Matteo Renzi biografia 2017: moglie figli programma riforme dimissioni

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Matteo Renzi biografia 2017 dell'ex Sindaco di Firenze, oggi ex Presidente del Consiglio dopo la disfatta del voto referendario del 4 dicembre.

Chi è Matteo Renzi, il rottamatore che ha stravolto il Pd e preso in mano l'esecutivo italiano introducendo molteplici riforme tra cui il Jobs Act e che almeno per il momento è stato rottamato dal 59,11% del No a referendum costituzionale?

Dalle origini alla politica, la storia del giovane fiorentino con le sue curiose apparizioni televisive, da La Ruota della Fortuna ai discorsi in inglese.

 

Matteo Renzi biografia 2017:

Matteo Renzi biografia 2017, la storia del politico italiano nato a Firenze l'11 gennaio del 1975, da una famiglia numerosa; la madre Laura Bovoli dopo essersi sposata con Tiziano Renzi (personaggio appartenente alla vita politica italiana, infatti consigliere nel comune di Rignano sull’Arno dal 1985 al 1990 per la Dc) diede alla luce 4 figli, di cui Matteo Renzi era il secondo.

Cresciuto nel paese dei genitori, Rignano sull’Arno, Matteo Renzi studia nella città di Firenze.

Dopo aver concluso gli studi nel Liceo Ginnasio di Dante, si iscrive all'Università di Firenze dove si laurea in Giurisprudenza.

Amante della politica, concentra tutta la sua vita su di essa, partendo e rimanendo legato al centrosinistra, corrente politica con la quale arriva a cariche istituzionali molto importanti, da quella di Sindaco nel Comune di Firenze fino alla carica di Presidente del Consiglio dei Ministri.

La peculiarità di quest'ultimo incarico è che Matteo Renzi non è stato eletto direttamente dal popolo, ma si è ritrovato a dirigere l'Esecutivo in un momento molto delicato per il paese, dove la forte divisione politica ha dato vita alle cosiddette larghe intese; infatti fu proprio l'ex Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano a dare l'incarico per un nuovo Governo al Rottamatore dopo le dimissioni di Enrico Letta.

Uomo politico più discusso degli ultimi anni, Matteo Renzi ha introdotto molte novità all'interno del sistema giuridico italiano, operando la sua politica in un contesto molto delicato.

Ma la sua vita non è solo politica, come lo dimostra il grande amore che ha per la moglie e per la sua famiglia.

 

Il programma politico e le riforme 1000 giorni di Governo:

Matteo Renzi ha un programma politico molto vasto, che va dall’inasprimento delle pene sul codice della strada (come lo ha dimostrato nel Comune di Firenze dove si è battuto fortemente per cercare di diminuire le morti dovute agli incidenti stradali mediante l’inasprimento delle pene e la creazione del reato Omicidio Stradale), alla lotta alla casta.

Tra i punti fondamentali del programma politico di Matteo Renzi c'era quello della tassazione del lavoro dipendente che prevede un aumento dei 100 euro in busta paga per i dipendenti a seguito di una diminuzione di tasse sugli stipendi degli stessi.

Un punto che il giovane rottamatore ha pienamente mantenuto con i famosi 80 euro in busta paga del Governo Renzi.

Tra gli altri punti fondamentali del programma politico di Matteo Renzi:

  • copertura di asili nido per il 40% del territorio entro il 2018;

  • sostegno alla piccola/media impresa mediante i fondi europei;

  • diritti civili per le coppie omosessuali (secondo il principio civil partnership inglesi);

  • forte lotta all'evasione fiscale concentrata sugli evasori grandi e totali;

  • adeguamento sulla legge inerente alla fecondazione artificiale alle normative europee (l.40/2004);

  • pene più severe per la corruzione;

  • divorzio veloce per i coniugi consensuali che non hanno avuto figli;

  • meccanismi per avvicinare gli investimenti esteri nel paese;

  • riduzione/abolizione dei rimborsi ai partiti;

  • diminuzione dei parlamentari e delle indennità.

