Laura Prati: biografia e storia, da Sindaco alla tragica scomparsa

Laura Prati biografia: le origini, la famiglia, il partito Pd, il Sindaco di Cardano, il sindacato, diritti delle donne, la malattia e la tragica morte

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La biografia e la storia di Laura Prati, la “Sindaca” che ha sempre lottato per i diritti dei meno fortunati e delle donne.

Laura Prati, il Sindaco di Cardano al Campo alla fine non ce l’ha fatta. Si è spenta cerebralmente il 22/07/2013 a seguito della gravi condizioni cliniche dovute alla terribile tragedia che l’aveva coinvolta. A dare la notizia della sua scomparsa è stato Raffaele Cattaneo, il Presidente del del Consiglio regionale della Lombardia.

 

La biografia di Laura Prati

Laura prati è nata in provincia di Varese, nel paese di Busto Arsizio, il 9 dicembre del 1963.

Donna interessata al sociale ma anche molto vicina alla famiglia, si sposa molto giovane con il marito Pino, con cui ha concepito due figli:

Massimo di 21 anni e Alessia di 11 anni.

Nel 1990 si trasferisce dal Comune di Arsizio al Comune di Cardano al Campo.

Lì continua ad esercitare il suo impegno verso la politica e nel sindacato.

Nel 1997 diventa consigliere del comune di Cardano al Campo.

L’incontro poloitico con Mario Aspesi la vedono, nel 2002, entrare a far parte della giunta comunale in qualità di vicesindaco e Assessore alla Pubblica Istruzione, Cultura e Pari Opportunità.

Nel 2010 cerca di espandere il suo impegno politico a livello regionale. Si candida alle elezioni regionali della Lombardia ottenendo un buon risultato, 2.694 preferenze.

Da sempre interessata al sociale e alla politica, con il Partito Democratico si è presentata come Sindaco nel Comune di Cardano al Campo.

Eletta il 6 maggio del 2012 come Sindaco, ha fin da subito cominciato a lavorare per il bene del suo comune, portando avanti i progetti già messi in piedi delle precedenti amministrazioni e cercando di contenere le spese di Cardano al Campo per via della difficile situazione economia del paese.

Tra i suoi principali impegni quello delle associazioni, dei diritti delle donne (un tema molto caro a Laura Prati, per cui si è sempre battuta), l’impegno costante verso i sindacati e i lavoratori e quello della politica.

Laura Prati insisteva molto perché venisse chiamata “Sindaca” e non Sindaco come si usa nella prassi.

Fu eletta al primo turno come primo cittadino del Comune di Cardano al Campo con il 34,39% dei voti.

Tra le sue battaglie onorevoli come Sindaco si ricorda quella del testamento biologico e quella della cittadinanza onoraria per i figli degli immigrati.

Il 2 luglio del 2013 è stata ferita gravemente da un attentato in municipio. Dopo un lungo intervento chirurgico sembrava fuori pericolo. Per via di una neuropatia congenita, le sue condizioni, inizialmente dichiarate stabili, sono precipitate.

Il 22 luglio del 2013, alla giovane e prematura età di 49 anni, i medici dell’ospedale di Varese hanno dichiarato la sua morte celebrale.

 

La morte di Laura Prati

Laura Prati si è spenda cerebralmente il 22/07/2013 dopo essere stata ferita, il 2 luglio scorso, da un vigile urbano che aveva perso la testa. Le sue gravi condizioni l’aveva portata ad essere ricoverata all’ospedale di Varese.

Per diversi giorni i familiari, gli amici e i colleghi avevano sperato in una sua ripresa ma alla fine il Sindaco non ce l’ha fatta. I medici hanno dichiarato la sua morte celebrale, annunciata alla stampa dal Presidente del Consiglio Regionale di Varese, Raffaele Cattaneo.

I medici dell’ospedale di Varese hanno spiegato che la morte celebrale non è stata dovuta dall’attentato di per se, ma ad una neuropatia congenita, malattia di cui soffriva Laura Prati, che è andata fortemente ad aggravarsi a seguito del folle gesto del vigile urbano che aveva ferito gravemente il Sindaco di Cardano al Campo.

 

Il giorno della sparatoria

Era il 2 luglio del 2013. Nel tranquillo Comune di Cardano al Campo (Varese) la giornata sembra svolgersi come di consuetudine e nessuno può immaginare quanto sta per accadere. Infatti in municipio entra un uomo armato fino ai denti che appena si ritrova davanti al Sindaco Laura Prati e il vicesindaco Costantino Iametti spara diversi colpi. I presenti si fanno prendere dal panico, urla, grida e persone che cercano di abbandonare l’edificio. Intanto diversi colpi di pistola e due persone a terra, il Sindaco e il suo vice.

L’uomo armato, dopo aver sparato i primi colpi, abbandona il municipio. Per strada s’imbatte nelle prime pattuglie della polizia locale su cui apre il fuoco. La polizia risponde. Le strade di Cardano al Campo sono nel caos più totale.

