Naspi 2017 cos'è e come funziona? Quanto dura, requisiti e calcolo

Naspi 2017 nuovo sussidio di disoccupazione Inps cos'è e come funziona, durata, calcolo, requisiti e a chi spetta, come fare domanda online e quando

Commenti 0Stampa

La Naspi 2017 disoccupazione INPS, è arrivata con la riforma del lavoro Jobs act nel 2015.

Ecco tutto quello che c'è da sapere sul nuovo sussidio di disoccupazione universale, dai contratti di lavoro che ne potranno usufruire, a quali sono i requisiti per goderne, fino a quanto verrà erogato in termini monetari e di tempo.

 

Cos'è e come funziona la Naspi?

Cos'è e come funziona la Naspi? Si tratta del nuovo sussidio di disoccupazione unico regolamentato dalla nuova riforma del lavoro. Con il Jobs Act, infatti, è stato rimosso dall'ordinamento giuridico italiano l'assegno unico di disoccupazione introdotto dalla Riforma Fornero.

Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi e il Ministro del lavoro Giacomo Poletti avevano annunciato all'inizio del 2015 che, a differenza del vecchio sussidio di disoccupazione, la Naspi avrebbe riguardato tutti i lavoratori. Promessa mantenuta almeno in parte dato che alcune casistiche non potranno richiedere il sussidio del Jobs Act (almeno per ora). Infatti anche se non ci sarà più quella sorta di discriminazione che penalizzava i lavoratori precari da quelli non precari, esistono delle variazioni per i lavoratori stagionali, a progetto, per i dipendente pubblici e non solo con cui il Governo deve ancora fare i conti.

Naspi Inps: garantisce, con determinati requisiti, a tutti coloro che perdono il posto di lavoro il diritto ad essere assistiti dallo Stato fino al ritrovo di un nuovo impiego o comunque per un certo lasso di tempo.

Questo nuovo sussidio di disoccupazione è gestito dall'Inps ma in futuro potrà essere erogato dalla nuova Agenzia Federale del Lavoro, agenzia del lavoro a cui ambisce il Governo Renzi che dovrebbe collaborare con l'Inps e i diversi centri dell'impiego.

 

La durata e i requisiti

Quanto dura? La durata della prestazione Naspi è pari alla metà delle settimane lavorate negli ultimi 4 anni. Tuttavia la riforma evidenzia che se negli ultimi 4 anni si è fruito di un sussidio, le settimane verranno calcolate dopo la nuova collocazione lavorativa.

La retribuzione Naspi ha cadenza mensile e sulla base della Circolare Ufficiale Naspi n°94 del 12 maggio 2015 sarà erogata a:

  • lavoratori dipendenti;
  • gli apprendisti;
  • i soci lavoratori di cooperativa che hanno aderito ad un legame di lavoro subordinato anche successivamente all'inizio del rapporto associativo;
  • personale artistico con relazione lavorativa subordinata.

Chi ha il contratto a progetto può avere la Naspi? Tutti i collaboratori a progetto, coordinanti e continuativi non godranno direttamente della Naspi ma di una sovvenzione che prende nome di sussidio DISS-COLL. Quest'ultimo sussidio vuole essere una sorta di esperimento del Ministro del lavoro Giuliano Poletti e per il momento è stata applicata a tutti coloro che rientrano nelle categorie di contratto temporaneo appena citate e che perdono il lavoro fino al 30 giugno 2017.

Chi non può avere la Naspi? La riforma del Governo di Matteo Renzi, soggetta a molte discussioni e scontri politici tra le diverse fazioni politiche, non verrà applicata ai dipendenti pubblici con contratto a tempo indeterminato.

Quali sono i requisiti per avere la Naspi? Il primo e fondamentale requisito è la perdita involontaria del lavoro dato che l'Esecutivo Renzi ha puntato a sostituire la vecchia disoccupazione con questo nuovo sussidio. Ecco di seguito i requisiti dettati dalla riforma per accedere alla Naspi:

  • perdita involontaria del lavoro;
  • stato di disoccupazione;
  • avere 13 settimane di contribuzione negli ultimi 4 anni;
  • avere almeno 30 giorni di lavoro effettivo nei mesi che precedono lo stato di disoccupazione.

Il ministro del lavoro ha specificato che la Naspi non verrà applicata a tutti coloro che lasciano il lavoro con dimissioni o risoluzioni consensuali. Tuttavia la nuova legge tutelerà chi si ritrova a lasciare il lavoro (e quindi a dare spontaneamente le dimissioni) a seguiti di condizioni critiche e particolari come:

  • mancato pagamento della retribuzione pattuita;
  • aver subito discriminazioni, ingiurie o molestie di natura sessuale nel posto di lavoro nonché essere stati soggetti al mobbing aziendale;
  • modifiche peggiorative della posizione lavorativa e cessioni del proprio ruolo ad altre persone fisiche o giuridiche;
  • spostamento di sede del lavoratore senza i requisiti previsti dalla legge che attualmente sono dettati dall'articolo 2112 comma 4 del codice civile;
  • durante il periodo di maternità, da 300 giorni prima del parto fino al compimento del primo anno d'età del figlio.

