Riforma del lavoro contratti, Naspi, maternità, articolo 18 e sussidio

Riforma del lavoro 2014 Renzi e Poletti contratto indeterminato e a progetto, collaborazione, apprendistato più la maternità, Naspi e disoccupazione

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La riforma del lavoro continua il percorso istituzionale a cui ha dato vita il Presidente del Consiglio Matteo Renzi con la formazione dell'attuale Governo. Una battaglia importante per il paese che ha trovato il via libero della Camera dei Deputati e al Sentato della Repubblica.

Fin dalla sua campagna elettorale Matteo Renzi parlava di un cambiamento nella società italiana, soprattutto nell'ambito del lavoro. Del resto i dati legati alla disoccupazione e alla difficile situazione economica del paese non potevano lasciare indifferente il governo su questo argomento. Il progetto del rottamatore sarà in grado di riprendere il paese? Molti i favorevoli al Jobs act ma anche molti oppositori, sindacati compresi.

Cerchiamo di capire in che modo la riforma del mercato del lavoro influenzerà le diverse tipologie di contratto attualmente in essere, i sussidi ad essa correlati e le diverse istituzioni che interagiscono ed interagiranno con la domanda e l'offerta lavorativa in Italia.

 

La riforma del lavoro sul contratto a tempo determinato ed indeterminato

Il contratto a tempo determinato ed indeterminato sono i protagonisti della riforma del lavoro. E' proprio il Jobs act che vuole dare una nuova forma a questi due tipologie di contratto mettendo in relazione l'uno con l'altro e rendendoli protagonisti nel mercato del lavoro.

Il duo Poletti Renzi hanno strutturato una nuova legge sul lavoro che andrà ad eliminare tutte le tipologie di contratto che oggi hanno creato il precariato che avvolge i lavoratori. Infatti il nuovo testo dovrebbe creare solo contratti a tempo determinato ed indeterminato nel seguente modo:

le aziende che assumono potranno tenere una risorsa a tempo determinato per 36 mesi. Durante questo lasso di tempo il lavoratore può essere mandato via qualora non fosse più indispensabile all'azienda (ancora non sono molto chiare le casistiche che potranno dare vita ad il licenziamento). Al termine dei 36 mesi l'azienda dovrà assumere il lavoratore a tempo indeterminato se vuole continuare il rapporto lavorativo.

Una formula che dovrebbe ridurre il precariato secondo Matteo Renzi anche se sono molti gli scettici che pensano che i 36 mesi di prova potrebbero essere utilizzati per tenere i lavoratori nel mondo del precariato.

Indipendentemente dal punto di vista, il Governo Renzi punta ad un unico contratto di lavoro a tutele crescenti ovvero un unico contratto a tempo indeterminato che eliminerebbe i diversi contratti di lavoro (più di 40) attualmente in vigore.

 

Riforma del lavoro sul contratto a progetto e di collaborazione

La Riforma del lavoro sul contratto a progetto e di collaborazione sembra abbastanza chiara: queste tipologie di contratto dovrebbero sparire con il tempo. Non si conoscono bene le tempistiche. Sicuramente non sarà un processo immediato quello del contratto unico. Tuttavia ci sono delle buone notizie per tutti coloro che lavorano con queste tipologie di contratto: infatti tutti i precari avranno accesso alla Naspi prevista dalla nuova riforma del mercato del lavoro.

 

Riforma del lavoro: Naspi, Cig e sussidio

La riforma del lavoro darà vita al Naspi variando la Cig e il sussidio di disoccupazione. Data la precarietà del lavoro, e dati i 400 mila collaboratori precari in Italia, Matteo Renzi vuole creare questo nuovo sussidio a cui si potrà accedere avendo lavorato per almeno 3 mesi. Il sussidio durerà la metà dei mesi lavorati negli ultimi 4 anni per un massimo di 24 mesi. Una grande conquista per tutti i lavoratori a progetto ed i collaboratori a cui attualmente, alla scadenza del contratto, non è riconosciuto nulla. Per i lavoratori atipici la durata sarà massimo di 6 mesi.

