Franco Marini e Stefano Rodotà: Bersani sceglie la linea Pd-Pdl

Pd spaccato ed elettori indignati in rivolta dopo che Bersani decide di appoggiare il Pdl alle quirinarie scegliendo come Capo dello Stato Franco Marini

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Dopo la scelta del segretario del Partito Democratico per Franco Marini, una folla di elettori si è riversata davanti a Montecitorio nella giornata delle prime due votazioni per il Presidente della Repubblica.

Slogan poco colorati, parole il più delle volte pesanti, fanno pensare in qualche modo ai 5 Stelle di Beppe Grillo. Ma non c’è nulla di più distante da loro.

 

L’indignazione degli elettori del Pd

Dopo l’accordo Pd-Pdl, con la proposta di Franco Marino come futuro Presidente della Repubblica, gli elettori del partito di Pier Luigi Bersani, con forti toni di indignazione, si sono riversati davanti Montecitorio ed hanno cominciato a manifestare tutto il loro malcontento per la scelta del segretario generale del partito.

 

I commenti

Claudia Costa, elettrice da sempre del Pd, con tono provato rilascia il seguente commento: “Ho resistito a tutto, a D’Alema a Roma consegnata ad Alemanno, alle primarie losche, ma candidare Marini accordandosi sottobanco con Silvio, questo mai, Bersani è il sicario del partito”.

Ma i toni di quest’ultima elettrice appartengono alla minoranza più moderata. Infatti, mentre alcuni elettori danno fuoco alla tessera del partito, in massa alzano il coro: “Marini, D’Alema, Amato...Bersani: ma che ti sei fumato?!”. Il tutto sotto i riflettori dei media.

 

La rottura della base di Bersani

Dal tono della manifestazione improvvisata, si capisce subito che il Pd non è più spaccato solo tra gli elettori di Bersani e quelli di Renzi, ma la rottura si è creata dentro la stessa base di Bersani, vincitore delle primarie dello stesso Pd. Insomma, gli stessi elettori che avevano promosso Pier Luigi Bersani alle primarie si sentono smarriti, delusi ed anche agguerriti d’innanzi alla scelta di Franco Marini.

 

Le sedi occupate

Ma l’indignazione degli elettori del Pd non si ferma nemmeno davanti alla folla improvvisata di Montecitorio. Diverse sedi dello stesso Pd vengono occupate dai militanti indignati, che appendono slogan contro la scelta Pd-Pdl. Una scelta che sembra aver diviso ulteriormente un partito già da tempo separato dalle due linee Renzi-Bersani.

 

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