Matteo Renzi riforme istituzionali: quali riforme si devono attuare

Matteo Renzi riforme istituzionali: cosa sono e quali riforme il Governo Letta dovrebbe attuare a seguito del dibattito sulla riforma costituzionale

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Dopo le ultime dichiarazioni sul Governo Letta, su Silvio Berlusconi e sul suo partito di appartenenza, Matteo Renzi, durante la presentazione del suo libro a Roma, Oltre la rottamazione, parla delle riforme istituzionali. Risponde ai giornalisti facendo sapere che non ha mai cercato di far cadere il governo delle larghe intese. Ma il suo tono è critico verso il governo. Per Matteo Renzi, il Governo Letta deve portare avanti le riforme e non perdere tempo.

 

Riforme istituzionali cosa sono?

Da diverso tempo in Italia si sta cercando di modificare l’assetto costituzionale della Repubblica italiana sotto alcuni punti. Dopo le ultime elezioni politiche, elezioni del 24/25 febbraio 2013, si è ulteriormente sottolineata la problematica legata alle istituzioni italiane, politicamente bloccate. Il Governo Letta, come aveva promesso al Capo dello Stato durante la sua formazione, sta cercando portare avanti queste modifiche, modifiche che andranno a cambiare una parte della nostra Costituzione secondo le modalità previste dall’articolo 138 della stessa Costituzione italiana.

 

Matteo Renzi sulle riforme istituzionali

Abolite il Senato e fare la riforma elettorale, oppure vuol dire che vivacchiate”.

Queste le parole di Matteo Renzi, nuovamente critico verso il centrodestra e il centrosinistra. Per il Sindaco di Firenze la prima cosa che il governo delle larghe intese deve fare è la riforma della Costituzione. Bisogna togliere il Senato e poi fare la nuova legge elettorale secondo Renzi. Un passo importante l’eliminazione del Senato della Repubblica, passo che permetterebbe di avere un nuovo sistema elettorale che renderebbe il paese governabile. Per Matteo Renzi il governo non deve tirarsi indietro e i parlamentari non devono avere paura di affrontare la riforma costituzionale, altrimenti non si arriva da nessuna parte, ma si rimane allo stesso punto in cui si è oggi, punto in cui il paese non può permettesi di rimanere.

E’ una scommessa. Se siamo coraggiosi lo facciamo. Se non siamo pronti poi non ci lamentiamo della legge elettorale più brutta possibile. Io non sto mettendo furia al governo perché voglio accelerare. Macchè accelerale. Ma un governo è serio se fa le cose non se vivacchia. Si abbia il coraggio di fare la riforma costituzionale eliminando il Senato”

ha dichiarato ai giornalisti Matteo Renzi, aggiungendo che lui ha rinunciato di guidare il Pd e il governo per fare il Sindaco di Firenze, un ruolo, quest’ultimo, che non lo dovrebbe mettere nella straziante condizione di dover parlare di riforme istituzionali.

 

Renzi e le tempistiche delle riforme istituzionali

Sulle riforme istituzionali il Sindaco di Firenze ha anche aggiunto che lui non intende mettere fretta al governo delle larghe intese, ma il centrodestra e il centrosinistra non devono “vivacchiare” e restare fermi, altrimenti lo stesso governo non ha molto senso. E sulle tempistiche, Matteo Renzi ricorda che il Pd e il Pdl governano assieme dal Governo Monti, ovvero dal novembre 2011, un tempo più che sufficiente per portare a termine determinate riforme.

Non sto mettendo fretta al Governo, non è vero che voglio accelerare ma Governo e Parlamento funzionano se fanno le riforme e non se vivacchiano”.

 

Matteo Renzi e la mozione Giachetti

Matteo Renzi durante la sua presentazione del libro Oltre la rottamazione, ha anche parlato della mozione Giachetti, una mozione che, secondo Renzi, il governo non doveva bocciare. Se si fossero fatte le riforme istituzionali e la nuova legge elettorale, il governo delle larghe intese poteva anche prendere in considerazione l’idea di non approvare la mozione Giachetti, ma dato che i lGoverno Letta è fermo da mesi sulle riforme istituzionali, secondo Matteo Renzi è stato un errore bocciare la proposta di Giachetti, una proposta seria fatta da una persona seria, conclude il Sindaco fiorentino.

Giachetti è l’unico parlamentare che ha fatto lo sciopero della fame per il Mattarellum, la sua è la mozione di una persona perbene. Il Pd ha scelto di votare contro e tutti hanno votato contro. Nessuno di noi qui è interessato ai giochini, nessuno gioco ai trabocchetti istituzionali. Se la maggioranza, che è ampia, finalmente fa le cose, siamo tutti contenti che le faccia. Il governo è lì da un mese, è appena arrivato, speriamo che faccia le cose che non sono mai state fatte”.

 

Matteo Renzi sulla sconfitta di Beppe Grillo

Matteo Renzi ha visto la sconfitta delle elezioni comunali del Movimento 5 Stelle come un segnale. Un segnale che però il Partito Democratico non deve ignorare, un segnale quindi da prendere in considerazione per Matteo Renzi.

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