Mastrangeli espulso: gli elettori lo cacciano per via del regolamento

Mastrangeli espulso: gli elettori del Movimento 5 Stelle cacciano il senatore per non essersi attenuto al regolamento. Minacce di ricorso in tribunale

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Nel codice di comportamento dei parlamentari al Movimento 5 Stelle vi è redatta la seguente regola: I parlamentari del M5S riuniti, senza distinzione tra Camera e Senato, potranno per palesi violazioni del Codice di Comportamento, proporre l’espulsione di un parlamentare del M5S a maggioranza. L’espulsione dovrà essere ratificata da una votazione on line sul portale del M5S tra tutti gli iscritti, anch’essa a maggioranza”.

Dopo le polemiche sulle continue apparizioni del Senatore 5 Stelle Marino Mastrangeli ai talk show (nonostante che lo stesso regolamento dei parlamentari del Movimento 5 Stelle recitasse “Evitare la partecipazione ai talk show televisivi”) una commissione parlamenta del Movimento 5 Stelle, mandata in diretta streaming, aveva optato per l’espulsione del senatore Marino Mastrangeli. Nella stessa commissione parlamentare vi erano stati toni molto accesi, soprattutto da parte dello stesso Marino Mastrangeli, adirato per la proposta della sua espulsione e che in uno dei suoi interventi aveva chiesto di proporre la sua eventuale espulsione agli elettori del Movimento 5 Stelle.

 

Le reazioni all’interno del Movimento

Molti componenti del Movimento 5 Stelle rimproveravano a Marino Mastrangeli di rovinare la reputazione del Movimento con i suoi interventi in tv. Anche il poco tempo che dedicava al suo incarico come senatore era un motivo che lo faceva spesso ammonire, gli altri parlamentari lo invitavano a non perdere tempo dietro la tv e la sua pagina facebook.

Sembrerebbe che la notizia del suo allontanamento abbia rallegrato il gruppo parlamentare del Movimento, che da tempo si sentiva a disagio per la poca osservanza delle regole da parte di Mastrangelo. Da alcuni commenti di ieri pomeriggio, si sentivano i parlamentari scherzare sul fatto che Mastrangeli abbia cercato in giornata di contattare Ballarò per una puntata che però gli è stata negata dato che non appartiene più al Movimento. “C’è sempre la D’Urso” commentano alcuni senatori.

Ma scherzi a parte non si può proprio dire che sia un’espulsione dettata da Beppe Grillo.

 

Votazioni espulsione di Marino Mastrangeli

Alle votazioni, richieste dallo stesso Mastrangeli, hanno partecipato il 40% degli iscritti al Movimento 5 Stelle al 31 dicembre 2012. L’88,8% ha votato per la sua espulsione, contro il 11,2% che optava, invece, per la sua non espulsione. A conti fatti, il 40% dei votanti si sarebbe espresso nel seguente modo: 17.117 voti per il si e 2.164 per il no. Un totale di 19.341 votanti su 48.292.

Così, Marino Mastrangeli è stato espulso dal Movimento 5 Stelle e, nonostante le sue dichiarazioni nelle quali sosteneva che si sarebbe dimesso dal Movimento se gli fosse stato chiesto dagli elettori, i suoi legali minacciano di fare ricorso.

 

Il ricorso di Marino Mastrangeli

I suoi legali promettono ricorso nelle opportune sedi giudiziarie. Marino Mastrangeli aveva detto, durante l’assemblea parlamentare che lo incriminava, che si sarebbe dimesso solo per volere degli elettori. E i suoi elettori hanno espresso il loro giudizio. Mastrangeli non appartiene più al Movimento 5 Stelle per non essersi attenuto al regolamento.

I legali di Mastrangeli, Luigi Piccarozzi e Roberto Ricci, contestano il fatto che l’espulsione del senatore è stata proposta dall’assemblea parlamentare del Movimento 5 Stelle alla quale, secondo anche lo stesso Mastrangeli, mancavano 72 parlamentari.

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