Processo Berlusconi Mediaset: condannato a 4 anni di reclusione

Processo Berlusconi Mediaset: per la Corte d’Appello 4 anni di reclusione e 5 anni di interdizione dai pubblici uffici. La difesa: sentenza politicizzata

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Aveva fatto ricorso in appello la difesa di Silvio Berlusconi per il processo Mediaset. Per il Cavaliere non ci sono state buone notizie in secondo grado, infatti, dopo la condanna in primo grado, la Corte d’Appello di Milano ha confermato 4 anni di reclusione, interdizione dagli uffici pubblici per 5 anni e interdizione dalle cariche societarie per 3 anni. Dei 4 anni di reclusione, 3 sono coperti da indulto. Ora rimane il ricorso in Cassazione, ricorso che sarà decisivo nel processo Mediaset.

 

La condanna della Corte d’Appello

La Corte d’Appello di Milano, ha condannato Silvio Berlusconi a 4 anni di reclusione (di cui 3 coperti da indulto), 5 anni d’interdizione dagli uffici pubblici, 3 anni d’interdizione dalle cariche societarie e la provvisionale di 10 milioni di euro che il Cavaliere dovrà versare con il produttore statunitense Frank Agrama (condannato in secondo grado a 3 anni di reclusione), con l’ex manager Daniele Lorenzano (condannato a 3 anni e 8 mesi), Gabriella Galetto (1 anno e 2 mesi).

Confermata anche l’assoluzione del presidente Mediaset Fedele Confalonieri.

 

Le motivazioni della condanna a Berlusconi

L’accusa nei confronti del Cavaliere è quella di aver evaso il fisco tra il 2002 e il 2003 per un ammontare di 7 milioni di euro. L’evasione sarebbe avvenuta attraverso ammortamenti non veritieri dei diritti televisivi acquistati. Inizialmente l’accusa era anche di falso in bilancio e appropriazione indebita. Entrambi i capi d’accusa sono caduti per via della prescrizione. Il processo in questione era stato fermato per due anni e tre mesi per via dei due lodi Alfano (che la Consulta respinse), per gli impedimenti politici del Cavaliere ed ulteriori rinvii ottenuti in appello.

La reazione di Daniele Capezzone

Per Daniele Capezzone, la condanna nei confronti di Silvio Berlusconi non è giusta. La Corte d’Appello avrebbe condannato una delle persone che paga più tasse di tutti in Italia. Capezzone, invita i garantisti di sinistra ad esprimere il loro parere sulla questione.

 

Condanna a Berlusconi: 

Sulla stessa linea del collega Capezzone è Maria Stella Gelmini che sottolinea l’indignazione degli italiani sull’uso distorto della giustizia.

Secondo l’avvocato difensore di Silvio Berlusconi, Niccolò Ghedini, la sentenza della Corte d’Appello è priva di ogni logica. Ghedini precisa che questa sentenza non peserà sulla stabilità del Governo Letta, ma andrà ad influire sulla stabilità della giustizia italiana.

Renato Schifani parla del peso politico di Silvio Berlusconi, eletto da milioni di italiani e giudicato su fatti non esistenti dalla Corte d’Appello di Milano, composta da giudici che non sembrano volere la pacificazione.

Secondo il vicepresidente al Senato della Repubblica Maurizio Gasparri, l’azione di Silvio Berlusconi non verrà di certo fermata dalla condanna di secondo grado. Un condanna, secondo Gasparri, piena di pregiudizi, priva di ragioni e lesiva per la vita democratica del paese.

Come Capezzone, Daniela Santanché invita i garantisti del Pd ad uscire allo scoperto e ad appoggiare Silvio Berlusconi nella sua battaglia giudiziaria. Per la Santanché i giudici politicizzati hanno cercato di fermare Berlusconi prima delle elezioni ed ora mirano a bloccare il Governo Letta con la condanna sul processo Mediaset.

Parla di una magistratura senza credibilità Renato Brunetta, una magistratura anti politica che vuole distruggere l’unità che si è formata con il Governo Letta. Ma anche una parte della magistratura a cui gli italiani non credono più secondo Brunetta.

Fabrizio Cicchitto condanna la magistratura per questo intervento politico nei confronti di Silvio Berlusconi (anche se la condanna è di natura fiscale). Ma Cicchitto precisa che la politica non cadrà nella provocazione della magistratura, che quest’ultima non riuscirà ad influire sulla stabilità politica del Governo Letta.

 

Condanna a Silvio Berlusconi: Movimento 5 Stelle

I parlamentari del Movimento 5 Stelle apprendono la notizia mentre si trovavano ad un incontro con Stefano Rodotà. La notizia viene accolta da un lungo applauso all’interno del Movimento fondato da Beppe Grillo. Prende la parola il capogruppo al Senato dei 5 Stelle, Vito Crimi, che conferma nel suo discorso la condanna all’interdizione degli uffici pubblici di Silvio Berlusconi.

Condanna a Silvio Berlusconi: Scelta Civica

Tito Di Maggio, senatore di Scelta Civica, non approva i toni e le polemiche dei deputati del Pdl. Secondo Di Maggio le sentenze dovrebbero rimanere davanti ai giudici e non essere usati come strumenti politici.

Condanna a Silvio Berlusconi: Massimo D’Alema

Massimo D’Alema rimanere neutrale e sulla vicenda della condanna della Corte D’Appello nei confronti di Silvio Berlusconi aggiungendo che ci tiene a non commentare le condanne giudiziarie, ovvero quanto accaduto.

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