Riforma scuola Renzi Giannini: cos'è, cosa cambia e prevede?

Riforma della scuola Renzi Giannini: Buona Scuola, media, primaria e superiore, che cos'è, cosa cambia e quando in Parlamento il ddl assunzioni precari

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Riforma della scuola Renzi Giannini, ecco cosa prevede la nuova riforma dell'istruzione detta anche Nuova Scuola: che cos'è, cosa cambia e quando verrà votata in Parlamento. Tutto lo scenario politico che si è creato intorno alla nuova riforma della scuola, dai partiti che l'hanno sostenuta alla Camera e in Senato fino a tutti coloro che hanno fatto parte dell'opposizione.

Dopo la stesura del testo, le modifiche e le correzioni, ecco cosa prevede la Riforma dell'Istruzione pubblica, dalle assunzioni degli insegnanti vecchi e nuovi, la figura del nuovo preside, il futuro del precariato nella scuola, l'edilizia scolastica, le nuove materie, il piano scuola lavoro, l'opzione dell'articolo 17 legato al 5x1000 (attualmente abrogato alla Camera dei Deputati), il sostegno ai disabili e agli stranieri e la fine delle graduatorie.

 

Riforma scuola Renzi Giannini:

Riforma della scuola Renzi Giannini passa alla Camera dei Deputati il 20 maggio 2015 con i seguenti risultati:

  • 316 voti favorevoli;

  • 137 voti contrari;

  • 1 astenuto.

Ora il prossimo passaggio istituzionale è legato al Senato della Repubblica dove la nuova riforma della scuola sarà sicuramente soggetta ad un nuovo scontro politico.

Il Ministro dell'Istruzione Stefania Giannini si è ritenuta molto soddisfatta per il voto favorevole che è arrivato dalla Camera dei Deputati e si ritiene fiduciosa verso il risultato finale del prossimo esame al Senato della Repubblica.

Ma dopo il voto a Montecitorio non tutte le reazioni sono state positive come quella del Ministro Stefania Giannini: Susanna Camusso, Segretaria Generale della Cgil, ha dichiarato che dopo il si della Camera dei Deputati la battaglia dei sindacati non si è chiusa. E non c'è nulla di più vero dato che a votazione conclusa le sigle sindacali Unicobas, Cobas e Usb hanno indetto due giorni di sciopero.

Sulla questione Matteo Renzi evidenzia che il dialogo resta aperto e che i sindacati hanno tutto il diritto di manifestare ma, tuttavia, sottolinea il Presidente del Consiglio, non possono decidere per i cittadini italiani.

Da parte dell'Area Riformista del Partito Democratico è arrivata una lettera, che vede la firma di 50 deputati, promossa dal riformista Gianni Cuperlo e Roberto Speranza, nella quale si chiedono ulteriori modifiche in Senato della Riforma Buona Scuola, così com'è stato alla Camera. Quest'ultimi due deputati, Cuperlo e Speranza, non hanno partecipato al voto di Montecitorio.

Dure le critiche del Movimento 5 Stelle che si oppone alla riforma del Ministro Giannini ritenendola dannosa per il paese e distante dal migliorare l'istruzione.

Durante la votazione alla Camera dei Deputati circa 2.000 studenti hanno protesta contro la Riforma Buona Scuola fuori da Montecitorio.

 

Che cos'è la Riforma Buona scuola del Governo Renzi

Ecco che cos'è la Riforma Buona Scuola del Governo Renzi nei 5 punti che sono stati spiegati durante i 18 minuti di video che Matteo Renzi ha pubblicato sul web. Dopo le molteplici polemiche sulla nuova riforma della scuola, il Presidente del Consiglio ha rilasciato un video in cui spiega i 5 punti fondamentali della Buona Scuola:

Alternanza scuola-lavoro: piano messo in atto per ridurre la disoccupazione giovanile, nonché un modo per preparare gli studenti al mondo del lavoro mediante ore obbligatorie da svolgere in aziende e attività pubbliche affini al loro percorso scolastico;

Cultura umanista: maggiori insegnamenti di queste materie, per fare in modo che la scuola dia le basi a cittadini più consapevoli; tra le principali materie appaiono storia, arte, musica e lingua;

Più soldi agli insegnati: ogni insegnante avrà 500 euro l'anno a sua disposizione da spendere in materiale didattico per le classi che gli sono assegnate; inoltre verranno investiti 200 milioni di euro per la valutazione degli stessi professori che avverrà mediante i dirigenti scolastici (che saranno a loro volta valutati);

Autonomia: maggiore indipendenza degli istituti, con l'incremento delle funzioni dei presidi (che potranno scegliere gli insegnanti già assunti) al budget annuo che vincolerà le attività;

Continuità: criterio sul quale si punta molto per l'assunzione dei precari in modo tale da creare un insegnamento continuativo per gli studenti e un altrettanto sistema lavorativo per i professori.

