Riforma del Senato di Renzi cosa prevede e cambia nel nuovo testo pdf

Riforma del Senato italiano di Renzi: cosa prevede il testo pdf e cosa cambia all'interno del nuovo Parlamento con la riduzione degli stipendi dei senatori

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La riforma del Senato firmata dall'esecutivo di Matteo Renzi arriva in aula ed è pronta a portare le modifiche costituzionali al sistema giuridico italiano. Un cambiamento radicale per l'Italia, un mutamento di portata storica di un sistema nato nel bicameralismo e che si orienta a seguire il monocameralismo.

I cambiamenti sono veramente molti, dai componenti, al loro numero, i loro poteri, i costi, le competenze e molto altro ancora. Una vera e propria rivoluzione di natura giuridica che cambierà molte cose. Ecco tutto quello che c'è da sapere su questa nuova riforma.

 

La riforma del Senato di Renzi

La riforma del Senato di Renzi continua la sua marcia piena di difficoltà e arriva in aula nella giornata di lunedì 14 luglio. Un cambiamento portato avanti dall'esecutivo Renzi che sta cercando di semplificare il sistema legislativo italiano, molto spesso lento e macchinoso ma con molte forme di garanzia.

La riforma del Senato della Repubblica italiana porterà dei grandi cambiamenti all'interno del Parlamento, una trasformazione molto ampia, un mutamento che inciderà su:

  • numero dei componenti dello stesso Senato;

  • regolamentazione per l'elezione dei membri di Palazzo Madama;

  • poteri dei Senatori.

Infatti, per capire appieno la regole del nuovo Senato, ci si deve concentrare proprio su questi punti, tre parti fondamentali di questa importante modifica della Costituzione italiana che cambieranno decisamente il Parlamento italiano e le sue funzioni.

 

Riforma del Senato testo pdf

Il testo pdf della riforma del Senato approfondisce tutta la questione in oggetto ed ogni singolo punto che modificherà le funzioni e i componenti di Palazzo Madama. Iltesto pdf riforma del Senato è reperibile presso lo stesso sito ufficiale del Senato della Repubblica.

 

La riforma del Senato italiano cosa prevede

Se si vuole capire cosa prevede la riforma del Senato italiano bisogna concentrarsi su quanti saranno i senatori, come saranno eletti i membri di Palazzo Madama, quali saranno i poteri del Senato della Repubblica e quale sarà il suo ruolo consultivo.

Fino ad oggi il numero dei senatori è sempre stato di 315 componenti. Con la riforma del Governo Renzi i numeri di Palazzo Madama cambieranno radicalmente. Infatti i membri del Senato saranno 100 e saranno distribuiti nel seguente modo:

  • 74 consiglieri regionali;

  • 21 sindaci;

  • 5 diverse personalità che per meriti verranno eletti dal Presidente della Repubblica italiana (in pratica si tratta dei Senatori a vita che verranno eletti sempre sulla base di cittadini che hanno illustrato la patria per i loro altissimi meriti ma avranno un mandato di sette anni che non sarà ripetibile).

Come già preannunciato ci saranno anche dei cambiamenti per quanto riguarda l'elezione del Senato della Repubblica: difatti i senatori non saranno più eletti direttamente dai cittadini con età superiore ai 25 anni. A Palazzo Madama, infatti, siederanno consiglieri regionali e sindaci sulla base di un sistema proporzionale che impedirà alle Regioni con la maggioranza di prendere tutti i seggi.

La riforma dell'esecutivo Renzi andrà a colpire anche i costi della politica con questa riforma: i membri che siederanno a Palazzo Madama, ovvero sindaci e consiglieri regionali, non riceveranno alcuna indennità per le funzioni svolte e il ruolo acquisito. Una manovra, quest'ultima, che inciderà notevolmente sui costi della politica portando un risparmio di mezzo miliardo di euro l'anno nelle casse dello Stato italiano.

