Processi Berlusconi: da Mediaset a Ruby, la condanna della Boccassini

Processi Berlusconi, sentenza confermata, la condanna della Boccassini contro la difesa di Pietro Longo e Niccolò Ghedini che non spostano i processi

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La difesa di Silvio Berlusconi, dopo la condanna in secondo grado dalla Corte d’Appello di Milano, avevano fatto ricorso alla Corte di Cassazione. Ma non è tutto. A seguito anche dello svolgimento del processo Ruby, la stessa difesa di Berlusconi, aveva chiesto lo spostamento dei processi del Cavaliere da Milano a Brescia.

Due vicende che aveva attirato l’attenzione dei media per via dell’imputato, l’ex Presidente del Consiglio di Ministri, e per via delle reazioni dello stesso Silvio Berlusconi contro la magistratura.

Ma il corso della giustizia non sembra essere a favore dell’imputato. Con la motivazione di 190 pagine, la numero 3.232, la Corte d’Appello di Milano, ha confermato la condanna in secondo grado per il processo Mediaset; con la motivazione numero 22.112, di 24 pagine, la Corte di Cassazione ha respinto la richiesta della difesa di Silvio Berlusconi di spostare i suoi processi da Milano a Brescia.

 

Processo Mediaset

Per i giudici della Corte d’Appello di Milano, la condanna di Silvio Berlusconi sul processo Mediaset è confermata. 4 anni di reclusione, 5 di interdizione dagli uffici pubblici e 3 di interdizione dalla guida societaria. Con la motivazione numero 3.232, i giudici della Corte d’Appello sottolineano che la condanna per frode fiscale nella vicenda dei diritti TV è stata portata avanti da Silvio Berlusconi anche durante la sua carica di Presidente del Consiglio dei Ministri. I giudici di Milano hanno evidenziato che, essendoci prove orali e documentate sui reati commessi dal Cavaliere, la condanna è più che proporzionata. Per i giudici di Milano, inoltre, il comportamento di Silvio Berlusconi, se realmente non centrasse, sarebbe quello di un imprenditore totalmente sprovveduto.

A riguardo del processo Mediaset, la Corte di Cassazione ha respinto la richiesta di spostare il processo da Milano a Brescia, motivando che non vi è alcun motivo legato alla giustizia, ma semplicemente un modo per rinviare il processo.

 

Processo Ruby

La richiesta fatta dagli avvocati di Silvio Berlusconi il 6 maggio, quella di spostare il processo Ruby e il processo Mediaset da Milano a Brescia, è stata respinta dalla Corte di Cassazione, che ha motivato tale richiesta da parte della difesa, una richiesta dilatoria e non una richiesta inerente alla giustizia dei processi in questione. La stessa Corte di Cassazione ha anche espresso un giudizio negativo sulle parole usate dalla difesa di Berlusconi (che ritenevano l’autorità giudiziaria persecutoria nei confronti dell’imputato), parole infamanti nei confronti dei giudici.

 

Le giudicesse femministe e comuniste”

La Corte di Cassazione ha anche ritenuto la condotta di Silvio Berlusconi inappropriata per quanto riguarda la sentenza sulla causa di divorzio. Dopo che il Cavaliere era stato condannato al pagamento dell’assegno di mantenimento nei confronti della ex moglie, Silvio Berlusconi si era permesso di chiamare i giudici che avevano presieduto il processo delle “giudicesse femministe e comuniste”. Ma non è tutto. La difesa del Cavaliere aveva anche contestato le visite fiscali che la Boccassini aveva mandato a Silvio Berlusconi quanto quest’ultimo non si era presentato in tribunale giustificando di essere affetto da “uveite”. Secondo la Corte di Cassazione le visite fiscali mandate della pm Boccassini sono state più che legittime, data che la stessa Cassazione ha ritenuto l’impedimento fisico di Silvio Berlusconi un disturbo che oggettivamente non gli impediva di comparire in giudizio.

 

La reazione di Silvio Berlusconi

Ancora una volta Silvio Berlusconi attacca i giudici sulla sentenza, una sentenza che il Cavaliere trova assurda, giustificando con la seguenti parole:

Tutti i proventi dei diritti, sono rimasti in capo alle aziende di terzi che li commercializzavano. Vi è di contro la prova conclamata che alcuni dirigenti infedeli di Mediaset hanno ricevuto svariati milioni di euro per comperare tali diritti. Se vi è ancora un barlume di buonsenso sull’applicazione del diritto questa sentenza non potrà che essere posta nel nulla”.

 

La reazione della difesa di Silvio Berlusconi

La difesa di Silvio Berlusconi, l’avvocato Niccolò Ghedini e Piero Longo, si sono espressi contrari al giudizio della Cassazione, annunciando che le motivazioni della Corte di Cassazione, sullo spostamento dei processi da Milano a Brescia, fanno capire come le ragioni di Silvio Berlusconi sono fondate.

Per quanto riguarda la sentenza della Corte d’Appello di Milano la difesa di Silvio Berlusconi promette il ricorso per l’inaudita pena.

 

Il futuro di Silvio Berlusconi

Con il processo Mediaset, che sembra giungere al termine, il futuro di Silvio Berlusconi, in particolar modo il futuro politico, è legato in parte dalla giustizia e in parte dalla politica. Infatti, se la Corte di Cassazione conferma la condanna del tribunale di Milano, spetterebbe alla vita politica decidere sull’ineleggibilità di Silvio Berlusconi, ineleggibilità che dovrebbe derivare dal governo delle larghe intese.

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