E per quanto Matteo Renzi sia un personaggio politico discusso dall'opinione pubblica, non appena diventato Presidente del Consiglio dei Ministri ha dato forma al suo programma politico con diverse riforme, come:

Queste sono state alcune delle diverse riforme messe in atto dal Governo di Matteo Renzi.

Molto discusso è stato l’incontro tra il rottamatore e Silvio Berlusconi. Il 6 dicembre del 2010 l'allora Sindaco di Firenze si reca ad Arcore dove incontra Silvio Berlusconi, con cui discute su alcuni temi legati all’amministrazione della città di Firenze. Dopo l’incontro, la notizia dilaga, creando diverse polemiche soprattutto da parte degli stessi elettori del Partito Democratico.

Il secondo e storico incontro è quello legato al famoso Patto del Nazareno Berlusconi Renzi, un accordo fatto tra i due per poter mandare avanti il Governo ma che poi è venuto meno, con la rottura dei rapporti politici tra i due principali esponenti di centrodestra e centrosinistra.

 

Il curriculum e la carriera politica di Matteo Renzi:

Il curriculum e la carriera politica di Matteo Renzi inizia presto; infatti già durante gli anni del liceo si dimostra legato politica.

Nel 1996 si iscrive al Partito Popolare Italiano e contribuisce alla creazione dei Comitati Prodi.

Nel 1999 diventa segretario provinciale del Partito Popolare Italiano.

Nel 2001 diventa coordinatore del partito Margherita e nel 2003 segretario provinciale dello stesso partito.

Matteo Renzi e il movimento della rottamazione e rottamatori Pd sono legati dalle idee politiche di rinnovazione all’interno del Partito Democratico. Così il 29 agosto del 2010 propone di cambiare il Partito Democratico (un cambiamento che il giovane fiorentino chiama la Rottamazione senza incentivi). Così, dal 5 al 7 novembre dello stesso anno, organizza un’assemblea dal nome Prossima Fermata: Italia (organizzata presso la Stazione Leopolda di Firenze). L’organizzazione dell’assemblea vede la collaborazione del rivale Giuseppe Civati e Debora Serracchiani. L’assemblea risulta essere un successo e da essa nasce la Carta di Firenze, propria del movimento dei renziani. I sostenitori principali dei rottamatori sono:

  • Matteo Richetti (Presidente dell’Assemblea Legislativa dell’Emilia Romagna);

  • Davide Faraone (deputato della Regione Sicilia);

  • Giuseppe Civati (consigliere della Regione Lombardia).

Ma fin da subito i “rottamatori” trovano molte adesioni nella vita politica, tra cui:

  • Andrea Marcucci;

  • Roberto Della Seta;

  • Francesco Ferrante;

  • Pietro Ichino;

  • Luigi Lusi;

  • Luigi Bobba;

  • Roberto Giachetti;

  • Maria Paola Merloni;

  • Ermete Realacci;

  • Giuseppina Servodio.

Sulla linea dell’assemblea Prossima Fermata: Italia del 2010, l’anno seguente, nel 2011, Matteo Renzi organizzata un’assemblea analoga dal nome Big Bang, che è risultata essere un vero successo con ben tre giorni di continui interventi. Tra i partecipanti a quest’ultima assemblea:

  • Davide Faraone;

  • Matteo Richetti;

  • Alessandro Baricco;

  • Edoardo Nesi;

  • Luigi Zingales;

  • Guido Ghisolfi;

  • Martina Mondadori;

  • Alberto Castelvecchi;

  • Fausto Brizzi;

  • Pif;

  • Giorgio Gori;

  • Sergio Chiamparino;

  • Arturo Parisi;

  • Ermete Realacci;

  • Pietro Ichino;

  • Maria Paola Merloni;

  • Graziamo Delrio;

  • Salvatore Vassallo;

  • Matteo Mecacci;

  • Federico Berruti.

Alcuni esponenti del Partito Democratico, più vicini a Pier Luigi Bersani, hanno alzato delle polemiche in merito a quest’ultimo evento per le diversità di idee che si sono create all'interno dello stesso partito.

