Pensione anticipata 2014-2015: tutte le novità del governo Renzi

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La pensione anticipata per il 2014 e il 2015, tutte le novità che il Governo di Matteo Renzi sta portando avanti sul prepensionamento delle donne, dei lavori usuranti, dei dipendenti pubblici e quelli legati alla malattia e all'invalidità. Tutto quello che c'è da sapere più le penalizzazioni in atto e quelle al vaglio degli organi competenti.

 

Pensione anticipata 2014 e 2015

Per la pensione anticipata 2014 e 2015 attualmente ci si deve rifare a quella che è l'ultima riforma delle pensioni e alla riforma Fornero. Ma date le aspettative e dato il continuo lavoro da parte dell'esecutivo guidato da Matteo Renzi, non è tutto. Negli ultimi anni sono state diverse classi sociali a manifestare disagio per la pensione, un tema su cui ci si aspetta l'intervento della politica per via delle sofferenze vissute dalla popolazione e per le problematiche legate all'INPS e al suo sistema retributivo che non sembra essere più in grado di sopperire alle uscite monetarie.

Quindi, attualmente, la pensione anticipata verrà regolamentata con la legge vigente che prevede per l'anno 2014 e 2015, salvo modifiche, i seguenti requisiti:

  • penalità sulla retribuzione mensile del 1% sul primo anno di anticipo;

  • penalità del 2% sulla retribuzione mensile per chi anticipa la pensione di due anni;

  • ulteriore 2% da sommare per ogni singolo anno sotto i sessant'anni.

L'attuale legge che regola le pensioni prevede che gli uomini possano andare in pensione con 42 anni e 6 mesi di contributi mentre le donne con 41 anni e 6 mesi di quota contributiva.

Tra applausi e contestazioni, il ministro Poletti ha ricordato che nella Riforma della Pubblica Amministrazione era stata inserita con una nuova regolamentazione per la pensione anticipata ma che quest'ultima è stata bocciata dalla Ragioneria dello Stato per una mancanza di fondi.

 

Pensione anticipata per gli statali

La pensione anticipata dagli statali continuerà ad essere regolamentata dalla legge vigente. Nessuna modifica per il momento sul tema, anche per i dipendenti pubblici si aspettano le nuove mosse del Presidente del Consiglio Matteo Renzi e del suo esecutivo.

Tutti i dipendenti dello Stato che decidono di anticipare l'età pensionistica dovranno aver compiuto 62 anni d'età ed aver versato tutti i contributi richiesti dalle vigenti norme. Ma anche per questa categoria, come per i privati, ci si aspettano presto delle novità firmate dal ministro Poletti.

 

Pensione anticipata per le donne

La pensione anticipata per le donne per il momento arriverà prima di quella del sesso opposto. Infatti tutte le donne lavoratrici, indipendentemente dal settore d'impiego, possono richiedere la pensione anticipata al raggiungimento dell'anzianità contributiva di 41 anni e 6 mesi (mentre per gli uomini si parla di un anno in più). Tuttavia il Governo di Matteo Renzi ha anche parlato delle donne lavoratrici e delle loro difficoltà. Ci saranno nuove sorprese anche per le lavoratrici nelle prossime leggi che vincolano la pensione? Sicuramente si. Giorni fa la parlamentare del Partito Democratico Luisa Gnecchi ha parlato di una nuova opzione per la pensione anticipata per le donne strutturante nel seguente modo:

Per la lavoratrici dipendenti la possibilità di uscire dal lavoro all'età di 57 anni e 3 mesi;

Per le lavoratrici autonome la possibilità di uscire anticipatamente dal lavoro al compimento di 58 anni e 3 mesi.

Per entrambe le ipotesi verrebbe comunque applicata una sorta di penale che porterebbe all'abbassamento della stessa pensione. Per il momento questa resta solo un'ipotesi ma ci si aspetta che l'esecutivo in carica tratti l'argomento tenendo conto, questa volta, della Ragioneria dello Stato.

 

Il calcolo e le penalizzazioni della pensione anticipata

Il calcolo e le penalizzazioni della pensione anticipata continueranno ad essere soggetti alla legge vigente. È proprio quest'ultima a parlare di una penale dell'1% per tutti coloro che desiderano anticipare di un anno l'uscita dal mondo del lavoro. Una percentuale che sale al 2% se, invece, si parla di due anni. Tuttavia il Governo e le Istituzioni competenti stanno cercando di cambiare le cose o quando meno di introdurre delle modifiche. Mentre da una parte è vero che i fondi statali scarseggiano, dall'altra aprire alla possibilità di anticipare la pensione, con i dovuti requisiti, permetterebbe ai disoccupati che sono in avanti con l'età di anticipare la pensione nonché agli stessi esodati di mettere fine alla loro situazione di disagio. Un'ipotesi sempre più vicina, quest'ultima, per il Presidente del Consiglio.