La forte innovazione all'interno del Parlamento italiano sarà il superamento del bicameralismo. Infatti la funzione principale del nuovo Senato della Repubblica sarà legata alla funzione di raccordo tra lo Stato e gli altri enti costitutivi della Repubblica. Sarà proprio per questo motivo che l'esecutivo di Matteo Renzi ha puntati a comporre i membri di Palazzo Madama da sindaci e consiglieri regionali.

La fiducia al Governo in carica non sarà più data dai senatori. Difatti il nuovo Senato non dovrà più appoggiare la fiducia al Governo affinché quest'ultimo si formi.

Nonostante le grandi innovazioni costituzionali, il nuovo Senato non perderà del tutto il diritto di voto che sarà mantenuto nei seguenti temi:

  • riforme di natura costituzionale,
  • leggi costituzionali,
  • leggi elettorali degli enti locali,
  • ratifiche dei trattati internazionali,
  • leggi di bilancio (leggi su cui il Senato potrà votare, con una consegna delle proposte di modifica entro 15 giorni, ma sui cui l'ultima parole spetta alla Camera dei Deputati).

Tuttavia le competenze del nuovo Senato della Repubblica non si limiteranno solamente ai temi di cui sopra. Infatti i senatori potranno esprimere la loro volontà di modifica delle leggi che vanno al di fuori delle loro competenze.

Per ridurre la lunghezza dei tempi tecnici del bicameralismo si seguirà il medesimo iter:

  1. consegna degli emendamenti entro 30 giorni;

  2. ritorni della legge alla Camera dei Deputati che entro 20 giorni di tempo dovrà valutare se accogliere o meno gli emendamenti.

Per quanto riguarda le Regioni e gli enti locali, e le leggi che gli riguardano, il nuovo Senato avrà decisamente più poteri dato che la Camera dei Deputati per poter respingere gli emendamenti in oggetto si dovrà esprimere con la maggioranza assoluta dei suoi componenti.

 

Cosa cambia nella riforma del nuovo Senato

Ecco cosa cambia nella riforma del nuovo Senato della Repubblica italiana a seguito della modifiche apportate dal Governo di Matteo Renzi:

  • il numero dei senatori sarà notevolmente ridotto, da 315 componenti previsti una diminuzione che vedrà 100 elementi presidiare Palazzo Madama;

  • componenti del Senato;

  • modalità di elezione dei senatori;

  • poteri del Senato della Repubblica;

  • costi della stessa struttura statale decisamente ridotti;

  • competenze nei confronti delle leggi e degli altri atti aventi forza di legge,

  • competenze nei riguardi delle Regioni e degli altri enti locali;

  • competenze nei confronti del Governo (il Senato della Repubblica non voterà più la fiducia dell'esecutivo);

  • carica dei senatori a vita (che saranno sempre eletti dal Presidente della Repubblica ma non potranno avere un doppio mandato).

     

Riforma del Senato: lo stipendio dei senatori

La riforma del Senato si concentra sullo stipendio dei senatori che subirà delle decisive variazioni. Da tempo i costi della politica sono al centro dell'attenzione delle diverse campagne elettorali ma ad oggi, ad eccezione dei parlamentari del Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo che prendono 2.500,00 euro al mese, nessun partito ha mai fatto un reale cambiamento su questo argomento. Un tema molto delicato che non vuole essere trascurato dalle riforme del Presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi e dal suo governo.

La riforma del Senato, infatti, prevede una riduzione del numero dei membri di Palazzo Madama ma anche una netta riduzione dei compensi degli stessi senatori. Fino ad oggi, quest'ultimi elementi del Parlamento, hanno sempre percepito una remunerazione che si aggira intorno ai 20.000,00 euro alla quale devono essere aggiunte le spese e i vari rimborsi. Un costo molto elevato al quale si affianca la difficile situazioni delle casse dello Stato.

Con la nuova riforma del Senato i consiglieri regionali e i sindaci non percepiranno alcuna remunerazione. Una mossa che alleggerirà gli esosi costi della politica italiana per ben mezzo miliardo di euro l'anno.

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