Per maggiori informazioni vedi anche: La buona Scuola Giannini Fedeli e la Consulta.

 

Cosa cambia con la nuova riforma della Scuola?

Cosa cambia con la nuova riforma della scuola? Le novità saranno molte:

Assunzioni: 100 mila insegnati verranno assunti e con essi spariranno le graduatorie e si cercherà di mettere fine al diffuso fenomeno degli insegnanti precari in Italia. Il numero esatto di coloro che verranno assunti dal prossimo settembre è di 100.701 e riguarda tutti coloro che hanno vinto l'ultimo concorso di cattedra (del 2012) e quelli appartenenti alle liste della scuola elementare, media e superiore (esclusi per il momento quelli della scuola d'infanzia).

Nuove assunzioni: per tutti i nuovi aspiranti professori, sulla base dell'articolo 23, potranno entrare mediante concorso e saranno sottoposti ad un contratto di apprendistato di 3 anni, finito il quale, se sussistono i requisiti, potranno sottoscrivere un contratto a tempo determinato.

Autonomia della scuola: gli istituti dovranno diventare autonomi a seguito del budget e del personale messo a disposizione.

Scatti di carriera e aumenti di stipendio: a differenza della vecchia riforma della scuola, con la Buona Scuola gli scatti di carriera e i relativi aumenti di stipendio verranno dati agli insegnati più meritevoli sulla base della valutazione del dirigente scolastico. L'anzianità, tuttavia, continuerà a incentivare la carriera ma solo per un 30% a differenza del restante 70% legato ai meriti.

Preside e dirigente scolastico: questa figura avrà dei nuovi compiti:

  • assegnazione degli incarichi ad insegnati già assunti tramite concorso (non potranno essere chiamati parenti o persone con le quali si entra in conflitto d'interessi);

  • budget (che dovrebbe ammontare a 200 milioni di euro) con i quali i presidi premieranno gli insegnati più meritevoli.

Edilizia Scolastica: verranno investiti, come annunciato dal Presidente del Consiglio, 4 miliardi di euro per mettere in regola gli edifici scolatici e per creare delle scuole innovative.

Inglese: saranno incrementate le ore e si comincerà a studiare già dalle scuole primarie.

Investimenti: in base alle Legge di Stabilità verrà investito 1 miliardo di euro nella scuola pubblica nel 2015 e ben 3 miliardi di euro nel 2016.

Scuola e lavoro: durante il percorso formativo gli studenti svolgeranno delle ore di lavoro e queste saranno obbligatorie per alcuni percorsi e facoltative per altri. Sulla base del ddl della Nuova Scuola dovrebbero essere distribuite 400 ore obbligatorie per tutti coloro che fanno il triennio alle scuole superiori e 200 ore facoltative per chi farà il liceo.

5x1000 alla scuola: dopo la votazione alla Camera dei Deputati del 20 maggio 2015 per il momento è stato esclusa la donazione del 5x1000 alla scuola italiana. Questa opzione, che ha visto la contestazione di molte organizzazioni di volontariato, potrebbe comunque essere ripresta durante la discussione al Senato della Repubblica (articolo 17 della riforma della scuola).

Scuole paritarie: tutti coloro che mandano i figli alle scuole paritarie, dalle elementari alle superiori, potranno detrarre fino a 400 euro l'anno per ogni studente (articolo 18 della riforma della scuola). Si stima che quest'ultima detrazione costerà 100 milioni di euro l'anno ai cittadini italiani.

Disabili e stranieri: per le casistiche più particolari sono previsti dei piani personali per venire incontro alle difficoltà legate ad eventuali disabilità o alla provenienza di un paese estero.

Scuole Materne: per il momento le assunzioni delle scuole materne sono rimandate alla prossima riforma che dovrebbe prendere nome di Riforma 0 – 6.

