Referendum Cgil 2017 abolizione voucher Inps: sentenza Consulta

Cosa ha deciso la Corte costituzionale in merito al referendum 2017 presentato dalla CGIL per l'abolizione dei voucher contenuti nel Jobs Act di Renzi?

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Referendum Cgil 2017 abolizione voucher lavoro Inps: sentenza della Corte Costituzionale: ecco cosa ha deciso la Corte costituzionale in merito al referenudm proposto dalla Cgil sui voucher lavoro del Jobs Act, le dichiarazioni del presidente dell’Inps Tito Boeri e cosa ha previsto la Consulta in merito agli altri ricorsi dell’associazione sindacale guidata da Susanna Camusso.

 

Voucher Inps: buoni lavoro accessorio cosa sono?

Prima di entrare nel merito del referendum proposto dalla Cgil alla corte costituzionale, ricordiamo delinea cosa sono i voucher.

Anche detti buoni lavoro, i voucher Inps sono essenzialmente dei buoni che un datore di lavoro acquista dall'Istituto nazionale di previdenza sociale al costo di € 10 ciascuno, che corrispondono a un netto di € 7,50 per ogni ora di lavoro prestata.

I lavoratori che riceve l'voucher deve cambiarli presso gli sportelli Inps autorizzati, anche tabacchi e la differenza di genere 50 che trattiene l'Inps serve a coprire un contributo minimo per le prestazioni prestate.

Non è un vero e proprio rapporto di lavoro e il prestatore danno diritto in caso di malattia all'indennità alla successiva disoccupazione.

E poi lavoro nascono nel 2000 e tre per alcune specifiche prestate le stagionali e, specialmente nel settore agricolo si pensi alla vendemmia o la raccolta delle olive e che le arance. Il limite hanno di utilizzo dei buoni lavoro era di € 5000 ora innalzato a 7500.

Nel 2012 il governo guidato dal professor Mario Monti ha esteso l'utilizzo dei buoni lavoro in altri settori produttivi e a tutte le categorie di lavoratori dipendenti, sia pubblici che privati aumentando in cui in questo caso il limite massimo di Walter titoli utilizzabile per le precedenti 5000 agli attuali € 7500 totali. Un' estensione da parte del governo di Mario monti che ha finito per agevolare l'abuso indiscriminato di tali voucher nel mondo del lavoro.

 

Referendum Cgil Jobs Act cosa ha deciso la Corte costituzionale? Sentenza:

Il secondo referendum proposto alla Cgil alla consulta riguardava il ripristino dell'articolo 18 dello statuto dei lavoratori la norma che disciplinava il licenziamento illegittimo dei lavoratori e che prevedeva il reintegro, nonché un'indennità economica a lavoratori che venisse licenziato senza giustificato motivo.

L'articolo 18 si applica solo alle aziende che hanno almeno 15 dipendenti.

La riforma del lavoro promossa dall'ex premier Matteo Renzi ha previsto il superamento in via definitiva dell'articolo 18 sostituendo il diritto al reintegro sul posto di lavoro con un indennizzo economico in caso di licenziamento senza giusta causa. L'articolo 18 è senza dubbio una vera e propria conquista dei lavoratori del 1970 che il governo Renzi ha definitivamente cancellato.

Per questo la Cgil ha chiesto alla consulta di poter presentare agli elettori un referendum per abrogare l'articolo 18 così come disegnato dall'ex premier Matteo Renzi ma la consulta ha detto di no.

L'altro referendum proposto la Cgil alla corte costituzionale riguarda l'abolizione dell'articolo 29 del decreto legislativo del 10 settembre 2003, riguardante il ripristino delle responsabilità dell'azienda appaltatrice o tra quella che si accaparra l'appalto, nell'ipotesi di violazioni che subiscono i lavoratori.

 

Referendum CGIL 2017 sul Jobs Act:

La corte costituzionale ha approvato il referendum proposto dalla Cgil guidata da Susanna Camusso in merito all'abolizione dei buoni lavoro, mentre non ha ammesso il referendum riguardante l'articolo 18 dello statuto dei lavoratori che è stato riformato dal Jobs Act, la riforma del lavoro targata Matteo Renzi. La corte costituzionale nella sua decisione, avvenuta a gennaio del 2017, ha ammesso il referendum riguardante la responsabilità solidale tra appaltatore e appaltante in merito al nuovo codice degli appalti.

Sulla questione dei buoni lavoro, la Cgil si è battuta per una sua regolamentazione, visto che in base agli ultimi dati diffusi dall'Inps l'emissione dei buoni lavoro, pagati per le prestazioni di lavoro occasionale accessorio, ha toccato a ottobre 2016 il record di 121 milioni di buoni emessi solo lo scorso anno. E da qui l'allarme: occorre una regolamentazione dei voucher, visto che molto spesso dietro questo tipo di lavoro si nascondono in realtà prestazioni lavorative subordinate a tutti gli effetti.

Anche la Cgil in realtà però è caduta nel in danno dei buoni lavoro: una direzione della regione Emilia-Romagna infatti ha utilizzato tipo di lavoro per pagare le prestazioni svolte da pensionati.

La Cgil ha cercato di difendersi affermando che i buoni lavoro era l'unica tipologia contrattuale legale prevista per poter pagare le prestazioni fornite dai suddetti soggetti.

La corte costituzionale ha ammesso il primo referendum proposto dalla Cgil in merito all'abolizione dei voucher. In pratica agli elettori verrà chiesto se vogliono abrogazione degli articoli 48 49 e 50 del D. L Gs. edel 15 giugno del 2015 numero 81 che introduce una disciplina organica dei contratti di lavoro

 

Voucher lavoro Inps Tito Boeri

Sulla questione dell'utilizzo dei voucher da parte della Cgil è intervenuto recentemente anche il presidente dell'Inps, l'Istituto nazionale di previdenza sociale, Tito Boeri. Secondo Boeri nell'ultimo anno la Cgil ha investito ben € 750.000 in buoni lavoro e anche altri sindacati hanno usato in maniera massiccia questi strumenti come ad esempio la Cisl che li ha usati per un valore esatto di 1 milione e mezzo di euro.

Da qui l'allarme lanciato da Tito Boeri: senza dubbio c'è un abuso dei voucher per pagare le prestazioni temporanee e accessori, tra l'altro secondo il presidente dell'Inps i voucher vengono utilizzati anche per finalità molto diverse da quelle che il legislatore si era proposto istituendo i buoni lavoro.

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