Movimento 5 Stelle Sicilia rompe con Crocetta per le larghe intese

Movimento 5 Stelle Sicilia rompe con il Pd scontrandosi con le decisioni e le alleanze di Crocetta che sembrano orientarsi verso le possibili larghe intese

Commenti 0Stampa

“Anche in Sicilia il modello è ormai quello dell’inciucio Pd-Pdl. Il governo Crocetta ha preso una strada di rottura col Movimento. La rivoluzione di Crocetta è finita prima di cominciare”. Queste le parole all’Assemblea Regionale Siciliana dei deputati del Movimento 5 Stelle. Parole che mandano in qualche modo in frantumi il “modello Sicilia”, un modello, quello tra Crocetta e Movimento 5 Stelle, che lo stesso Bersani aveva cercato, inutilmente, a livello nazionale per l’esecutivo.

Come a livello nazionale, anche nella regione Sicilia, i 5 Stelle non vogliono avere nulla a che fare con accordi di fiducia tra Pd e Pdl. No al governissimo nazionale e no alle larghe intese nella Regione di Crocetta.

 

Le motivazioni della rottura

La legge sulla doppia preferenza di genere è stato il primo motivo che ha creato malcontento tra 5 stelle e Pd. Secondo il Movimento fondato da Beppe Grillo, la legge sulla doppia preferenza avrebbe favorito il voto clientelare. Una volta astenuti, però, rimangono sorpresi dal centrodestra che appoggia tale legge.

Ma la questione cruciale arriva con l’elezione del Presidente della Repubblica, elezione che ha allontanato i già distanti 5 Stelle dal Pd a livello nazionale e adesso anche regionale. Infatti, tra i grandi elettori per le quirinarie, non è stato votato nessun esponente del Movimento 5 Stelle che, stando ai numeri, avrebbe dovuto, invece, rivestire qualche posto.

Giancarlo Cancellieri ci tiene a sottolineare: “Guardando i numeri è chiaro che un pezzo di maggioranza ha votato per Francesco Cascio del Pdl”.

Dopo il dialogo sul Mous e sull’abolizione delle province, portate avanti dalla giunta regionale, la situazione degenera sulle finanze della Ars. Al bilancio regionale del Movimento 5 Stelle sono stati tagliati tutti gli emendamenti che il partito fondato da Beppe Grillo aveva presentato.

“La vecchia partitocrazia usurata dal clientelismo, Pd, Pdl, Udc e lo stesso governo di Rosario Crocetta, ha fatto quadrato sul bilancio. Gli unici che puntano sul vero cambiamento sono i deputati M5S. Ma per la vecchia partitocrazia siciliana gli emendamenti grillini sono fumo negli occhi. Così la Commissione Finanze taglia tutti gli emendamenti al bilancio targato M5S” dichiarano i deputati del Movimento.

 

La replica di Rosario Crocetta

“Mi dispiace per le parole dei grillini. Per me il dialogo è sempre aperto”. E lo stesso governatore si difende dalle accuse che gli sono state rivolte dagli stessi esponenti a 5 stelle durante le quirinarie, dove era in compagnia di Silvio Berlusconi: “Dovevo evitarlo? È stato molto gentile. Il Cavaliere si è lamentato, con il sorriso tra le labbra, perché io avrei messo in pista i grillini in Sicilia. Gli ho risposto che sono stati loro, quelli del Pdl, a mettermi nei guai, non appoggiando i miei provvedimenti”.

 

L’appoggio dell’Udc a Crocetta

Se quella con Berlusconi resta solo una visita di piacere, l’appoggio concreto per Crocetta arriva dall’Udc. Giampiero D’Alia, segretario siciliano dell’Udc, appoggia l’accordo con il Pd e dichiara: “Siamo in una fase politica dove c’è la necessità di un governo di larghe intese a Palermo come a Roma, è importante che le forze politiche siciliane trovino la più ampia convergenza, così da realizzare quei provvedimenti che possano tirarci fuori dal grado economico e sociale nel quale ci troviamo”

COPYRIGHT POLITICANTI.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA
Ti è piaciuto questo articolo?


Articoli Simili

Lascia un commento
Contatti