Come si richiede la Naspi? La presentazione della domanda dev'essere fatta entro e non oltre 68 giorni dalla cessazione del rapporto lavorativo. La presentazione della Naspi all'Inps può essere avanzata con le seguenti modalità:

  • via WEB tramite il portale dell'Inps;
  • Enti di Patronato che mettono a disposizione le loro piattaforme telematiche;
  • Contact Center INPS-INAIL (rete fissa 803164 mobile 06.164.164).

Da quest'ultimo punto di vista la riforma del Governo Renzi si attiene alle vecchie modalità del sussidio di disoccupazione.

Nella legge ufficiale il Ministro Giacomo Poletti è stato anche molto chiaro in merito a chi perderà la retribuzione Naspi, ovvero tutti coloro che:

  • perderanno lo stato di disoccupazione;
  • inizieranno una nuova attività lavorativa, sia che sia dipendente che autonoma;
  • raggiungeranno i requisiti per il pensionamento;
  • otterranno l'attribuzione dell'assegno di invalidità;
  • violeranno le regole che strutturano la Naspi, come la permanenza all'estero, l'inizio di un'attività lavorativa oltre i confini e quanto dettato dalla stessa riforma.

 

Cosa sono le Naspi stagionali 2015 e chi ne ha diritto?

Si tratta di una parte della riforma del lavoro che regolamenta solamente i lavori stagionali legati al settore del turismo. Forte la richiesta da parte dell'elettorato per la tutela di queste attività lavorative, che vedono picchi di occupazione solo in determinati periodi dell'anno. Così, senza avere ancora un piano permanente, Matteo Renzi e il Ministro del lavoro hanno spinto il Governo a salvaguardare per tutto il 2015 questi lavoratori che potranno, sempre sulla base dei requisiti regolamentati dalla riforma, accedere alla Naspi.

Ci sarà la Naspi stagionali 2016? Ancora non si può rispondere a questa domanda. Il Governo sembra comunque pronto a proseguire per la via che vuole portare ad un unico sussidio di disoccupazione, sia per i lavoratori precari che per quelli che hanno usufruito del contratto a tempo indeterminato. Molto probabilmente anche gli affetti che il Jobs Act avrà sull'occupazione e sulla regolamentazione del lavoro in Italia inciderà sulle Naspi stagionali.

 

Il calcolo della NASPI:

Con il Jobs Act, il nuovo sussidio di disoccupazione Naspi avrà delle notevoli differenze sotto il punto di vista della retribuzione, così come aveva precedentemente annunciato Matteo Renzi e Giacomo Poletti prima della stesura del testo.

Infatti la Naspi verrà calcolata sulla base della retribuzione imponibile degli ultimi 4 anni ma terrà conto di quattro fattori molto importanti:

  • nel caso in cui nel 2017 la retribuzione del lavoratore sia stata inferiore o pari ad euro 1.195, la Naspi ammonterà al 75% di quest'ultimo importo;
  • nel caso in cui nel 2017 la retribuzione del lavoratore sia stata pari o superiore ad euro 1.195, la Naspi verrà calcolata su un 75% per quest'ultimo importo più un 25% per la somma che supera i 1.195 euro;
  • indipendentemente dalla retribuzione percepita negli ultimi 4 anni di lavoro la Naspi non può superare l'importo di euro 1.300;
  • dal 91° giorno di erogazione, la Naspi si ridurrà del 3% ogni mese che viene erogata (quindi a partire dal primo giorno del quarto mese).

Il ministro del lavoro Giacomo Poletti e la sua squadra hanno voluto dare importanza all'importo di euro 1.195 perché dichiarato dall'ISTAT il salario adeguato per i consumi delle famiglie operaie e degli impiegati.

Quindi ogni anno il nuovo sussidio di disoccupazione verrà riformulato sulla base delle statistiche ISTAT puntando ed emarginare eventuali problemi monetari che la precedente disoccupazione faceva sorgere in determinati rapporti di lavoro mal retribuiti.

Quindi niente reddito di cittadinanza (caro al Movimento 5 Stelle) per la squadra di Governo che comunque cerca la strada del reddito minimo.

 

Quando è entrata in vigore la Naspi?

La nuova disoccupazione è entrata in vigore con la riforma del lavoro dell'Esecutivo Renzi e viene applicata a coloro che hanno perso il lavoro dal 1° maggio 2015.

Prima di quest'ultima data, ovvero per tutti coloro che hanno perso il lavoro prima del 30 aprile del 2015, è stato applicato il vecchio sussidio di disoccupazione.

E mentre il Governo di Matteo Renzi aspetta qualche esito positivo dalla riforma del lavoro Jobs Act sono stati moltissimi ad avanzare la domanda per la Naspi.

Dal Jobs Act alla Naspi, Matteo Renzi sembra aver mantenuto gli impegni che aveva preso dopo il giuramento come Presidente del Consiglio. Tuttavia la strada è stata ardua e lo è tuttora per questo Esecutivo che ha perso buona parte dell'appoggio del Centrodestra e che si ritrova un Movimento 5 Stelle che da sempre si oppone. Se il Jobs Act porterà una risposta significativa in termini di occupazione il Governo avrà sicuramente una vita più facile, ma in caso contrario i problemi per Renzi e i suoi continueranno ad aumentare.

COPYRIGHT POLITICANTI.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA
Ti è piaciuto questo articolo?


Lascia un commento
Contatti