Kyenge Ius Soli: che cos’è e le intenzioni del ministro integrazione

Kyenge Ius Soli: la cittadinanza italiana si baserà su questo principio. ’’La ministra nera’’, la poligamia, Balotelli e gli insulti del paese meticcio

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Circa un mese fa, nel liceo di Padova, il liceo Cornaro, erano comparse scritte razziste contro il ministro dell’integrazione Cécile Kyenge. Quest’ultima, dopo il suo insediamento nel Governo Letta, è stata soggetta a molte critiche per la sua richiesta di inserire lo Ius Soli. Sicuramente poco gradevoli sono state le contestazioni che la Kyene ha dovuto subire per il colore della pelle, contestazioni di stampo razzialeprovenienti da diversi campi e, con forse poco stupore, anche da politici italiani.

Anche lo stesso calciatore Mario Balotelli aveva, fin da subito, appoggiato la causa dalla Kyenge.

Lo stesso ministro dell’interno era anche stata accusata per quanto concerne la poligamia. Infatti le stesse origini della Kyenge provengono da una famiglia in cui era usanza la poligamia. Su quest’ultima questione la Kyenge ha detto che non intende rinnegare le sue origini.

 

Che cos’è lo Ius Soli

Il termine Ius Soli deriva dal latino e sta a significare “diritto del suolo”. Secondo il principio giuridico dello Ius Soli, un soggetto dovrebbe acquisire la cittadinanza dello stato in cui nasce indipendentemente dalla cittadinanza dei genitori. Lo Ius Soli si contrappone al “diritto di sangue”, in latino Ius Sanguinis, che invece, giuridicamente, impone l’acquisizione della cittadinanza di un paese alla nascita, solo se uno dei due genitori possiede la cittadinanza di quello stesso paese.

 

Il ministro Kyenge sulla cittadinanza italiana

Il ministro dell’integrazione, Cécile Kyenge, parla della cittadinanza sulla base del diritto del suolo. Definisce l’Italia un paese meticcio, un paese che deve necessariamente fare i conti con le diverse etnie che da anni risiedono nel territorio. Per la Kyenge la legge italiana si deve adeguare ai tempi attuali, garantendo diritti e doveri alle diverse etnie che vivono e pagano regolarmente le tasse.

La Kyenge continua, forse alludendo alle offese di stampo razziale ricevute da politici italiani, approfondendo il tema dell’integrazione. Quest’ultima, secondo il ministro dell’integrazione, deve essere tutelata e presa seriamente in considerazione dall’Italia, un paese, ricorda la Kyenge, che ha sottoscritto la convenzione di Ginevra.

Tutte le associazioni che da anni si battono per questo diritto, lo Ius Soli, hanno fatto pressione e appoggiato il ministro dell’integrazione per fare in modo che il parlamento acceleri i tempi sulla questione. La Kyenge ha risposto a tutte le persone coinvolte ed interessate all’argomento, rendendo noto che sta facendo pressione all’interno del Governo Letta sulla questione. Rimane comunque realista il ministro dell’integrazione, sapendo che una simile riforma richiede tempo e quindi implica che lo stesso governo delle larghe intese resti in carica per 5 anni.

Il vertice del Ministero dell’Integrazione ha fatto sapere che sta anche cercando la collaborazione del Ministero dell’Interno, degli Esteri, della Difesa e dell’Istruzione sulla questione Ius Soli, dato che anche questi ministeri giocheranno un ruolo fondamentale nella variazione del diritto di cittadinanza.

 

Il ministro Kyenge e le scritte razziste

Al liceo Cornaro di Padova, dove erano apparse scritte razziste sulla stessa Kyenge, poi cancellate degli studenti dello stesso liceo che avevano invitato il ministro dell’integrazione ad una visita di cortesia, la Kyenge ha spiegato la pericolosità e il valore delle offese razziste, specificando che gli insulti razzisti non sono mai rivolti alla persona, ma sono indirizzati ad intere comunità etniche:

È necessario cambiare l’ottica con cui vengono percepiti questi insulti e queste offese. Infatti non sono indirizzati soltanto alla sottoscritta, ma ogni persona, e i giovani lo stanno dimostrando, stanno rispondendo e facendo vedere questa faccia dell’Italia migliore”.

Le forze politiche sullo Ius Soli

Il tema dello Ius Soli, su cui il ministro dell’integrazione Kyenge sta facendo forti pressioni fin dal primo giorno del suo insediamento, è chiaramente arrivato a tutte le forze politiche.

All’interno del Governo Letta sembra che comunque ci sia una forte unione sul tema, una variazione della cittadinanza che il parlamento sta prendendo in considerazione ma che sembra comunque trovare appoggio dal governo delle larghe intese.

Ovviamente, dati gli insulti da parte di alcuni esponenti e date le loro posizione, rimane contrario il partito che da anni, tra uno scandalo e l’altro della famiglia Bossi, cerca di rendere la Padania “libera” dall’Italia, la Lega Nord.

Il Presidente del Consiglio dei Ministri, Enrico Letta, è sulla stessa linea del ministro dell’integrazione Cécile Kyenge, un ministro adatto al suo ruolo, fa sapere Enrico Letta, scelto apposta per la sua conoscenza in materia.

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