Marina Berlusconi, si è sentita chiamata in causa, definendo il processo Ruby e Mediaset un falsa alzata per distruggere politicamente il padre e per proporre una fiction che i media quotidianamente propongono ai lettori.

 

Le reazioni del Pd

Il vicepresidente della commissione Giustizia, il senatore Felice Casson del Pd, dichiara sul merito che si sta cercando di attuare le leggi già proposte nella precedente legislatura, leggi che garantisca le intercettazioni, strumento d’indagine fondamentale, ma che tutelino anche la privacy delle persone. Il senatore Casson precisa anche l’importanza della libertà di stampa, due temi, quello delle intercettazioni e della libertà di stampa dove, a detta di Casson, il Pdl di Silvio Berlusconi sta cercando lo scontro politico.

Rosy Bindi definisce la proposta del Pdl inopportuna come il comportamento che Silvio Berlusconi e i suoi hanno dimostrato dopo la sentenza del Tribunale di Milano e dopo la manifestazione di Brescia.

Non sembra vedere la priorità sulla materia intercettazioni anche la presidente della commissione Giustizia alla Camera Donatella Ferranti che sostiene che quello delle intercettazioni non è di certo un tema che dev’essere affrontato con urgenza.

Anche il nuovo segretario del Partito Democratico, Guglielmo Epifani, ha fatto sapere che il comportamento di Silvio Berlusconi e del Pdl, che mettono come priorità il tema delle intercettazioni è inopportuno, invitando il centrodestra a finirla con questi comportamenti.

 

L’inchiesta su Verdini, Cosentino e Dell’Utri

Denis Verdini, Nicola Cosentino e Marcello Dell’Utri sono stati accusati di associazione segreta con il fine di condizionare l’attività degli organi costituzionale nell’inchiesta sulla P3. Inoltre i tre hanno violato la legge Anselmi sulla società segreta.

 

Le reazioni delle altre forze politiche

Sulla questione della “legge bavaglio” dal Movimento 5 Stelle interviene il capogruppo alla camera Roberta Lombardi, che spiega che la politiche dovrebbe fare gli interessi del paese e dei cittadini e non quella di Silvio Berlusconi e dei suoi processi.

Anche Antorio Di Pietro si esprime sul merito della questione, denunciando il comportamento del Pdl che con il ddl Alfano cerca di nascondere i misfatti della “cricca”.

Gli stessi Saggi nominati da Giorgio Napolitano avevano messo mano sulla materia delle intercettazioni, indicando che tale strumento doveva essere utilizzato per la ricerca della prova e non del reato.

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