Riforma Rai 2015 di Matteo Renzi: canone, nomine, cda e governance

Riforma Rai 2015 di Matteo Renzi, dalla riscossione del canone alle nuove nomine, il cda e la governance che sarà guidata dal nuovo Amministratore Delegato

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La riforma Rai 2015 di Matteo Renzi, il nuovo disegno di legge che il Governo discuterà nelle prossime settimane e che dovrebbe entrare in vigore entro il mese di aprile, così come annunciato dallo stesso Presidente del Consiglio con l'inizio del nuovo anno. Cosa cambia con la nuova riforma? Di variazioni ce ne saranno molte, sia dal punto di vista dell'assetto societario sia nel rapporto tra azienda e contribuente. Il Governo intende operare per rendere le nomine non influenzate dalla politica; subirà delle variazioni anche il cda e la governance: riduzione dei membri del Consiglio di Amministrazione, nuove nomine nella Commissione di Vigilanza Rai e la nuova figura dell'Amministratore delegato. E per i contribuenti arriva la possibilità del pagamento dietro la dichiarazione dei redditi per il prossimo 2016.

 

Riforma Rai 2015 di Matteo Renzi

La riforma Rai 2015 di Matteo Renzi arriva al suo esito finale con le prossime discussioni in aula che si svolgeranno nelle seguenti settimane e che vedranno il Governo impegnato in questa nuova battaglia che ha il fine di cambiare la televisione di Stato sia al suo interno, sia nei rapporti con il contribuente: nuovo Amministratore delegato, cambio dei criteri legati alla nomina del cda, contributo annuale più basso e canone soggetto a criteri di pagamento decisamente differenti.

Quali sono i punti salienti delle nuova riforma? Sicuramente rendere la Rai meno influenzabile dalle correnti politiche, creare una riscossione più efficiente, efficace e meno onerosa. Tutti punti molto validi per il Presidente del Consiglio che come prima cosa cerca di cambiare l'azienda dal suo interno.

Il direttore generale Rai verrà sostituito con l'Ad, tipica figura delle società private; sarà proprio quest'ultimo a dirigere i lavori dell'azienda di Viale Mazzini e a rendere il gruppo vincente e con un bilancio in attivo come annunciato dal Capo del Governo Matteo Renzi nelle sue intenzioni di riforma.

Altre novità dietro il cda e soprattutto nella Commissione di Vigilanza che perderanno l'influenza politica con una nuova strategia che si cela dietro l'elezione dei membri (ridotti nel Consiglio di Amministrazione).

Con la nuova legge il contribuente si rapporterà alla televisione di Stato in maniera diversa dato il possibile pagamento mediante la dichiarazione dei redditi che dovrebbe portare una riduzione dell'evasione fiscale sul tributo televisivo ed una diminuzione dello stesso importo.

 

Come si paga il canone e l'importo dopo la riforma Rai?

Ma come si paga il canone e l'importo con la riforma Rai 2015? Una domanda che interessa buona parte dei contribuenti data la discussa “bolletta luce più canone tv” che non è stata attuata con il nuovo anno e che ormai sembra essere accantonata da tutte le forze politiche.

La riforma Rai verrà presentata nelle prossime settimane dal Governo che sembra optare per una nuova strategia nella riscossione: l'Imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef).

Essendo il canone Rai una delle imposte più evase sul territorio nazionale, Matteo Renzi e i suoi alleati fanno pressione affinché il gettito della televisione di Stato torni a crescere con la diminuzione dell'evasione fiscale con una strategia che lascerà poco spazio agli evasori; infatti il pagamento di quest'ultima imposta dietro l'Irpef dovrebbe ridurre al minimo l'elusione. Al diminuire dell'evasione ci sarebbe un netto introito per le casse di Viale Mazzini che così potrebbero rendere la quota annuale ridotta anche fino al 50%.

Per quanto riguarda l'estensione del canone Rai anche ai possessori di computer e tablet, per il momento questa resta solamente un'ipotesi che non sembra interessare il nuovo disegno di legge del Governo di Matteo Renzi.

 

Canone Rai in bolletta o sull'Irpef?

Canone Rai in bolletta o sull'Irpef? Una bella domanda per le forze politiche impegnate nella nuova riforma e per gli stessi contribuenti.

Per tutto il 2014 si era parlato della riscossione mediante la bolletta dell'energia elettrica, un tipo di prelievo che aveva incendiato lo scenario politico dello scorso anno. Assieme al pagamento nell'utenza elettrica si parlava di un vero e proprio dimezzamento del tributo. Risultato? Nulla di fatto, quanto meno per il momento: con il nuovo anno il pagamento dev'essere sempre legato al bollettino e l'importo non è stato minimamente ritoccato nel suo ammontare.

Nelle prossime settimane il Governo di Matteo Renzi si rimetterà a lavoro sulla riforma Rai cercando di diminuire l'evasione che c'è dietro questa imposta e per creare una quota più equa. Saltata l'ipotesi che vedeva la riscossione tramite il gestore di luce arriva la nuova strategia: pagamento del canone Rai mediante la dichiarazione dei redditi. Sarà proprio questa la novità a cui andranno incontro le famiglie italiane nel 2016, il corrispettivo della televisione di Stato avverrà tramite l'Irpef, una nuova strategia mai adottata e mai considerata fin'ora che dovrebbe permettere l'adempimento da parte di tutti i contribuenti del tanto discusso canone Rai.

 

Cosa cambia con la riforma sulle nomine Rai, cda e la governance?

Cosa cambia con la riforma sulle nomine Rai, cda e la governance? Tutti questi temi saranno soggetti a cambiamenti che daranno forma al nuovo disegno di legge a cui si sta lavorando.

Per quanto riguarda la governance non ci sarà più la figura del direttore generale che verrà sostituito dall'Amministratore delegato. Sotto questo primo punto di vista si vede come il Governo vuole strutturare Viale Mazzini sotto una diversa prospettiva dato che questa nuova figura centrale avrà i poteri di coloro che dirigono società private.

L'Ad verrà indicato dal cda ed eletto e confermato dalla Commissione di Vigilanza Rai.

Novità anche per quanto riguarda il Consigli di Amministrazione: a quest'ultimo, attualmente composto da nove componenti, saranno sottratti quattro soggetti. Il nuovo cda sarà, quindi, composto da cinque membri che tuttavia verranno eletti dal Parlamento.

La Commissione di Vigilanza Rai potrebbe essere resa il meno possibile influenzata dalla politica con un elezione di membri estranei al Parlamento.

Oltre alle modifiche strutturali Matteo Renzi vuole avanzare delle variazioni che mettano in condizioni la Rai di diventare un trionfo nazionale, una rete pubblica con bilancio attivo che va verso il futuro con grandi e nuove strategie che dovranno rendere l'azienda il più possibile competitiva sul mercato e lontana dai diversi fallimenti delle compagnie di bandiera.

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