Morto Giulio Andreotti: funerali a Roma tra applausi e fischi

Morto Giulio Andreotti, funerali tra applausi e fischi dei partecipanti. Livia Andreotti non partecipa. Napolitano e Letta vanno alla camera ardente

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Giulio Andreotti è stato un personaggio politico che ha fatto parte della storia della Repubblica Italiana.

Quando è morto sono state spese molte belle parole.

Ma è successo anche il contrario.

Ci sono state anche delle contestazioni.

Ecco come sono andate le cose ai suoi funerali.

 

Si sono svolti i funerali di Giulio Andreotti tra applausi e fischi. Anche durante la partita della Roma, squadra del cuore del senatore a vita Andreotti, rispettato il minuto di silenzio. Un silenzio fortemente infastidito dai fischi dei tifosi. Ma c’è anche chi lo loda. Carlo Azeglio Ciampi lo ricorda come un politico di razza.

 

I funerali di Giulio Andreotti

Una piccola folla (piccola per via delle molte persone che ci si aspettava di vedere) applaude verso le 17 la bara che passa da Corso Vittorio a Roma fino alla basilica di San Giovanni dei Fiorentini.

Giorgio Napolitano ed Enrico Letta avevano portato il loro ultimo saluto nella camera ardente. Tra le figure politiche presenti: Giulia Buongiorno, Pier Ferdinando Casini, Paolo Cirino Pomicino, Ciriaco De Mita, Gianni Letta, Maurizio Gasbarri, Pietro Grasso, Emilio Colombo, Gianni Alemanno e Mario Monti.

Don Luigi Venuti, parroco di Andreotti, durante la cerimonia ricorda che tutte le mattine, Giulio Andreotti e la Moglie Livia, si recavano in chiesa a pregare. Finita la preghiera Andreotti si recava al Senato mentre il parroco e Livia andavano a fare la spesa. Nel suo discorso, Don Luigi Venuti ricorda tutte le lettere che venivano lasciate a lui, che faceva da tramite con Andreotti, che ha sempre ritirato trovando una parola per tutti.

 

La reazione di Umberto Ambrosoli

Umberto Ambrosoli, il figlio di Giorgio Ambrosoli, preferisce, per ovvi motivi storico familiari, non partecipare al minuto di silenzio in memoria di Giulio Andreotti nell’aula consiliare lombarda.

Gesto, quello di Ambrosoli, non condiviso da Laura Comi e Roberto Maroni che lo definisce un gesto poco elegante.

Umberto Ambrosoli ha risposto di avere la sua storia. Come dargli contro.

 

Dopo la sua morte possiamo dire che è finita un'epoca della politica italiana.

Non tanto perché rappresentasse ancora qualcosa di politicamente forte negli ultimi anni.

Tuttavia Giulio Andreotti era un politico legato alla Democrazia Cristiana, a quel modo di fare politica, a tanti segreti che non hanno trovato una risposta e che forse non la troveranno mai.

 

Senatore a vita, negli ultimi anni non è quasi mai stato presente alle battaglie politiche del paese.

Il giorno in cui morì, l'Italia passava un periodo politico particolare, in cui si chiedevano dei cambiamenti alla classe dirigente.

In qualche modo sembrò, da parte dei contestatori, che Giulio Andreotti appartenesse a quella parte della vecchia politica che i cittadini non volevano più vedere.

Ma sono state anche altre le reazioni.

Molti uomini politici sono adatti al suo funerale.

Molti hanno ricordato dell'importanza politica di Giulio Andreotti.

Altri si sono commossi.

Quello che è certo è che Giulio Andreotti è già storia.

Nei libri di tutte le scuole d'Italia, e non solo, il suo nome è già presente, dato che ha fatto parte di un'epoca, un periodo storico che fa ancora discurete dopo decenni.

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