Matteo Renzi contro il Pd: togliere l’Imu è la cambiale di Berlusconi

Matteo Renzi contro il Pd. Parla della sua candidatura alla segreteria generale del Partito Democratico e promuove il suo libro pubblicato dalla Mondadori

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In una serie di interviste a Radio 24 e Porta a Porta, Matteo Renzi solleva enormi critiche contro il Partito Democratico. Parla dell’Imu che per Renzi è semplicemente una mossa con cui Berlusconi ha tenuto sotto ricatto il Pd (la cambiale di Berlusconi secondo Renzi), parla delle sue intenzioni alla candidatura come segretario generale, parla della sconfitta elettorale di Pier Luigi Bersani e di Marini, quel Marini che, secondo il Sindaco di Firenze, lo ha chiamato per l’elezione del Capo dello Stato (voce smentita dallo stesso Marini che ha definito Matteo Renzi un bugiardo).

 

Matteo Renzi riprende il Pd sull’Imu

Matteo Renzi, durante una intervista a Radio24, critica le scelte del Pd all’interno del Governo Letta. Il Sindaco di Firenze parla chiaramente dell’Imu facendo sapere che togliere l’imposta sulla prima casa è stata chiaramente una mossa voluta da Silvio Berlusconi ed un regalo che il Pd ha fatto al Popolo delle Libertà, il cui leader, il Cavaliere, tiene in pugno e sotto ricatto il Partito Democratico. Per Matteo Renzi abbassare l’Imu non significa molto, il tema importante è cosa si vuole fare e dove si vogliono trovare i soldi. Sul merito Renzi parla del suo comune, dove la sua amministrazione ha abbassato l’irpef.

Una delle prime repliche alla parole del Sindaco di Firenze, che sembrano aver infastidito buona parte del Pd, arrivano dal segretario generale Guglielmo Epifani che invita Renzi ad aspettare a parlare dato che il Governo Letta ha appena cominciato ad operare e che quindi i giudizi sono ammessi a riforma ultimata.

 

Renzi sulla campagna elettorale del Pd

Dopo Radio 24, Renzi attacca il Pd a Porta a Porta sulla questione della campagna elettorale. Secondo Matteo Renzi sono state le scelte sbagliate di Pier Luigi Bersani in campagna elettorale a far perdere le elezioni al centro sinistra. Elezioni che il Pd ha vinto per pochi voti ma che, date le preferenze che aveva sul Pdl, per il Sindaco di Firenze sono state una sconfitta. Sconfitta che non solo non gli ha permesso di governare, ma che ha anche fatto riemergere il centrodestra che dopo l’ultimo Governo Berlusconi non sembrava avere più speranze.

 

Renzi e la candidatura alla segreteria

Quello del ruolo di segretario generale all’interno del Pd è un tema che per il momento è stato affrontato con la figura di Guglielmo Epifani. Matteo Renzi ci tiene a precisare, dopo aver ripreso il suo partito, che non intende partecipare all’elezione del segretario generale, previste per il mese di ottobre. Secondo Renzi, la sua partecipazione a ricoprire tale ruolo, lo farebbe apparire come un personaggio politico che è solamente interessato a ricoprire una poltrona. Inoltre Matteo Renzi aggiunge che il Pd la deve smettere di farsi tenere sotto ricatto da Silvio Berlusconi e che tra il governo e il partito lui sceglie l’Italia. Ed è proprio quest’ultimo concetto che fa rimanere il Sindaco di Firenze nella sua città.

 

Matteo Renzi sul Governo Letta

È sempre a alla trasmissione di Bruno Vespa che Matteo Renzi parla chiaramente di quello che pensa del Governo Letta. Per Renzi il governo delle larghe intese è frutto del risultato elettorale. Ma questo non è per sempre e Renzi sostiene che si dovrebbe fare la legge elettorale, le riforme principali per far ripartire l’economia e poi andare al voto. Per Matteo Renzi l’unione Pd-Pdl non sembra essere una soluzione troppo vicina ai suoi ideali.

 

Renzi sulla candidatura del Capo dello Stato

Ricorda, Matteo Renzi, a Radio24, la vicenda che divise il Pd durante l’elezione del Capo dello Stato. In merito il Sindaco di Firenze racconta un inedito su Marini. Renzi dichiara di aver ricevuto una telefonata da Marini prima delle votazioni alla quirinarie e lo stesso Marini gli chiese l’appoggio politico per la sua candidatura, sottolineando che al Quirinale ci voleva una persona cattolica come lui. Per Renzi la telefonata di Marini, fino alle sue dichiarazioni nascosta all’opinione pubblica, fu un gesto non corretto, un gesto che fece arrabbiare il “rottamatore” del Pd dato che non si trattava dell’elezione dei vescovi ma del Presidente della Repubblica. Marini dopo aver appreso quanto detto da Renzi, smentisce le parole del Sindaco di Firenze, dandogli del bugiardo. Fu Renzi a contattarlo, dice Marini, e non parlarono affatto della sua candidatura. Poi Marini da la versione integrale di quanto accaduto:

Nel primo pomeriggio di venerdì 5 aprile un dirigente del Pd fiorentino viene nel mio ufficio a Palazzo Giustiniani chiedendomi di fare una telefonata al presidente del Consiglio regionale della Toscana per invitarlo a rinunciare alla sua elezione a grande elettore per il presidente della Repubblica, a favore di Renzi. Rispondo che una telefonata del genere non l’avrei mai fatta, tanto più che Alberto Monaci in quel periodo aveva anche dei problemi di salute. Dopo mi passa il suo cellulare dicendomi che c’è Renzi in linea per un saluto. Ci scambiamo il saluto senza affrontare alcuna questione, noto soltanto che Renzi è particolarmente gentile. Il presidente del Consiglio Regionale della Toscana venne scelto con voto segreto come grande elettore. Sulla questione ci furono in Toscana e a livello nazionale furiose polemiche per la esclusione di Renzi. Questo è tutto”

 

Renzi e il libro

Alle accuse che Matteo Renzi aveva ricevuto sulla pubblicazione del suo ultimo libro, Oltre la rottamazione, pubblicato dalla Mondadori di Silvio Berlusconi, il Sindaco di Firenze non sembra gradire la questione politica di tale scelta e attacca nuovamente il suo partito dicendo che lui con Berlusconi ci ha fatto un libro mentre “loro” ci hanno fatto il governo. Infine dichiara che la Mondadori è una grande casa editrice, che pubblica autori di tutti i generi e che trova sterile alzare una questione politica su tale scelta.

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