Dopo la sparatoria nella piazza principale con le forze dell’ordine, l’uomo armato prende in mano un fucile e si dirige verso la sede della Cgil. I poliziotti non riescono a gestire la situazione. L’uomo estrae una bomba incendiaria e la lancia contro la porta della sede del sindacato. Le fiamme divampano immediatamente. Dopo aver incendiato la sede della Cgil l’uomo spara nuovamente contro le forze dell’ordine ed entra nella sua vettura. Provata dalla sparatoria, la macchina permette all’uomo di allontanarsi e di sparare alcuni colpi contro le volanti dei coraggiosi agenti di Varese che non mollano nonostante l’arsenale del fuggitivo. Pochi istanti ancora e la prontezza delle forze dell’ordine riesce a ribaltare la situazione. L’uomo viene arrestato.

Dopo la mezzora di pura follia che si è svolto tra la piazza principale del paese e il municipio, gli agenti arrestano e identificano l’uomo. Si tratta di Giuseppe Pegoraro, ex vigile urbano nato nel 1952. Laureato e mai sposato, Giuseppe Pegoraro non aveva mai dato segni di squilibrio mentale. Era da sempre appassionato di armi e nella mezzora di fuoco ha dimostrato agli agenti del posto di cosa era capace. Chi lo conosceva lo definisce come un uomo “tutto divisa e lavoro”. Le forze dell’ordine danno il via alla ricostruzione del profilo dell’attentatore e cercano di capire come mai ha preso di mira il municipio e la sede della Cgil. La vicenda risulta subito chiara agli agenti:

nell’ottobre del 2012, Giuseppe Pegoraro, era stato condannato, assieme ad altri colleghi, per truffa ai danni del Comune di Cardano. Secondo quanto riportato dalla sentenza, Pegoraro e i suoi colleghi facevano in modo che un collega timbrasse per tutti, evitando che gli altri agenti dovessero essere presenti all’inizio e alla fine del turno lavorativo. Una condanna del Tribunale di Busto Arsizio a due anni. Dal corpo dei Vigili Urbani era stato sospeso. L’ultima sospensione era quella del 4 giugno del 2013, sospensione di sei mesi che prevedeva anche il blocco dello stipendio (riceveva comunque un sussidio alimentare).

In paese tutti ricordano che si sentiva esasperato dalla condanna e che in alcuni casi, anche se non era stato preso seriamente, aveva dichiarato che avrebbe regolato la faccenda a modo suo. E così si è arrivati alla tragica mattinata del 2 luglio 2013.

Mario Ielpo, cittadino del luogo e amico di Giuseppe Pegoraro, racconta di averlo incontrato quella mattina, di averlo visto parcheggiare davanti al municipio. “Era strano” racconta Ielpo, e Pegoraro gli ha anche detto di allontanarsi dalla zona, ma Ielpo non poteva immaginare quello che stava per accadere.

Dopo aver parcheggiato, Giuseppe Pegoraro ha superato la fila di cittadini che svolgevano le consuete mansioni in municipio, ha incontrato Laura Prati, su cui ha sparato quattro colpi, e il vicesindaco, a cui ha sparato tre colpi.

Laura prati è stata colpita all’addome e all’avambraccio. Subito trasportata all’ospedale di Gallarate è stata operata con urgenza. Sembrava che le sue condizioni potessero migliorare ma la neuropatica congenita di cui soffriva ha fatto peggiorare le sue condizioni di salute che l’hanno portata a morire cerebralmente il 22/07/2013.

Il vicesindaco, dopo la sparatoria, è stato trasportato all’ospedale di Varese. Il colpo di striscio alla testa, all’addome e alla gamba non hanno messo in pericolo la sua vita.

 

La famiglia di Laura Prati

Dopo la scomparsa del Sindaco di Cardano al Campo, confermata dall’ospedale di Varese il 22/07/2013 ore 08:30, la famiglia in un primo momento è rimasta in silenzio e lontana dalla stampa. In un secondo momento, sempre nella triste giornata del 22/07/2013, i familiari hanno fatto sapere che rispetteranno le volontà di Laura Prati, ovvero quella della donazione dei suoi organi.

 

Le razione del mondo della politica

La notizia ha rabbrividito tutta la nazione e il mondo della politica.

Il polico Pippo Civati dal suo blog e dal suo profilo Twitter da la notizia come è nel suo modo di fare, con semplicità, lasciando un semplice messaggio.

Il Presidente del Consiglio Enrico Letta esprime le sue condoglianze e la sua vicinanza alla famiglia, facendosi anche portavoce dell’interno governo delle larghe intese.

La collega di Laura Prati, Laura Boldrini, esprime le sue condoglianze alla famiglia e ci tiene a ricordare la Sindaca, una donna forte per la Boldrini, che si è sempre battuta per i diritti civili, per le donne e che ha perso la vita in servizio.

Nichi Vendola la ricorda, dal suo profilo Twitter, come la donna e il sindaco che apparteneva alla bella politica italiana.

Anche il Sindaco di Roma, Ignazio Marino, esprime un pensiero per la collega ricordando che ha pagato con la vita il rispetto delle regole.

 

I funerali di Laura Prati

I funerali di Laura Prati si svolgeranno il 26 luglio 2013 nel seguente ordine:

camera ardente dalle 10:00 alle 13:00 alla Casa di Paolo VI;

commemorazione civile prevista per le ore 14:00;

cerimonia religiosa per le 17:00.

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