 

Materie: primaria/elementare, media, superiore, università e asili nido

Materie: primaria/elementare, media, superiore, università e asili nido, come verranno influenzati i diversi istituti in Italia con la Riforma Buona Scuola? Ci sono delle novità che sono state studiate all'interno della riforma per rendere gli alunni più preparati all'attuale contesto socio/culturale.

Come prima cosa è da notare l'incremento della lingua inglese, materia per la quale verranno aumentate le ore e che si comincerà a studiare, in tutto il territorio italiano, già dalle scuole primarie.

Ma non solo la lingua inglese sarà soggetta a più ore nell'ordinamento scolastico italiano: musica ed educazione fisica saranno due materie che si apprenderanno e approfondiranno per più ore nella scuola elementare.

Nella scuola media ci saranno più ore di laboratorio e di cittadinanza attiva con approfondimento di quelli che sono i diritti e i doveri dei cittadini nel mondo.

Nelle scuole superiori ci sarà un deciso incremento delle ore di diritto e di economia. Ma non solo: infatti sarà incrementato anche lo studio dell'arte.

Mentre gli asili nito e le università non verranno influenzati nelle materie, è da evidenziare che per le scuole elementari, medie e superiori ci sarà anche un forte incremento delle lezioni informatiche per migliorare le competenze nel campo digitale.

Tra le novità spunta anche il curriculum dello studente, un sistema che permetterà agli alunni di scegliere attività nelle quali sono più portati sulla base della carriera scolastica personale. Il curriculum dello studente, che accompagnerà quest'ultimo per tutto il percorso scolastico, in base all'articolo 3 della riforma, verrà preso anche in considerazione alla maturità.

 

Quando si vota in Parlamento il ddl della riforma della scuola?

Quando si vota in Parlamento il ddl della riforma della scuola? Il primo importante passaggio istituzionale della riforma della scuola c'è stato in data 20 maggio 2015 dove la Camera dei Deputati ha dato il suo voto favorevole alla Riforma Buona Scuola di Matteo Renzi.

Dopo un lungo scontro politico, accentuato dai partiti e manifestanti che si sono schierati contro il Governo, a Montecitorio è arrivato il via libera con:

  • 316 voti favorevoli;

  • 137 voti contrari;

  • 1 astenuto.

Hanno votato a favore: Partito Democratico, Area Popolare, Scelta Civica, Italia Centro-democratico, Psi e il Gruppo Misto della Camera Minoranze Linguistiche.

I partiti che invece si sono opposti alla riforma sono: Movimento 5 Stelle, Forza Italia, Lega Nord, Sel, Fratelli d'Italia e Alternativa Libera.

Per Matteo Renzi e il Ministro dell'Istruzione Stefania Giannini, entusiasti per il primo risultato positivo alla Camera dei Deputati, non resta che la prossima prova al Senato della Repubblica per mettere in atto la nuova riforma della scuola.

 

Insegnanti precari, graduatorie e assunzioni

Insegnanti precari, graduatorie e assunzioni sono al centro della nuova Riforma della Scuola del Governo Renzi che cambierà diverse cose.

Assunzioni e precari: 100 mila precari verranno assunti dal 1 settembre 2015 a seguito della Legge di Stabilità con la quale il Governo ha stanziato 1 miliardo di euro per far fronte alla riduzione della precarietà nel sistema scolastico italiano.

Graduatorie: saranno eliminate dal 2016, un anno di radicale cambiamento per le scuole italiane dato che gli insegnanti ci entreranno solo mediante concorso. Tuttavia, date le graduatorie esistenti, ci saranno le seguenti assunzioni immediate:

  • 99 mila insegnati legati alle graduatorie delle prime fasce (GaE)

  • le circa 1.700 persone vincitrici del concorso svolto nel 2012.

Dovranno, invece, attendere ed avere ancora pazienza diversi insegnati e persone risultate idonee all'insegnamento nel sistema scolastico italiano:

  • 8.300 idonei del concorso comunale svolto nel 2012;

  • 130 mila abilitati in quella che è la seconda fascia e che non risultano nella GaE;

  • 23 mila aspiranti insegnati alle scuole materne italiane.

Supplenti e l'Organo Funzionale d'Istituto (Reti di Scuole): non ci saranno più i supplenti che saranno sostituiti dall'Organo Funzionale d'Istituto, detto anche Reti di Scuole, composto da un certo numero di docenti con i quali i presidi degli istituti potranno interagire per la copertura delle ore scoperte.

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