La Naspi prevede un contributo mensile di 1100/1200 euro per tutti. Se nell'arco di due anni non si riesce a trovare lavoro si potrebbe accedere, sulla base dell'Isee, ad un ulteriore ammortizzatore di disoccupazione di 700,00 euro.

Per finanziare la Naspi verrà eliminata la Cassa integrazione ordinaria e straordinaria. La Cig, quindi, verrà eliminata con il Jobs act.

La Naspi dovrebbe riuscire a dare un forte appoggio a tutti coloro che si ritrovano a perde il lavoro dal 2015. Per l'attuazione bisogna poi vedere nel dettaglio tutti i decreti attuativi che saranno approvati.

 

Riforma del lavoro sull'articolo 18

La riforma del lavoro cambierà l'articolo 18. Tante le fibrillazioni sull'argomento, dai sindacati alle opposizione. Ma Matteo Renzi resta fermo sulla sua posizione. C'è bisogno di un cambiamento per il Presidente del Consiglio e questo cambiamento partirà dal primo gennaio 2015 con il Jobs act, nel seguente modo:

- non ci saranno reintegri per i lavoratori che vengono licenziati per problemi di natura economica (i decreti attuativi entreranno poi nello specifico);

- reintegro per i licenziamenti di natura discriminatoria (religione, razza e tutti le tipologia che daranno vita ad una discriminazione. Anche in questo caso saranno i decreti attuativi a specificare le diverse casistiche);

- licenziamento senza reintegro per i licenziamenti di natura disciplinare (anche se in questo caso ci saranno delle eccezioni che verranno sempre dettate dai decreti attuativi);

- buone uscite decisamente più ricche per tutti coloro che decidono i non intraprendere una vertenza nei confronti delle aziende.

 

Riforma del lavoro sulla maternità

La riforma del lavoro sulla maternità porterà una forte estensione. Con il Jobs act ci sarà l'introduzione universale dell'indennizzo di maternità, assegno che spetterà anche alle lavoratrici parasubordinate che non hanno versato totalmente i contributi. Questa nuova formula dovrebbe garantire una notevole assistenza dello Stato italiano alle future mamme che attualmente sono decisamente penalizzate se inquadrate con contratti a progetto e di collaborazione.

 

Riforma del lavoro: la Nuova Agenzia Federale del Lavoro

La riforma del lavoro darà vita all'Agenzia Federale del Lavoro. Il Jobs act non solo è propenso a creare un unico codice del lavoro ma darà vita all'Agenzia Federale del Lavoro.

Ma che cos' l'Agenzia Federale del Lavoro? Si tratta di un nuovo sistema che dovrebbe sostituire il vecchio e attuale Ufficio di Collocamento. Questa nuova istituzione è prevista dall'Unione Europea ed avrà le seguenti finalità:

- interagire con la domanda e l'offerta dal lavoro nel territorio nazionale;

- fornire una ricollocazione a tutti coloro che perdono il posto di lavoro;

- assicurare ai giovani con meno di 25 anni l'immissione nel mondo del lavoro dopo gli studi e in caso di stato di disoccupazione.

 

Riforma del lavoro sul contratto di apprendistato e sulle pensioni

La riforma del lavoro inciderà anche sul contratto di apprendistato e sulle pensioni.
Per quanto riguarda le pensioni si deve guardare alla riforma delle pensioni del Governo di Matteo Renzi.
Per l'apprendistato si deve attendere quanto sarà dettato dai decreti attuativi del Jobs act. Per il momento si opta sempre per un contratto che dia una formazione ai giovani e sgravi fiscali alle aziende che usufruiscono di questa tipologia contrattuale

 

Riforma del lavoro sul cedimento delle ferie

La riforma del lavoro porterà una grande novità sul cedimento delle ferie. Una casistica che non si era mai vista in Italia prima d'ora. Con questa opzione del Jobs act sarà possibile cedere le ferie retribuite ad i lavoratori della stessa azienda che hanno figli gravemente malati.

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