Dato anche il successo dell’assemblea Big Bang, nel 2012 Matteo Renzi porta avanti il terzo evento dal titolo Italia Obiettivo Comune. Svolto al Palacongressi di Firenze, l’assemblea Italia Obiettivo Comune è stata nuovamente un successo a cui hanno partecipato moltissimi esponenti del Pd. Tra i partecipanti:

  • Davide Faraone;

  • Giorgio Gori;

  • Andrea Sarubbi,

  • Andrea Ballerè;

  • Debora Seracchiani;

  • Salvatore Vassallo;

  • Graziano Delrio;

  • Vincenzo De Luca.

Le primarie del Pd 2012 arrivano al comizio di Verona il 13 settembre 2012 dove Matteo Renzi rende pubblica la sua candidatura; successivamente comincia un tour in Italia con un camper mediante il quale raggiunge tutte le provincie della penisola.

I contendenti alle primarie del Pd 2012:

  • Matteo Renzi (Sindaco di Firenze),

  • Pier Luigi Bersani (segretario generale del Pd);

  • Nichi Vendola (Presidente della Regione Puglia);

  • Laura Puppato (consigliere della Regione Veneto);

  • Bruno Tabacci (Assessore al Bilancio del Comune di Milano).

Il 25 novembre del 2012, alle votazioni, Matteo Renzi ottiene il secondo posto con il 35,5% dei voti. Al primo posto Pier Luigi Bersani (44,9%). Renzi fu il candidato più votato nelle regioni di sinistra.

Al secondo turno, 2 dicembre 2012, Matteo Renzi ottiene 39,1% e viene sconfitto da Bersani che, invece, ottiene il 60,9%.

La candidatura alle primarie del Pd 2012 di Matteo Renzi è stata oggetto di forte critiche da parte di esponenti del Partito Democratico come Rosy Bindi, Massimo D’Alema e Stefano Fassina (quest’ultimo accusò il Sindaco di Firenze di aver copiato alcuni punti del programma elettorale di Pier Luigi Bersani). Le critiche a Metto Renzi per la sua candidatura, sono arrivate anche da parte di Nichi Vendola. Nonostante le contestazioni interne al partito, Matteo Renzi appoggia Pier Luigi Bersani durante la campagna elettorale delle elezioni politiche del 2013. Ecco i passaggi che hanno portato il giovane fiorentino da Sindaco di Firenze a Presidente del Consiglio dei Ministri.

 

Sindaco di Firenze, Presidente del Consiglio e le dimissioni al Quirinale:

Sindaco di Firenze, Presidente del Consiglio e il Quirinale, le cariche a cui Matteo Renzi ha aspirato da sempre e alle quali sta mettendo mano con la sua carriera politica.

Matteo Renzi è stato Presidente della Provincia di Firenze. Alle elezioni del 12 e del 13 giugno 2004 ottiene il 58,8% dei voti nella coalizione di centrosinistra, diventando Presidente della Provincia di Firenze, ruolo che ha rivestito tra il 2004 e il 2009.

Fin da subito fa intendere la sua voglia di combattere la casta e gli sprechi della politica. In merito dichiara che durante il suo mandato come Presidente della Provincia, ha diminuito il personale al servizio della vita politica e di conseguenza le stesse tasse provinciali. In disaccordo con quest’ultima affermazione di Matteo Renzi ci sarebbe un’indagine aperta dalla Corte dei Conti sulle spese di rappresentanza effettuate dalla Provincia di Firenze durante il mandato di Matteo Renzi, spese che ammonterebbero a 600.000 mila euro. Il 5 agosto del 2011, Renzi è stato condannato in primo grado dalla Corte dei Conti al pagamento di euro 14.000 per danno erariale. Matteo Renzi ha fatto ricorso alla Corte d’Appello; confidando nella giustizia, e rendendo tutto pubblico, la Corte dei Conti, il 6 febbraio 2015, ha annullato la condanna di primo grado, facendo decadere ogni accusa nei confronti del giovane fiorentino.

