Legge elettorale anti movimento firmata dai deputati Finocchiaro-Zanda

Legge elettorale anti movimento: ddl contro Grillo e il Movimento, il Pd propone lo statuto dei movimenti che rischia di escludere i 5 stelle dalle elezioni

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Anna Finocchiaro e Luigi Zanda del Pd, hanno presentato al Senato della Repubblica un ddl in base al quale tutti i movimento politici senza uno statuto non potranno partecipare alle future elezioni. Secondo il decreto legge per poter partecipare alle elezioni un movimento deve avere la personalità giuridica correttamente registrata ed avvalersi di uno statuto pubblicato nella Gazzetta Ufficiale.

Il ddl Finocchiaro-Zanda creerebbe un notevole cambiamento nell’attuale scenario della politica italiana. Infatti, un simile decreto impedirebbe al Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo (la forza politica che individualmente ha preso più voti alle scorse elezioni politiche) di poter sedere in parlamento.

Quindi se la proposta in questione passasse il Movimento di Beppe Grillo dovrebbe adeguarsi alla nuova legge per poter continuare a rappresentare i 9 milioni di cittadini che gli hanno dato il voto.

 

Le motivazioni del Pd

La proposta alzata in Senato dalla Finocchiaro e da Zanda non è nuova nella vita politica del Partito Democratico. Già nella scorsa legislatura l’ex segretario generale del Partito Democratico, Pier Luigi Bersani, aveva proposto una legge simile. Per il Pd le motivazioni sono legate all’articolo 49 della Costituzione che recita:

Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale”

Per il Pd, la proposta di legge porterebbe una maggiore democrazia all’interno dei movimenti politici che non hanno uno statuto dove non è facile garantire una vita democratica.

Anna Finocchiaro, presidente della commissione Affari Costituzionali in Senato, sottolinea che tale ddl non vuole essere una legge contro il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo, ma semplicemente vuole essere un disegno di legge che possa un domani garantire maggiormente quanto sancito dall’articolo 49 della Costituzione italiana.

Dal Partito Democratico vengono citati gli scandali Lusi e Belsito, Margherita e Lega, per sottolineare l’importanza di questo disegno di legge che eviterebbe eventi in cui i tesorieri riuscirebbero a sottrarre somme ai partiti (come nel caso della Margherita e della Lega). L’attuale legge, per il Pd, fa si che si creino dei bilanci con scarsa trasparenza.

Antonio Misiani, deputato e tesoriere del Pd, si appoggia alle parole della Finocchiaro, precisando che il ddl proposto in Senato non è una misura contro Beppe Grillo ne tanto meno contro il Movimento 5 Stelle, ma semplicemente una proposta di legge che adeguerebbe la vigente legislatura a quella di molti paese europei, dove i partiti e i movimento politici, secondo Misiani, sono sottoposti a controlli più ferrei.

 

Il disegno di Legge Finocchiaro-Zanda

Il disegno di legge proposto da Anna Finocchiaro e Luigi Zanda, si divide in 9 articoli, che richiederebbero ad un movimento politico uno Statuto che indichi i seguenti punti:

  • organi dirigenti del movimento;

  • le funzioni degli organi dirigenziali;

  • indicare i revisori dei conti che devono far parte di un collegio sindacale;

  • assegnazione ad una società di correzione iscritta all’albo che garantisca la massima trasparenza e che certifichi i bilanci.

Inoltre nel ddl firmato da Zanda e dalla Finocchiaro, sono previste regole più rigide nella materia dei rimborsi elettorali. Se un movimento non ha uno statuto non potrà partecipare alle elezioni e non accederà ai rimborsi elettorali.

 

L’influenza che il ddl avrebbe sui 5 Stelle

Se il ddl dovesse trasformarsi in legge, il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo dovrebbe apportare al suo interno delle drastiche modifiche. L’articolo uno del “non statuto” del Movimento 5 Stelle, definisce quest’ultimo una “non associazione” con la sede virtuale che coincide con il blog del fondatore Beppe Grillo. Oltre ai problemi legati al “non statuto”, ci sarebbe un’altra questione che il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo dovrebbe affrontare, quella del titolare dei diritti. Attualmente Beppe Grillo è l’unico titolare dei diritti del Movimento 5 Stelle, con il ddl Zanda-Finocchiaro il potere decisionale che scaturiscono i diritti sarebbero anche nelle mani degli altri soci del movimento.

 

Le reazioni del mondo della politica

Sicuramente la reazione più dura sulla proposta di Zanda e della Finocchiaro arriva da Beppe Grillo che dal suo blog minaccia di non partecipare alla prossime elezioni del il governo vota una simile legge.

Nonostante che le parole di diversi esponenti del Pd definiscano il ddl Zanda-Finocchiaro un disegno di legge per regolamentare i movimenti e i partiti, non sembrano reagire bene gli esponenti del Movimento 5 Stelle, su cui la proposta di legge graverebbe maggiormente in termini di modifiche interne.

Roberto Fico, deputato del Movimento 5 Stelle, attacca la Finocchiaro accusandola di pensare ad un decreto che crei problemi al Movimento 5 Stelle anziché pensare all’ineleggibilità di Silvo Berlusconi. Fico ha aggiunto che il Movimento 5 Stelle sta preparando da giorni il percorso per la presentazione dell’ineleggibilità su Silvio Berlusconi, definendo quest’ultimo gesto un fatto, un fatto che al Partito Democratico non sembra interessare.

Molti anche i commenti di protesta dal blog di Beppe Grillo, dove diversi attivisti si sono schierati contro la proposta della Finocchiaro, ritenendola una mossa studiata per creare problemi al Movimento 5 Stelle.

Polemica anche la senatrice del Movimento 5 Stelle Paola Nugnes che parla dei problemi che la legge Zanda-Finocchiaro creerebbe al Movimento 5 Stelle, un movimento votato da più di 9 milioni di persone.

Sulla stessa linea di Roberto Fico è il deputato, sempre del Movimento 5 Stelle, Sebastiano Barbanti, che invita il Pd a fare qualcosa contro l’ineleggibilità di Silvio Berlusconi e di intervenire su tempi seri, di natura economica, anziché contrastare il Movimento 5 Stelle con simili disegni di legge.

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