Letizia Moratti biografia 2018: carriera del ministro e Sindaco Milano

Letizia Moratti biografia: chi è? Dove e quando è nata? Gli studi fatti, la carriera da imprenditrice e in politicacome ministro e Sindaco di Milano

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Letizia Moratti biografia 2018: chi è? Letizia Moratti è una politica italiana, ex ministro e Sindaco di Milano.

Cosa ci racconta la sua biografia?

Come ha cominciato a fare politica?

Come è diventata Ministro con il Governo Berlusconi?

Come è arrivata alla carica di Sindaco di Milano?

Cosa c'è da sapere sulla sua carriera come imprenditrice?

Ecco la storia della politica tanto discussa per la famosa riforma Moratti.

 

Letizia Moratti biografia 2018

Letizia Brichetto Arnaboldi coniugata Moratti nasce a Milano il 26 novembre 1949. Si laurea nel 1972 all’Università degli Studi di Milano in scienze politiche, lavora poi nell’università come assistente in diritto Comunitario Europeo del prof. Fausto Pocar.

Si sposa con Gianmarco Moratti, imprenditore del settore petrolifero, hanno due figli Gilda e Gabriele impegnati nell’aziende di famiglia.

E’ cognata di Massimo Moratti, presidente della squadra di calcio dell’ Inter e di Milly Moratti ex consigliere comunale a Milano in una lista di centro-sinistra.

La sua carriera imprenditoriale inizia a 25 anni, quando fonda una società di brokeraggio assicurativo con i fondi della famiglia Moratti.

Nel 1990 Letizia Moratti entra nel consiglio d’amministrazione della Comit sempre dell’omonimo gruppo, nel 1994 fino al 1996 viene nominata Presidente della Rai nel primo governo Berlusconi, chiudendo in attivo il primo anno di bilancio, tuttavia il giudizio sul suo operato all’interno del CDA fu giudicato negativo, caratterizzato da molti errori.

Nel 1995 propose un piano di ristrutturazione in vista della privatizzazione delle proprietà pubbliche, piano non ancora attuato. Nel 1999 diventa presidente e amministratore delegato di New Corp Europe, società che si occupa di editoria e di televisione privata di proprietà di Rupert Murdoch, dal 2000 al 2001 fa parte del gruppo Carlyle Europe società in cui i principali fattori d’investimento sono in industrie aerospaziali, difesa, energia, servizi finanziari, sanità, infrastrutture, trasporti, comunicazioni.

 

Letizia Moratti curriculum politico

Letizia Moratti ha ricoperto la carica di Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca con il II e III Governo Berlusconi.

Durante il suo mandato realizza una legge di riforma per il sistema scolastico italiano, la Riforma Moratti, varata con la legge 28 marzo 2003 n.53 che prevede modifiche nell’ordinamento scolastico abolendo la Riforma Berlinguer ripristina il voto in condotta che non manca di suscitare reazioni sia in favore che in sfavore.

La Riforma Moratti verrà poi cancellata dal Governo Prodi dopo le polemiche degli anni precedenti sia da una parte del mondo scolastico che dalla coalizione di centro-sinistra.

Letizia Moratti fu scelta come candidata a sindaco nella coalizione di centro-destra alle elezioni comunali di Milano del 2006.

Si presenta con due liste civiche la” lista Moratti” e la lista “giovani per Milano” superando al primo turno il suo sfidante di centro-sinistra Bruno Ferrante . I giornali scriveranno della spesa sostenuta da Ferrante per la campagna elettorale che si aggira sui 694.000 mila euro e dalla spesa sostenuta e finanziata dal marito della Moratti, Gianmarco di 6.335.000 euro.

Nel 2011 si ricandida per la seconda volta alla carica di sindaco di Milano sempre nella coalizione di centro-destra contro lo sfidante Giuliano  Pisapia  di centro-sinistra che lo vedrà vincitore al ballottaggio con il 55% di preferenze, la Moratti sarà consigliere comunale d’opposizione, incarico dal quale darà le dimissioni nel 2012, lascerà anche il partito della Casa delle Libertà per seguire il progetto della nascita di un terzo polo Futuro e Libertà per l’Italia.

La Moratti è stata nominata Commissario con Delega a predisporre gli interventi necessari per migliorare la candidatura di Milano quale sede di EXPO 2015, con un’ordinanza del Consiglio dei Ministri del 2007, il 31 marzo del 2008 l’EXPO 2015 è assegnato alla città di Milano, battendo la candidatura della città turca di Smirne.

Nel 2008 la sua giunta delibera l’entrata in vigore dell’Ecopass a Milano, un pedaggio urbano attivo nella Cerchia Dei Bastioni a carico dei veicoli più inquinanti, provvedimento che non fu condiviso neanche dai suoi assessori e consiglieri di Palazzo Marino, la Moratti annuncia un referendum per sanare la questione ma da fare dopo le elezioni del 2011 ma dopo la prima votazione che portava al ballottaggio, nella campagna elettorale ne annuncia l’abolizione a partire dal 1 ottobre.

 

Letizia Moratti iniziative legge

La Moratti sindaco eredita dalla giunta Albertini un piano che prevede la creazione di 64000 posti auto sotterranei nel centro della città, decide ci continuarne l’operatività ma si scontra con ritardi e costi, con varianti volute dalla sua giunta lasciando inagibile per anni piazze e monumenti tanto da far dichiarare al sindaco che “il piano parcheggi” è stato un errore.

Il 2010 da l’autorizzazione alla sperimentazione delle auto elettriche in città con la realizzazione dei relativi punti di ricarica sparse nella città.

 

Letizia Moratti procedimenti giudiziari

Nella sua carica a sindaco di Milano, Letizia Moratti è stata condannata dalla Corte dei Conti a risarcire il comune per aver licenziato 10 dirigenti comunali affidando contemporaneamente 54 incarichi a consulenti esterni, spesso senza requisiti. Era stata iscritta nel registro degli indagati nell’inchiesta sugli “incarichi d’oro”.

Nel 2010 il tribunale civile di Milano accogliendo il ricorso presentato contro il comune, il ministro Roberto Maroni e il prefetto Gian Valerio Lombardi, la stessa Moratti , delibera in sentenza la mancata assegnazione da parte del comune a 10 famiglie rom di case popolari che il comune aveva precedentemente firmato in un progetto di autonomia abitativa, ha agito sottolinea la sentenza “l’origine etnica dei rom” in quanto amministratori e politici, avevano già dichiarato alla stampa che nessun alloggio sarebbe stato assegnato ai rom.

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