Candidatosi alle primarie del Pd per le elezioni del Sindaco di Firenze, il 29 settembre del 2008, Matteo Renzi, il 15 febbraio del 2009, a sorpresa, ottiene la fiducia da parte degli elettori del Partito Democratico, ottenendo il 40,52% dei voti.

Alle elezioni del 9 giugno arriva primo (47,57%), senza ottenere la maggioranza necessaria per essere eletto sindaco. Il secondo candidato, con cui Renzi si scontrerà al ballottaggio, è Giovanni Galli, della coalizione di centrodestra che raggiunge il 32% dei voti.

Al ballottaggio che si è successivamente svolto il 22 giugno del 2009, Matteo Renzi, con il 59,96% dei voti, diventa Sindaco di Firenze.

L’anno successivo, il 2010, diversi sondaggi elettorali lo danno come il Sindaco più amato del paese.

Matteo Renzi è stato il primo a far approvare ad una grande città come Firenze, un Piano Strutturale a Volumi Zero, piano che prevede la costruzione edilizia solamente a seguito di demolizione di edifici già esistenti. Nello stesso Piano Strutturale a Volumi Zero, il Sindaco di Firenze difende anche il centro cittadino, imponendo che nel futuro possano entrare solamente auto elettriche nella zona ZTL di Firenze. Quest’ultimo punto sembra molto interessare a Matteo Renzi che nel 2011 fa un nuovo piano di pedonalizzazione che comprende zone molto importanti della città.

Nonostante la rivalità con Pier Luigi Bersani, Matteo Renzi lo appoggi alle elezioni politiche del 2013. Tuttavia le divergenze politiche tra i due leader del Partito Democratico riprendono quasi subito, ovvero con l'elezione del nuovo Presidente della Repubblica per le quali l'allora Sindaco di Firenze critica la candidatura di Franco Marini e Anna Finocchiaro.

Nello stesso anno Matteo Renzi si candida come Segretario Generale del Partito Democratico; tra i suoi sfidanti ci sono Gianni Cuperlo e Pippo Civati. L'8 dicembre del 2013 con il 67,5% dei voti Matteo Renzi viene eletto Segretario Nazionale del PD. E mentre il giovane fiorentino prende in mano le redini del centrosinistra, l'anno successivo arriva la svolta politica che lo vede arrivare al vertice di un nuovo Governo.

Dopo le dimissioni di Enrico Letta, Matteo Renzi viene incaricato il 16 febbraio 2014 da l'ex Capo dello Stato Giorgio Napolitano a formare un nuovo Governo.

Il 18 e il 19 febbraio svolge le consultazioni con i diversi Gruppi Parlamentari e con grande abilità, dopo che il Quirinale scioglie la riserva il 21 febbraio, Matteo Renzi presenta i nuovi ministri da lui indicati; è il 22 febbraio 2014 e il giovane fiorentino presta giuramento con il nuovo Governo Renzi che ottiene la fiducia del Senato della Repubblica (24 febbraio) e della Camera dei Deputati (25 febbraio).

4 dicembre 2016: Renzi perde il referendum Costituzionale e annuncia le sue dimissione. Durante il discorso di addio, chiarisce che visto la disfatta referendaria, spetta ora all'opposizione presentare delle proposte per la nuova legge elettorale visto che l'Italicum è previsto solo per la Camera ma non per il Senato.

5 dicembre 2016: Matteo Renzi sale al Colle per rassegnare le dimissioni.

 

Matteo Renzi la moglie Agnese Landini e i figli

La moglie e i figli di Matteo Renzi sono sempre stati lontani dalla vita pubblica dell'ex Sindaco di Firenze; infatti a quest'ultimo non è mai piaciuto mischiare la sua vita politica con quella familiare.

Nello stesso anno della laurea, 1999, Matteo Renzi si sposa con un’insegnante di liceo, Agnese Landini. Insegnate precaria di lettere, la signora Renzi, fin da subito fa capire alla stampa e all’opinione pubblica che non ama stare sotto i riflettori, infatti in sporadiche occasioni appare alle curiose telecamere.

