Monte dei Paschi di Siena MPS origine storia crisi salvataggio Stato

Storia del Monte dei Paschi di Siena anche detto MPS origini storia come quando nasce fino alla crisi e all'intervento dello Stato per il suo salvataggio

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Monte dei Paschi di Siena salvataggio Stato: ecco la storia e l’origine della banca più antica del mondo, il Monte dei Paschi di Siena come ha avviato le sue attività creditizie, gli anni dell’espansione e poi l’arrivo della grande crisi.

Una crisi MPS che adesso, vede la necessità di un aumento di capitale che ancora oggi è difficile da realizzare per cui si ipotizza l’intervento dello Stato: ecco cosa potrebbe significare per azionisti e obbligazionisti e per le altre banche italiane.

 

Monte dei paschi di Siena quando e come nasce? Origine e storia del MPS:

Il Monte dei Paschi di Siena in origine era chiamato Monte Pio e fu fondato nel 1472 come monte di pietà.

Fu nel 1568, con l’annessione di Siena al Granducato di Toscana che le attività del Monte Pio si espansero al di fuori dell’attività di prestito su pegno senza interessi ai ceti più umili iniziando l’attività di credito fondiario per i proprietari agricoli. le iniziò a svolgere attività di esattoria.

Nel 1642 venne istituito un secondo monte che prese il nome di Monte non vacabile dei Paschi della città e stato di Siena e nel 1873 i due monti vennero unificati e la banca nel 1872 assunse il nome attuale di Monte dei paschi di Siena.

Sarà successivamente con la legge bancaria del 1936 che il Monte dei paschi sarà dichiarato istituto di credito di diritto pubblico.

Monte dei paschi di Siena crisi

E’ il 25 giugno del 1999 quando il Monte dei paschi di Siena viene quotato alla Borsa di Milano con un’offerta pubblica a cui aderiscono richieste di acquisto per dieci volte l’offerta.

Sono gli anni delle grandi acquisizioni per l’istituto di credito con le partecipazioni acquisite in BAM, banca Agricola Mantovana, banca del Slento e Banca Antonveneta acquistata dopo aver raggiunto un accordo con banco Santander.

Tutte operazioni che fecero dell’istituto di credito il quarto nel panorama italiano nel 2011.

Tuttavia con l’acquisto di Antonveneta la banca subisce un passivo pesante fino a che nel 2012 viene approvato un piano di riduzione deli costi con la soppressione di 4600 posti di lavoro, chiusura di 400 filiali entro il 2014 e una serie di svalutazioni.

E’ in data 9 giugno del 2014 che prende avvio l’aumento di capitale da 5 miliardi di euro ma nel 2014 sempre la banca subisce la sonora bocciatura agli stress test della Bce e deve varare un nuovo aumento di capitale di 3 miliardi di euro.

Lascia il presidente dell’epoca Alessandro Profumo e l’anno dopo si dimette anche l’amministratore delegato Fabrizio Viola.

Entra il nuovo ad e direttore generale Marco Morelli che adotta il nuovo piano industriale per la banca.

 

Monte dei Paschi di Siena MPS: il salvataggio dello Stato

MPS la crisi e i salvataggio dello Stato: Con tutta probabilità l’aumento di capitale da 5 miliardi di euro  si è cercato di realizzare in primo luogo convertendo i bond subordinati in azioni, un’operazione ha portato nelle casse del Monte dei paschi di Siena ben 2 miliardi di euro e oltre.

L’altra strada da percorrere è trovare un anchor investitor, ossia un investitore che possa rimpinzare le casse e molti pensano al fondo sovrano del Qatar o ad uno cinese ma nelle ultime ore è sempre più forte l’ipotesi di un ingresso dello Stato nel Monte dei Paschi di Siena.

Ma che cosa vuole dire che lo Stato entrerà nel Monte? In sostanza il dipartimento del tesoro oggi è già azionista di Mps con una quota vicina al 40%.

Se si verrà a realizzare il cosiddetto Burden sharing ossia la ricapitalizzazione precauzionale della banca organizzata dallo Stato: con il burden sharing vi è una condivisione delle perdite.

Fino a questo momento il Parlamento ha ottenuto l’ok a interventi fino a 2 0 miliardi ma non solo per il Monte dei Paschi di Siena, bensì per tutto il sistema bancario.

Lo Stato potrà intervenire nella questione Mps attraverso l’emissione di nuovo debito.

 

Monte dei paschi di Siena cosa succede ora agli obbligazionisti e soci?

Attuando il burden sharing, che prevede l’intervento dello Stato, azionisti e obbligazionisti del Monte dei paschi di Siena possono evitare di essere coinvolti e al tempo stesso evitano anche l’azzeramento dei loro titoli.

Per gli obbligazionisti junior le strade percorribili sono due o lo Stato potrebbe riacquistare i loro titoli ad un prezzo ancora da definire oppure potrebbe procedere con la conversione forzosa in azioni, con un taglio al loro valore nominale da definire.

Per le altre banche la risoluzione del caso del Monte dei paschi di Siena che da tempo tiene banco anche fuori dall’Italia tanto che ha infettato tutto il sistema bancario potrebbe essere il punto della svolta visto che si attuerebbe una pulizia profonda del sistema da tempo richiesta dai tecnici e non in modo tale anche che il nostro paese possa così finalmente riuscire a riacquistare credibilità agli occhi dell’Europa intera.

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