Iva aumento 2013 al 23 percento nel mese di luglio. Il no di Alfano

Iva aumento 2013 dal 21 al 23 percento nel mese di luglio: pressione fiscale da fermare per Alfano che vede la ripresa dell’economia grazie al Governo Letta

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Il governo delle larghe intese continua a cercare di aggiustare i conti dello Stato con diverse manovre, dall’Imu all’Iva, agli sgravi fiscali e alle diverse proposte che hanno tutte il fine di far ripartire l’economia del paese. Sulla questione economia, Alfano fa sapere che non ci sarà nessun aumento dell’Iva e che, quest’ultima manovra unita all’abolizione dell’Imu e allo sgravo fiscale per chi assume, dovrebbe far ripartire l’economia del paese.

 

Angelino Alfano e l’aumento dell’Iva

Il vicepresidente del Consiglio, nonché ministro dell’Interni, Angelino Alfano, parla della difficile situazione economia italiana con ottimismo. Un ottimismo lontano dalle solite statistiche e dai soliti dati inerenti l’occupazione e il Pil del paese. Angelino Alfano fa sapere che non ci sarà alcun aumento dell’Iva. Quest’ultima manovra, secondo Alfano, se sommata all’abolizione dell’Imu (su cui il governo sta lavorando), potrebbe far ripartire l’economia del paese già dalla metà dell’anno, grazie anche alla prossima attuazione degli sgravi fiscali per tutte le ditte che assumeranno.

Angelino Alfano, spiega anche che è proprio la pressione fiscale che deve permettere all’economia italiana di ripartire. Prima l’Imu, poi il non aumento dell’Iva, tutti fattori che appesantiranno meno le casse dei cittadini che potranno permettersi di spendere di più facendo ripartire i consumi che possono dare ossigeno all’economia nazionale.

 

Beppe Grillo e l’economia del paese

Secondo Beppe Grillo non c’è niente di più lontano dalle parole del vicepresidente del Consiglio. Grillo fa sapere che l’economia nazionale è messa male e nel suo blog paragona l’Italia ad un cammello, un cammello che non ha più riserve di acqua ma che davanti a sé ha un lungo deserto da attraversare.

L’Italia è come un cammello. Nelle gobbe non ha più acqua e davanti un deserto che sembra non avere fine...Il Sud è diventato terra di emigrazione come nell’Ottocento. Il debito pubblico batte ogni mese un record, a marzo è arrivato a 2034 miliardi di euro, un aumento di 6 miliardi da febbraio...Chiude un’impresa al minuto, ma con l’aumento dell’Iva da luglio dal 21 al 22 per cento, che porterà in dote 200 euro di costi in più per famiglia, la mortalità è destinata ad aumentare...Le gobbe del cammello Italia sono aride, ma i venditori di miraggi si moltiplicano...Il cammello Italia collasserà e gli italiani, ignari, lo verranno a sapere in prima serata, dopo la pubblicità e prima degli elicotteri”.

 

La Cisl e l’economia italiana

Nel rapporto Industria, contrattazione e mercato del lavorola Cisl diffonde dei dati che non sembrano tranquillizzare. 674 mila sono i posti di lavoro persi dal 2008 al 2013 e 123 mila sono attualmente i posti di lavoro a rischio. Questi ultimi 123 mila posti a rischio potrebbero raddoppiare, se non arrivare a 300 mila, per via delle imprese che attualmente riescono a sopravvivere con la cassa integrazione. Ma non sono tutti i dati dell’ultimo rapporto Cisl:

  • dal 2008 al 2012 l’occupazione è diminuita del 2,4%;

  • dal 2008 al 2012 diminuzione del 6% del Pil;

  • dal 2008 al 2012 diminuzione del 4,3% dei consumi delle famiglie;

  • dal 2008 al 2012 diminuzione del 20% degli investimenti.

A riguardo, Raffaele Bonanni, ha detto che il paese rischia di diventare una “Repubblica fondata sul non lavoro”. Per Bonanni il governo deve assolutamente incentivare l’occupazione e fare delle riforme fiscali che permettano all’economia del paese di ripartire.

Nel suo rapporto, la Cisl, ha elencato anche una serie di proposte per la ripresa dell’economia:

  • infrastrutture all’interno della penisola;

  • aumento dell’esportazione (unico dato rimasto stabile dal 2008 ad oggi);

  • nuove politiche sul lavoro.

Raffaele Bonanni ha aggiunto l’importanza di un confronto tra sindacati e governo sul merito della questione lavoro.

 

Il Presidente della Repubblica sull’economia italiana

Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha annunciato, durante la parata del 2 giugno, che l’Italia sta cercando di superare la crisi con determinazione, sottolineando l’importanza di ripartire sull’occupazione, tema che spaventa sempre di più la popolazione.

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