 

La pensione anticipata per i lavori usuranti e dipendenti pubblici

La pensione anticipata per i lavori usuranti e dipendenti pubblici non è stata menzionata nel “Piano Mille Giorni” di Matteo Renzi. Questa notizia ha creato non poche preoccupazioni per le categoria interessate. Si spera che comunque l'attuale governo porti avanti i medesimi temi come promesso. Infatti la pensione anticipata dei dipenti pubblici continua ad essere regolata dalla riforma Fornero, una riforma che ha dato vita agli esodati e alla Quota 96 scuola (che investe ben 4000 lavoratori del settore). La stessa riforma del Governo Tecnico di Mario Monti ha anche inciso notevolmente sui lavori usuranti per i quali l'età pensionistica si è alzata non tenendo conto che determinate attività non possono più essere svolte dopo una certa età o che comunque comportano degli “effetti collaterali” con cui la riforma Fornero, che aveva il fine di salvare i conti pubblici dalla banca rotta, non ha fatto certo i conti. E dal 2011 ad oggi che tutti i lavoratori legati a prestazioni usuranti si aspettano nuove iniziative che dovrebbero arrivare con la prossima legge di stabilità.

 

Pensione anticipata per malattia o invalidità

La legge per la pensione anticipata per malattia o invalidità non ha subito alcuna variazione dall'ultima riforma della Pubblica Amministrazione. Di questa casistica, a differenza della Quota 96, degli esodati e dei disoccupati a pochi anni dalla pensione, si è parlato poco. Non ci si aspettano, infatti, variazioni con la legge di stabilità 2015. Per il momento resta quando dettato dall'INPS ovvero che l'assegno di invalidità civile sarà erogato a tutti coloro che hanno una riduzione della propria capacità lavorativa di un terzo a seguito di un impedimento fisico o mentale.

 

La pensione minima e la pensione d'anzianità

Per la pensione minima e la pensione d'anzianità non ci sono grandi cambiamenti ad accezione della Trentino Alto Adige dove verrà istituito un contributo per tutti coloro che percepiscono la pensione minima. Dato che quest'ultimo vitalizio non permette nella maggior parte dei casi di far fronte a tutte le spese di ogni singolo mese si è pensato ad un aumento che porterebbe a ricevere un assegno di euro 7000,00 al mese per questa categoria. Tuttavia il contributo spetterà a tutti coloro che hanno determinati requisisti. Questo primo passo lascia sperare che le forze politiche si sensibilizzino di più su questo argomento, dato che la pensione minima non riesce a far fronte alle spese di base di un singolo individuo. La speranza è che l'iniziativa presa in Trentino Alto Adige si estenda su tutto il territorio nazionale.

 

La legge e l'INPS sulla pensione anticipata

La legge e l'INPS sulla pensione anticipata subiranno presto delle variazioni. Infatti l'attuale governo sta lavorando per una legge che metta d'accordo tutti, dai dipendenti privati a quelli pubblici fino agli esodati, mentre l'INPS dovrà necessariamente subire delle variazioni per via delle difficoltà monetarie dello stesso ente. Le iniziative sono molte e il Governo di Matteo Renzi sta cercando di creare una nuova riforma che questa volta, come nel caso della riforma della Pubblica Amministrazione, sia idonea per la Ragioneria dello Stato.

Per il momento i requisiti dettati dalla legge e il calcolo previsto dallo stesso INPS per andare in pensione sono i seguenti:

  • 42 anni e 6 mesi di contributi per gli uomini;

  • 41 anni e 6 mesi di contributi per le donne.

 

Il Governo Renzi sulla pensione anticipata

Il Governo Renzi continua a lavorare sulla pensione anticipata. Nonostante che la Ragioneria dello Stato abbia fermato una buona parte della Riforma della Pubblica Amministrazione che riguardava la pensione anticipata, come promesso dal Presidente del Consiglio Matteo Renzi, le diverse forze politiche sono nuovamente a lavoro per trovare una soluzione. Sono molte le situazioni che prese in considerazione ma quella che potrebbe essere inclusa nella legge di Stabilità sulla pensione anticipata sembra legarsi ai seguenti parametri:

possibilità di godere della pensione anticipata all'età di 62 anni purché si abbiano i 35 anni di contribuzione. Quest'ultima opzione potrebbe prevedere una penalizzazione del 1% sulla mensilità percepita con l'arrivo del pensionamento (la percentuale potrebbe poi salire in base agli anni mancati al pensionamento).

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