Riforme costituzionali: armonia per il presidenzialismo di Berlusconi

Riforme costituzionali: la proposta di riforma costituzionale che porterebbe al presidenzialismo di Berlusconi fa trovare l’armonia nel Governo Letta

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Le riforme istituzionali che il Governo Letta sta cercando di portare avanti sembrano aver trovato la giusta strada. Lo scontro sulla riforma della Costituzione italiana tra Pd e Pdl potrebbe terminare con il presidenzialismo.

nrico Letta vorrebbe portare all’interno del paese un sistema dove il Presidente della Repubblica non venga più eletto direttamente dai cittadini e che sia investito di poteri maggiori rispetto al Capo dello Stato delle Repubbliche Parlamentari.

Un’iniziativa che sembra andare bene anche al vicepresidente del Consiglio, Angelino Alfano. Lo stesso Pdl, del resto, ha sempre spinto per quello che era il presidenzialismo che Silvio Berlusconi cercò di portare a termine durante il suo governo.

 

Enrico Letta sul presidenzialismo

Enrico Letta ha spiegato quelle che sono le ragioni che lo portano a pensare al presidenzialismo. Secondo il Presidente del Consiglio, il Capo dello Stato, non può essere eletto da troppe persone, così com’è successo alle scorse elezioni del Quirinale, dove l’instabilità politica ha portato alla elezione, pur in qualche modo contro la sua volontà, di Giorgio Napolitano.

Enrico Letta fa anche sapere che non vuole che il governo delle larghe intese faccia troppo peso sulla questione, una questione che dev’essere comunque portata avanti dal parlamento.

 

Angelino Alfano sul presidenzialismo

E mentre il Presidente del Consiglio Enrico Letta fa sapere che Giorgio Napolitano sarà l’ultimo Presidente della Repubblica ad essere eletto in questa maniera, il vicepresidente del Consiglio, Angelino Alfano, accoglie le parole di Letta facendo sapere che si aprono, in questa maniera, degli spiragli che porteranno il governo ad un’intesa sulle riforme istituzionali.

I cittadini devono poter eleggere direttamente il Presidente della Repubblica. Noi lo diciamo da tempo e siamo assolutamente d’accordo: questa è la strada giusta”

ha detto Angelino Alfano al termine della parata del 2 giugno.

 

Lo scontro Pd-Pdl sul presidenzialismo

Ma se da una parte le due cariche al vertice del governo, Letta e Alfano, sembrano essere d’accordo sul presidenzialismo, un punto molto forte sembra dividere il centrodestra e il centrosinistra. Per il Popolo delle Libertà, il candidato ideale al presidenzialismo sarebbe Silvio Berlusconi. Lo fa sapere Renato Schifani, capogruppo alla Camera per il Pdl. Durante la trasmissione televisiva in onda su Sky di Maria Latella, Schifani precisa di come resta Silvio Berlusconi il candidato perfetto per il presidenzialismo, un candidato che guida tutti gli elettori del Pdl e che ha alle sue spalle una solida vita politica. Per Schifani la figura di Silvio Berlusconi non sarebbe nemmeno sostituibile da quella di Matteo Renzi.

 

Le divisioni all’interno del Pd sul presidenzialismo

Diviso ormai da tempo su molti temi rilevanti (come l’elezione del capo dello stato, la segreteria generale e il governo delle larghe intese), il Partito Democratico guidato attualmente da Guglielmo Epifani, è diviso al suo interno. Una corrente appoggia la modifiche alla Costituzione che permetterebbero all’Italia di diventare una Repubblica Presidenziale, mentre un’altra parte si trova in disaccordo con Enrico Letta.

All’interno del Pd si sono dichiarati favorevoli al presidenzialismo:

  • Walter Veltroni;

  • Matteo Renzi;

  • Romano Prodi;

  • Guglielmo Epifani.

Contrari, invece, al presidenzialismo sono:

  • Rosy Bindi;

  • la parte più vicina alla sinistra del Partito Democratico.

 

Movimento 5 Stelle sul presidenzialismo

Per Beppe Grillo, fondatore del Movimento 5 Stelle, la storia del presidenzialismo è la solita presa in giro del Governo Letta, un governo, secondo Grillo, che parla di presidenzialismo mentre il paese è al collasso e che prende in giro gli elettori con l’abolizione dei finanziamenti ai partiti (che secondo Grillo non è oggettiva dato che i partiti attualmente non stanno restituendo i soldi in questione).

 

Opinione pubblica sul presidenzialismo

Anche l’opinione pubblica sembra divisa sul tema delle riforme istituzionali. Da una parte, infatti, il costituzionalista Giovanni Guzzetta, propone una proposta di legge popolare sulla questione.

Ma c’è un’altra parte del paese (che forse sembra diretta all’ala di sinistra dell’Italia), che non vuole che la Costituzione italiana sia modificata. Tra questi, gli esponenti maggiori sono Stefano Rodotà, Gustavo Zagrebelsky e Roberto Saviano, che alla manifestazione Non è cosa vostra stanno trattando l’argomento in questione.

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Commenti 1

cini

30 giugno 2013 12:20

Avanti con la riforma costituzionale per fare dell'Italia una Repubblica Presidenziale. L'elettorato di centrodestra provvederà a fare il resto, eleggendo Silvio Berlusconi come il primo Presidente della nuova Repubblica con i necessari poteri per poter governare.