Quirinarie: 101 franchi tiratori spaccano il Pd. Bersani si dimette

Quirinarie: 101 franchi tiratori tradiscono Bersani che annuncia le dimissioni. Urla, accuse e lacrime all’assemblea generale del Partito Democratico

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Una giornata, quella della terza e quarta votazione del Presidente delle Repubblica, che ha definitivamente spaccato il Pd. Romano Prodi era il candidato che doveva riprendere la linea del Partito Democratico ma alla fine delle votazioni il quarto fallimento del Pd porta alle dimissioni Pier Luigi Bersani.

 

101 franchi tiratori

La rottura del Pd continua anche dopo il primo crollo che il partito aveva avuto con il voto di Franco Marini. L’uomo che avrebbe dovuto risollevare il partito, Romano Prodi, alla fine è stato tradito alla quarta votazione da 101 franchi tiratori che non hanno permesso l’elezione del candidato del Partito Democratico alle Quirinarie.

 

Bersani si dimette

Da dopo le elezioni politiche del 24 – 25 febbraio 2013, le mosse del Segretario Generale del Pd, Pier Luigi Bersani, hanno portato lo stesso partito ad una forte rottura e alle dimissioni dello stesso Bersani. Il duro colpo al Pd è chiaramente arrivato con la candidatura di Franco Marini, ma un colpo ancora più duro è stato inflitto dal fallimento del candidato Romano Prodi, un fallimento che spinge Bersani a dimettersi dopo le Quirinarie. Per il momento la linea del Pd resta di votare scheda bianca alla quinta votazione per il Presidente della Repubblica e di trovare un nome per la sesta.

 

Le parole di Bersani all’assemblea generale

Quanto alle 22:25 di ieri, il Segretario Generale del Pd, annuncia le sue dimissioni, si sfoga contro quella parte del suo partito che ha tradito il “voto Prodi”. Con tono adirato Pier Luigi Bersani si rivolge ai membri dell’assembla del partito: “È stata una vicenda di una gravità assoluta.

Sono saltati i meccanismi di solidarietà interna. Abbiamo preso Prodi e l’abbiamo portato in questa vicenda di cui parlerà l’Europa.

Quest’assemblea davanti alla mia proposta di voto segreto ha preferito l’ovazione e 1 su 4 di questi che sono qui ha tradito. Una vergogna”.

Il tono provato di Pier Luigi Bersani non cambia nemmeno nel momento in cui annuncia le sue dimissioni: “Io questa cosa di oggi non la posso accettare.

Quindi consegno al mio partito le dimissioni che saranno operative un secondo dopo l’elezione”.

Tra le urla dei presenti, le lacrime e le accuse, terminano i 50 giorni di Bersani da dopo le elezioni politiche 2013 con le sue dimissioni.

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