Una moglie esemplare quella di Matteo Renzi, per la quale viene sempre prima la famiglia.

In una delle poche interviste concesse alla stampa, la signora Renzi ha dichiarato che non intende far si che lei e i suoi figli siano continuamente messi al centro dell'attenzione mediatica per la vita politica del marito. Attualmente vivono alle porte di Firenze, Pontassieve.

Un episodio molto emozionante fu quello delle elezioni primarie. Dopo essersi candidato, Matteo Renzi, dal palco, chiese scusa alla moglie per quella scelta, una scelta che avrebbe portato lo stesso lontano dalla famiglia. Agnese Landini, in quell’occasione si commosse pubblicamente, ma come al suo solito, rimase sempre a fianco del marito.

 

Matteo Renzi sulla rivista Chi

La curiosa copertina di Matteo Renzi sulla rivista Chi:

Ultimamente il Sindaco di Firenze Matteo Renzi, è apparso sulla rivista Chi, del gruppo Mondadori. Nell’articolo del settimanale, Matteo Renzi ha rilasciato un intervista in cui difendeva il suo intervento ad Amici di Maria De Filippi, un modo, secondo Renzi, di arrivare ai giovani.

“Penso sia giusto arrivare a tutti. I ragazzi che guardano Amici non sono di serie B rispetto ad altri. Mi è sembrata una polemica ideologica da radical chic. Io voglio parlare ai giovani e agli anziani e, per fare questo, devo essere capace di adoperare il loro linguaggio, devo andare nelle trasmissioni che guardano e nei luoghi che frequentano. Il mio dovere è essere diretto e non elitario”.

Nel servizio fotografico fatto da Chi, lo stesso Renzi appare con una giacca di pelle e una posa che ricordano il protagonista di Happy Days, Fonzie. Forse un altro modo per avvicinarsi ai giovani. 

 

Il video La Ruota della Fortuna, il discorso in inglese e Amici di Maria De Filippi

Il video La Ruota della Fortuna, il discorso in inglese e Amici di Maria De Filippi, appartengono alle curiose apparizioni pubbliche di Matteo Renzi.

Ha infatti avuto molta popolarità il video che riprende il giovane politico e Mike Bongiorno durante uno show televisivo di quest'ultimo. Appena maggiorenne da un anno, nel 1994, all’età appunto di diciannove anni, Matteo Renzi partecipa a cinque puntate della trasmissione La ruota della Fortuna, quiz televisivo italiano condotto da Mike Bongiorno. Durante le 5 puntate, Matteo Renzi riesce a vincere 48 milioni di lire.

Un’altra curiosità della comparse televisiva dell’allora giovanissimo Matteo Renzi, fu la richiesta di comprare una vocale alla quale associò il nome della moglie, Agnese Landini:

Mike, posso comprare una vocale? Vorrei la A di Agnese”.

Ecco il video di Matteo Renzi alla Ruota della Fortuna:

 

Molto “cliccati”, nonché commentati, i discorsi che Matteo Renzi che ha fatto in giro per il mondo in inglese, dalle apparizioni televisive nei canali di oltre confine, fino agli interventi nelle istituzioni internazionali, dove l'inglese di Matteo Renzi non è spesso stato dei migliori, almeno sotto il punto di vista della pronuncia, creando diverse e divertenti parodie che oggi popolano il web.

Tuttavia Matteo Renzi non sembra essere un tipo permaloso e anzi, spesso si ritrova ad ironizzare lui stesso della sua persona, restando comunque sempre serio nel contesto politico ed istituzionale.

Giovane politico, Matteo Renzi partecipa anche a diverse trasmissioni che attualmente sono seguite dai giovanissimi, come Amici di Maria De Filippi. Tra le apparizioni televisive di Matteo Renzi, quest'ultima è stata sicuramente quella più discussa dal mondo politico, ma anche dal mondo dello spettacolo; durante la trasmissione l'ex Sindaco di Firenze fece un lungo discorso al pubblico e ai partecipanti.

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